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Cristiano Porqueddu

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Tutti i contenuti di Cristiano Porqueddu

  1. L'argomento di giordario necessita di un thread a parte.
  2. Affatto! Hai pefettamente ragione. L'uso del tapping qui è solo un effetto speciale. Niente da fare. Ottava superiore od omissione.
  3. Ottima idea akaros, grazie. Ma per garantire forza è meglio percuotere il La b sulla 6a con un dito della mano sinistra. Vediamo un po'...
  4. Pur di non portarlo all'ottava superiore l'ho omesso.
  5. Si, è lei. Sono andato avanti nella lettura ed è sorprendente come una tale ricchezza di elementi tematici possano convivere in un'unica composizione. Persino il termine "Sonata" è restrittivo e va interpretato. Gilardino nell'introduzione mette in risalto la complessa stratificazione culturale e l'influenza della musica tardoromantica per pianoforte (Brahms, Liszt, Franck, Busoni) alla base della composizione. Completo aggiungendo un gusto quasi architettonico per il modo di costruire e pesare le scelte. Vedi? (Basta con le scansioni o incappo in guai seri) Peccato che a volte si ripeta un po'.
  6. Sto iniziando la lettura della Sonata III. Ricchissima e stratificata nella ricerca dei materiali e della struttura. Occorre uno studio apposito (6 movimenti e dimensioni notevoli). Ecco l'incipit P.S. Il tuo Avatar è da primo premio. Ogni volta che lo guardo rido da solo come un citrullo davanti allo schermo.
  7. Mi sembra che lei basi la sua preferenza sulla base della quantità e del numero. Il fatto che molti chitarristi (dato tutto da verificare) suoni un brano di repertorio non ha niente a che vedere con la sua qualità.
  8. "L'elogio de la danza" di Leo Brouwer è un po' troppo semplice per un diploma. Perchè non optare per Frank Martin, Giorgio Federico Ghedini, Lennox Berkeley, Fernande Peyrot, Cyril Scott o Albert Roussel?
  9. Benvenuto sul Forum Italiano di Chitarra Classica. Puoi modificare l'avatar dalla pagina del Profilo Personale. Prendi visione del manifesto del forum e buona permanenza.
  10. va beh,si ,robetta ripetto alle opere del meta' 700 fine 800!comunque si fa quel che si puo',tornare in quel periodo d'oro della chitarra non è pensabile,di Sor e Aguado nn ce ne saranno piu'.Scusami ma io sono tradizionalista Avevo deciso, Francesco, di non risponderle neanche. Definire 'robetta' una sonata di Delpriora e mentre elargisce termini come 'opera geniale' per composizioni che preferirei non citare, non solo le fa perdere punti in modo indelebile (leggono per la maggior parte chitarristi, qui) ma la rendono ridicolo. Non mi piace affatto che un utente del forum venga deriso o isolato a causa della sua poca conoscenza della materia, ma, amico caro, in questo modo sta proprio andando a cercarsela. Metta lo spartito della Sonata n.2 di Mark Delpriora sul suo leggìo e provi a leggerla: si renderà conto che, senza esporsi al di là della seconda pagina, oltre a non esserne in grado di eseguirla non ha conoscenze musicali adeguate per la comprensione del suo significato. Sia gentile: ci privi di questo genere di esternazioni.
  11. Edizioni Bérben di Ancona. (http://www.berben.it)
  12. Dopo un'influenza che mi ha letteralmente immobilizzato per 4 giorni (non esagero se dico che l'ultima volta che sono stato costretto a letto dalla febbre ero ancora un adolescente) ho ripreso a lavorare, anche se pian piano. Tra le altre cose ho terminato la lettura della Sonata n.2 del compositore Newyorkese Mark Delpriora. Ottima scrittura (a tratti un po' prolisso) e brillanti idee. Il lato idiomatico dello strumento non è mai banalizzato e mi hanno incuriosito i modi di costruire in senso lato del compositore americano. Parte sempre da un'idea articolata, mai semplice o scarna, e lo sviluppo è molto dettagliato, come un profondo zoom su un'immagine di enormi dimensioni. Il rondò ne è un esempio. Una sensazione forte è quella di una dimensione ancora da trovare, la mancanza di una caratterizzazione forte che suggellerebbe definitivamente il tutto. Consiglio la lettura a tutti. Scrive proprio bene.
  13. Cosa intendi, Pantera Rosa? La Negra è una piccola composizione di Antonio Lauro che non corrisponde a nessun'altra opera.
