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Cristiano Porqueddu

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  1. Il nome? E' un nome che se pronunciato davanti a compositori o interpreti suscita una sola domanda "Chi?!" Nessuno, Giulio. Nessuno.
  2. Un elenco? Che peccato Vladimir! Non trovi che sarebbe meglio lasciarli tutti a diposizione e scegliere dai 60? Se ci sono difficoltà tremende come nell'omaggio a Prokof'ev o Les Arbres Rouges si lasceranno perdere ma se qualche temerario ci vuole provare? Non è un segreto: reputo la serie dei 60 Studi di Gilardino la più importante serie di Studi per Chitarra del Novecento e mi sembra importante, anzi, fondamentale, che quel genere di tecnica avanzata e di approccio strumentale sia accessibile e disponibile a chiunque intenda imparare a fare musica sullo strumento a sei corde. Nel mio percorso di studi ho avuto a che fare anche con dei cretini che mi impedivano di scegliere il repertorio se non direttamwnte "assegnato" e che mi strappavano gli spartiti dei pezzi che sognavo di eseguire davanti all'intera classe del corso o seminario che dir si voglia. I miei allievi avranno la possibilità di leggere tutto ciò che vogliono del repertorio scritto e pubblicato per chitarra con il mio completo supporto. Se non riusciranno a portare a termine qualcosa preferisco siano loro a dire di passare ad altro. Ma non mollano così facilmente, sai?
  3. Poco ma sicuro. C'era da fare una scelta. Lasciare la voce genericamente riferita ad un autore contemporaneo mi consentirà di suggerire autori diversi ogni volta a seconda delle coordinate che otterrò dall'allievo.
  4. Avete sicuramente un insegnante matto e un programma ridicolo. A parte gli scherzi, so bene che il programma proposto è fattibilissimo e che non sono ne' il primo a seguire strade nuove ne' sarò l'ultimo a proporre alternative a sistemi esistenti.
  5. Se avessi avuto occasione di ascoltare Vladimir e discutere con lui ti saresti morso la lingua.
  6. Non hai mai ricevuto ban. Di che cosa parli? Nessun disturbo. Leggo i post tre volte al giorno durante il caffè e in un paio di pause dallo studio. Non condividere nulla non significa dover distruggere. Potevi anche dire soltanto che non condividevi nulla. Questo è il tuo punto di vista e sia io che i lettori del forum ne hanno preso atto, come hanno preso atto del modo in cui lo esponi. La mia richiesta era il confronto, la discussione e la critica. Ho scritto aspra. Non incivile. Ci manca solo che mi senta dare del "matto" da un emerito sconosciuto. Ho cancellato il thread per errore: era nel mio interesse conservare tutti gli interventi da usare come spunti di discussione per altri thread. Se ci vuoi credere, credici. L'alternativa non mi toglierà il sonno. Non hai ricevuto alcun attacco e non capisco perchè tu abbia in questo modo smisurato e senza alcun rispetto sfogato una evidente rabbia contro un progetto e contro un nickname. E per la terza volta ti viene risposta la stessa identica cosa: Invia una eMail con nickname, password e indirizzo eMail usato durante la sottoscrizione e richiedi la cancellazione a info(at)sardinianet.com Qualche link di discussione ipocrita? E' un tipo di azione che non interessa a nessun utente e vietata dal Manifesto.
  7. E' solo computer grafica, d'accordo, ma è proprio ben fatto:
  8. Il programma che ho stilato prevede la lettura di uno Studio di Virtuosità e di Trascendenza di Angelo Gilardino al IV anno e l'introduzione di Bach (cosa che non avrei fatto se non fosse stato incluso in quasi tutti gli esami di accesso al bienno/triennio) al VI. Se poi un allievo, tenuto conto del resto del programma da svolgere, intende mettersi a lavorare da prima su questo repertorio non sarò certo io ad impedirglielo. Capirà da solo (cosa migliore) che occorre costruire con pazienza per raggiungere certi obiettivi. Non mi ritengo affatto al di sopra della media e mi guardo bene dal giudicare il lavoro altrui in materia di docenza. Sono solo cosciente del fatto che se qualcosa è andata avanti per decenni non significa non possa essere perfezionata. Preferisco sbagliare che ritrovarmi a seguire un procedimento che non reputo adeguato solo perchè 'lo fanno tutti' o perchè 'è sempre stato fatto così'. Ognuno sceglie un percorso, nella musica come nell'istruzione; nel lavoro come nella vita. Non è banale fatalismo è un dato di fatto. Chi ha la possibilità di mettere il naso fuori dai percorsi asfaltati e delineati* corre senza dubbio molti rischi in più ma ha la fortuna, talvolta, di scoprire altre soluzioni o alternative che chi calpesta la strada principale neanche si sogna. Mi sembra banale aggiungere - ma lo faccio per evitare equivoci - che ho sperimentato questo metodo direttamente sulla mia pelle e che al contrario della sua esperienza, come dice, il mio è stato un percorso di studi più tortuoso. Labirintico, a tratti. Grazie a lei per le osservazioni. [OT] *Sarà per questo che ho una inconscia passione per le stradine sterrate, per i percorsi che conducono a deviazioni dalla strada principale? Da anni faccio foto come questa e le colleziono tutte con la sola indicazione della nazione in cui sono state scattate, mai della strada o città di riferimento: non mi interessa la città che raggiunge la strada principale, mi interessa allungare il collo e cercare di vedere più in fondo possibile a questi passaggi. Se proprio non resisto, li percorro.