  14. E' quello che mi chiedo. Perché si deve imparare qualcosa da una materia, si, parallela, ma differente. A che proposito? Ci sono moltissimi temi e argomenti di studio che dovrebbero essere affrontati con serietà e tra questi mi prenda un colpo se annovero il giro di Do per non sentirmi inadeguato davanti a chi mi chiede di "accompagnare" l'ultima hit del cantantuncolo di turno. Preferisco imparare, prima, a distinguere il surrealismo di Magritte da quello di Dalì. Mi sarà più utile.
  15. Che l'improvvisazione sia una prassi difficile, ricca di sfaccettature e che necessiti di grande preparazione non è messo in dubbio. L'articolo di Michelangeli parla, fin dal titolo, della inadeguatezza (!) di un chitarrista classico nel non saper accompagnare la canzonetta di turno, come se questo fosse uno dei fondamentali difetti del chitarrista. Mi domando se i primi violini di un'orchestra stabile si pongono queste domande o se all'ultimo anno di direzione orchestrale non vi sia una particolare serie di lezioni dedicate all'accompagnamento delle hit-parade degli anni '80. Leggo dappertutto le lagne di chi si lamenta che lo strumento a sei corde non entra nei circuiti più importanti. Si pensa forse che saper accompagnare un gruppo di amici dopo cena sia un elemento cardine della preparazione di un concertista? Ci sono persone e artisti in questo forum che mi possono insegnare che esistono elementi di studio da affrontare (soprattutto non musicali) praticamente infiniti, tutti volti al miglioramento meccanico, esecutivo, interpretativo e culturale. Vogliamo, per favore, concentrarci sulle cose serie e mettere da parte le sciocchezze? Non sono sciocchezze. O perlomeno, si sta generalizzando. Un conto è accompagnare la Locomotiva di Guccini, un conto è improvvisare su Giant Step. Io invece trovo che si sia spostato il discorso centrale dell'Editoriale di Michelangeli - l'importanza di essere in grado di accompagnare canzoni di musica leggera e l'inadeguatezza (si, lo so, sto diventando pedante) di un chitarrista nello scoprirsi incapace di farlo - verso un tema ben più sofisticato che si deve estendere a tutti gli strumenti. Potrò anche sbagliarmi, è indubbio, ma ho tutta la sensazione di vederci benissimo. Pensi davvero che Arturo Benedetti Michelangeli fosse preoccupato dal fatto di non essere in grado di improvvisare ai livelli di Michael Pertucciani? O pensi che Michael Camilo sia alla ricerca della pozione magica per raggiungere la tecnica di un Vladimir Horowitz che interpreta il concerto per pianoforte No. 3, Op. 30 di Sergei Rachmaninoff? Impariamo dai Jazzisti a fare cosa? A fare Jazz? E perchè? E se ci concertassimo, invece, su un repertorio ricco conosciuto per meno di un terzo da poco meno di un terzo dei suoi interpreti?
  16. Dato per scontato che la vita non ha alcun mistero - si nasce, ci si riproduce e si muore come tutte le altre forme di vita conosciute - questa generalizzazione porterebbe a discussioni sterili di dubbia utilità per la community. Per lei può essere letteratura "Topolino e la Spada di Ghiaccio" per me potrebbe esserlo "Il Deserto e dopo" dell'Ungaretti. Lasciamo le cose così. Porqueddu,scusi la franchezza,Ungaretti no...che depressione! Ecco. Come volevasi dimostrare.
  17. Che l'improvvisazione sia una prassi difficile, ricca di sfaccettature e che necessiti di grande preparazione non è messo in dubbio. L'articolo di Michelangeli parla, fin dal titolo, della inadeguatezza (!) di un chitarrista classico nel non saper accompagnare la canzonetta di turno, come se questo fosse uno dei fondamentali difetti del chitarrista. Mi domando se i primi violini di un'orchestra stabile si pongono queste domande o se all'ultimo anno di direzione orchestrale non vi sia una particolare serie di lezioni dedicate all'accompagnamento delle hit-parade degli anni '80. Leggo dappertutto le lagne di chi si lamenta che lo strumento a sei corde non entra nei circuiti più importanti. Si pensa forse che saper accompagnare un gruppo di amici dopo cena sia un elemento cardine della preparazione di un concertista? Ci sono persone e artisti in questo forum che mi possono insegnare che esistono elementi di studio da affrontare (soprattutto non musicali) praticamente infiniti, tutti volti al miglioramento meccanico, esecutivo, interpretativo e culturale. Vogliamo, per favore, concentrarci sulle cose serie e mettere da parte le sciocchezze?
  18. Dato per scontato che la vita non ha alcun mistero - si nasce, ci si riproduce e si muore - questa generalizzazione porterebbe a discussioni sterili di dubbia utilità per la community. Per lei può essere letteratura "Topolino e la Spada di Ghiaccio" per me potrebbe esserlo "Il Deserto e dopo" dell'Ungaretti. Lasciamo le cose così.
  19. Trovo che sia un metodo non corretto, Giorgio. Un allievo che vuole imparare ad accompagnare i capolavori di Ramazzotti deve essere indirizzato da un insegnante che gli insegna a farlo. Un allievo che vuole imparare a fare musica, invece, deve avere la possibilità di farlo immediatamente, con un approccio diretto e senza fumogeni.
  20. Giusto Fabio, sono daccordo. Aggiungo però, non vorrei creare tensione in questo mio intervento, che noi allievi/studenti di chitarra siamo un bel pò pigri: come si fa a non saper inprovvisare su una scala maggiore o minore dopo aver studiato scale, arpeggi (penso ai 120 di Mauro Giuliani) e soprattutto armonia in conservatorio? Sappiamo suonare la chitarra "scordata", penso semplicemente alla sesta in re, possiamo modificare totalmente l'accordatura della chitarra e creare armonie divertenti spostando appena appena le dita sulla tastiera, e si fa fatica a fare una canzone di Celentano? Il mio concetto è semplicemente che con una formazione classica occorre ben poco per suonare bene un giro di do, non credete? Signori colleghi e lettori del Forum, perdonate la mia franchezza, ma di che cosa state parlando? Canzone di Celentano? Giro di do? Ma mi domando e mi chiedo a che cosa serve questa continua discesa verso il basso a tentare di dare importanza e peso alla ricerca degli accordi delle canzonette che girano per radio? E perchè tutta questa importanza nel saper 'improvvisare' su una scala diatonica quando l'utililtà di questa tecnica è pari a zero sul repertorio? A mio parere si tenta ancora una volta - con mia grande amarezza - di spostare l'attenzione della materia sul suo lato banale, semplice e popolaresco. Perchè Michelangeli non concentra la sua attenzione sul fatto che pochi diplomati sanno analizzare con certezza una Sonata? Perchè Michelangeli non orienta il suo articolo al basso livello tecnico dei neo diplomati raramente in grado di portare a termine un concerto di media difficoltà? Perchè Michelangeli non punta il dito sul fatto che i chitarristi neo-diplomati conoscono - si fa per dire - una mezza dozzina di concerti per chitarra e orchestra? No, concentriamoci sul giro di Do, sulla capacità di saper individuare a orecchio le canzonette, di saper improvvisare sulle scale. Magari con enormi difficoltà di impostazione, di esecuzione ma (volete mettere?) un'ottima capacità di improvvisazione. E non mi si venga a dire che l'improvvisazione amplifica la conoscenza dello strumento o della tastiera. Quando con gli amici da adolescente cantavo in spiaggia nei falò gli accordi delle canzoni li conoscevo tutti. Avevo meno di 14 anni e non avevo bisogno di corsi o specializzazioni post-diploma per capire che il 99% della musica leggera era costruito sulla stessa sequenza di accordi, noiosi e banali (passavo da dio per sapere accompagnare tutto anche le canzoni che non conoscevo). Un diplomato, in qualsiasi strumento, dopo 10 anni (10 anni 10) di studi incapace di costruire un accordo di 6a diminuita o di nona o non in grado di distinguere una cadenza di inganno da una cadenza evitata deve con urgenza cambiare mestiere e dedicarsi ad attività all'aperto. Sono sicuro che l'amico Filippo ha orientato la stessa domanda anche a pianisti, sassofonisti, violinisti, violisti, clavicembalisti e violoncellisti. Inadeguatezza per 'accompagnare' Grignani o Gigi d'Alessio? Formazione tecnica nell'accompagnamento? Scusate, da dove si scende?
  21. Cristiano, per rivolgersi al sottoscritto, è piu' che sufficiente. I video del concerto saranno disponibili sul sito della Associazione Musicare quando la tv che ha effettuato le riprese e i servizi ci invieranno di DVD. Non me ne occupo direttamente io.
  22. Rilegga bene la biografia, Francesco. Durante la carriera scolastica ho avuto la fortuna di non avere un insegnante fisso. Dopo il diploma - che ho sempre reputato un punto di partenza - ho lavorato come allievo, appunto, con Angelo Gilardino presso l'Accademia Superiore di Musica di Biella.
  23. Dove avrebbe letto che io non sono stato allievo di Angelo Gilardino? Con tutto il repertorio eseguito hanno scelto di usare il bis come brano di sottofondo. Il brano piu' scemo di tutti.
  24. Non lo so, Francesco. Cerca qualcuno presente al concerto.
  25. Il foto-album del Barrios Competition 2007 (fasi semifinali e finali) è onLine da oltre un mese. Ecco il Link diretto
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