  9. Normalissimi allievi, lo ripeto. Alcuni più dotati di altri come accade anche nelle aule di scuola ma nessuna pre-selezione o cose del genere. Non sarebbe un male, anzi, consentirebbe di ricostruire il thread.
  10. Bach è il meno gettonato. L'attenzione è rivolta proprio a Barrios (ci sono piccole composizioni più utili e formative dello Studio II di Fernando Sor), Ponce, Brouwer e altri autori del Novecento. Un allievo del III anno che non vede l'ora di affrontare uno studio di Gilardino deve affrontare uno studio di Gilardino per due motivi: il primo è che deve rendersi conto in prima persona della difficoltà (salvo poi, come mi è capitato, vederli divorare quelle pagine) e il secondo è che molto probabilmente quell'entusiasmo può dare un enorme aiuto e invogliare lo studio più di qualsiasi altra cosa. Faccio tesoro delle esperienze altrui ma soprattutto della mia. Cla, mi scusi, la serie dei primi 10 studi di Fernando Sor selezionati da Andrés Segovia - tolti il I e l'VIII - è da considerare una raccolta di brani altamente impegnativi? Secondo lei gli studi II e IV non sono affrontabili dopo 6/8 mesi di lezioni? Anche per questi 4 o 5 anni di preparazione? Non me ne parli! C'erano consigli, critiche e suggerimenti utilissimi da usare per nuove argomentazioni. Mai interagire con funzioni di un forum da amministratore quando ci si trova nella pausa pranzo di una Masterclass.
  11. Dovrebbe chiederlo a loro. Io non ne ho la più pallida idea. E quando le portano alcuni preludi letti ed eseguiti a lezione? Cosa fa? Le dice di concentrarsi meglio sullo studietto di Carulli? E' semplicissimo: vedono una attività dei loro compagni e vogliono migliorarsi e crescere. Gli do una mano mettendo i paletti al loro percorso in modo che il loro tempo e che qualsiasi cosa facciano possa servirgli in futuro. Quelli che vedo e a cui faccio lezione sono ragazzi che vanno a scuola, alcuni hanno materie arretrate e votacci da recuperare, giocano a calcetto, con la loro playstation, sono in perenne caccia di ricariche dei cellulari, e scaricano mp3 da internet. Normalissimi adolescenti. E che cosa aspetta a farlo? Lo faccia. Cambi il suo percorso di studi in modo che questo le consenta un arricchimento conoscitivo e tecnico del repertorio. Cinque anni (il tempo per un diploma scolastico) per uno studio di una pagina costruito da una melodia accompagnata con qualche capotasto mentre i colleghi pianisti hanno già lavorato a Bach, Liszt le sonate di Mozart e Beethoven, Chopin, Shubert, Schumann e Debussy mi sono sempre apparsi come (fin dai tempi della preparazione dei miei esami) una enormità e un'inutile perdita di tempo.
  12. Ieri, durante una Masterclass un allievo del primo anno ha eseguito il "Capriccio sopra la lontananza", Studio n.1 di Angelo Gilardino; un allievo del secondo anno ha portato a lezione due studi di Fernando Sor (II e V numerazione segoviana); un allievo del secondo anno una parte dello studio n.XXII di Napoleon Coste. Di alcuni di loro, dopo l'autorizzazione firmata dei genitori (sono tutti adolescenti) pubblicherò stralci dell'esecuzione. Un allievo del terzo anno ha letto (da solo, di sua iniziativa e nel giro di due settimane) l'intero Studio n.10 di Angelo Gilardino (Ophelìe) e l'ha eseguito da cima a fondo. Non parliamo del traffico di fotocopie casualmente scoperto che vedeva il passaggio (illecito, vero, ma che rende l'idea dell'entusiasmo) di suite di bach tra allievi del V anno e scansioni stampate con laserjet. Trovo sia più complesso per un adolescente affrontare lo studio del Paradiso di Dante o lo studio di funzione che qualche arpeggio o melodia accompagnata.
  13. Un unico metodo per l'impostazione è sempre limitato. Utilizzi sempre più metodi e cerchi, appena possibile, di tracciare una sua direzione nel metodo di studio e nell'individuazione di esercizi volti a migliorare la tecnica.
  14. La scorsa settimana ho finito di stilare il programma del Corso di Chitarra che entrerà in vigore dall'anno accademico 2008/2009 presso la Scuola Civica di Musica di Nuoro. Il download è disponibile da questo link: http://www.cristianoporqueddu.com/FileArchive/ProgrammaCorsoDiChitarra.pdf ADMIN EDIT A causa di un banale errore - di cui mi assumo la piena responsabilità- nell'esecuzione di una funzione avanzata del Forum ho involontariamente cancellato l'intero thread che in 6 giorni aveva raggiunto quota 1491 letture. Mi scuso con l'intera community per questa disattenzione ed in particolare con Giorgio Signorile (che ha indicato un errore nell'indicazione dell'opera degli studi di Giuliani nel I Anno), Vladimir, ciccio_matera, Akaros, Alessandro Blanco.
  15. Non so se avete idea chi sia Mago Gabriel ma questa la condivido con tutti, giusto per farci due risate. http://www.youtube.com/watch?v=DeIcK00fUKU Ascoltatelo perchè c'è letteralmente da piegarsi in due dalle risate.
  16. Ma no, Raffaele. Non si dovrebbe reagire così di fronte ad un'opinione contrastante; nessun utente in questo thread ha offeso nessuno e non mi sembra di avere letto riferimenti specifici da parte sua. E' stato solo messo in risalto un modo di porre strumento e strumentisti nei confronti del mondo della musica che potrebbe indurre in equivoco. Niente di più.
  17. Tutti coloro che hanno la fortuna di fare musica hanno gli stessi problemi. Sono davvero spiacente di doverla contraddire di nuovo, Raffaele, ma per quanto mi riguarda non subisco alcun attacco e nell'eventualità in cui questo si dovesse verificare (anche se dubito che avrebbe qualcosa a che vedere con la musica) risponderei nell'unico modo che conosco, la serietà del mio lavoro. Tutto il resto lasciamolo ai banconi del bar. Nessuna querelle. E' sempre interessante il confronto. Non possiamo essere d'accordo su tutto, no? Sa che noia?
  18. Ho letto con attenzione, ne stia certo e, con tutto il rispetto Raffaele, non mi sembra un testo che offra possibilità di interpretazione. Un lettore occasionale che si avvicina al Forum e legge certe affermazioni potrebbe fraintendere ed è solo per questo che sono intervenuto.
  19. Raffaele, apprezzo il suo impegno didattico e la passione con cui porta avanti i suoi lavori ma come ho già fatto notare in passato, farei a meno di classifiche, tantomeno globali. Ancor più, mi perdoni, se queste tendono a creare gruppi o classi di persone. Essere musicisti (fare arte con la musica) non ha niente a che vedere con l'essere migliori o peggiori di qualcosa o qualcuno ma portare a termine un lavoro artigianale estremamente intimo. Tutto il resto ha importanza che, per dirla in termini matematici, tende allo zero.
  20. Quasi quasi... [web]http://video.google.com/googleplayer.swf?docid=5127313249780524359[/web]
  21. In questo sketch televisivo Sid Caesar, pioniere della televisione in diretta, presenta una divertente drammatizzazionione di uno dei brani più noti del celebre compositore Ludwig Van Beethoven. Il titolo dello show era Your Show of Shows and Caesar’s Hour e questa gag si chiama Argument to Beethoven’s 5th, in cui Sid, in coppia con Nanette Fabray giocano a fare la pantomima di una coppia sposata.
  22. I PDF saranno disponibili su http://www.trascendentia.com e su http://www.angelogilardino.com entro breve tempo. La casa editrice Berben di Ancona ha dato il via libera e si sta mettendo tutto nero su bianco per ovvie esigenze legali connesse alla protezione del diritto di autore. Per dovere di cronaca, la 'Toccata' è il quarto tempo della suite Tombeau di Maurice Ravel. E' preceduta da tempi che rivisitano atmosfere e ritmi Raveliani. Eseguo spesso singolarmente la 'Toccata' ma come acme di un percorso di 6/8 studi selezionati dai 5 volumi: da sola non può reggere.
  23. Pubblicato dalle edizioni berben il nuovo lavoro di Flavio Mearelli, "Improvvisi op.8" per chitarra Revisione e diteggiatura curate da Stefano Falleri. Per acquisti: http://www.berben.it
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