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Alfredo Franco

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  1. lol. grandi.
  2. ah! soave mormorar della musica leggera... bel titolo eh? se vuoi te lo cedo.
  3. Vladimir, un giorno dovrai fare torto ad Angelo e fissare questi lavori su cd.
  4. Certo, quello dei piccoli pezzi, delle miniature, è un mondo ancora tutto da scoprire per i chitarristi. L'associazione pezzo piccolo=piccolo valore è dura a morire, ma è vero che questo lato della scrittura di Giuliani (come di Paganini e Sor), raccolto e intimo, riserva piacevolissime sorprese!
  5. E bravo Fabio! Penso che hai centrato il nocciolo del problema; un'analisi la tua che condivido in pieno. Grazie per la segnalazione discografica, proprio oggi pensavo a quei cd...prossimo acquisto.
  6. Eppure a me pare che la scrittura di Paganini possieda delle peculiaritĂ  che lo rendono unico nel panorama del primo '800. Nelle 37 Sonate e nei Ghiribizzi ci sono momenti tanto eclettici quanto melancolici...
  7. Forse trovi la sua scrittura troppo scarna? Palesemente violinistica? Certo che accomunare Paganini a Giuliani richiede una certa dose di immaginazione...
  8. Perchè i chitarristi non considerano Paganini un grande del primo '800 accanto a Sor e Giuliani? Grande sonata a parte, sembra che gli altri suoi lavori per chitarra siano guardati con una sorta di disponibilità accessoria...e non parliamo della musica da camera...
  9. Bellissima scena. Facciamo una colletta per produrre il film e andiamo a Cannes?
  10. Improvvisamente sento l'irresistibile impulso di ascoltare l'Andante con moto del trio in mib di Schubert... alle due del pomeriggio può essere fatale... disgraziati, vi citerò per incitamento alla decadenza Beh, il secondo tema del primo movimento non è da meno in quanto a spleen cosmico...ma poi, perchè si sostiene che Schubert non sapesse sviluppare?
  11. Tra lo scrivere una musica per film e sentirsi chiedere (com'è capitato al sottoscritto) di scrivere una canzone brutta per un noto cantante italiano "tipo 883 tanto quella è la roba che vogliamo vendere" (testuali parole), c'è una bella differenza, eh!
  12. Chi bazzica, o ha bazzicato nei giri della "musica leggera" sa bene con quali criteri artistici vengano confezionati i dischi, gli arrangiamenti delle canzoni...arrangiamenti, sarebbe il caso di parlare di stravolgimenti, la sequenza delle stesse sul cd e via dicendo. beata ingenuitĂ .
  13. beh...dipende. io il tedesco l'ho studiato 3 anni e infatti non lo so, il francese 8. guardacaso ho sempre preferito i compositori francesi a quelli tedeschi.
  14. Indubbiamente. Come quello del francese, dell'inglese, del tedesco etc. etc.
  15. Credo che sia stato il mio primo di disco di chitarra classica...ne rimasi folgorato; dato che all'epoca non ero in grado di leggere la musica, decisi che avrei imparato il Capricho arabe ad orecchio.
  16. Sullo storicamente fedeli non saprei...non ricordo che lavori fossero presenti in quel disco...ricordo però che era molto bello, questo si.
  17. Mah, se uno decide di fare il musicista classico deve accontentare "la gente"? Io penso che debba piuttosto aprirgli la mente, anche rischiando. Alla base di questi ragionamenti credo che ci sia l'idea di musica come elemento di sottofondo alle nostre emozioni. L'idea che la musica, e l'arte nel suo insieme, sia qualcosa che non ci deve scavare l'anima, una sorta di laghetto placido da contemplare...
  18. Mannaggia alle poste...
  19. GiĂ , ma non credi che nel caso della chitarra, il repertorio sia stato "piegato" alle esigenze dello strumento? Tutte le trascrizioni (im)possibili e (in)immaginabili lo testimoniano; e cosa dire del ciarpame sud americano che fa tanto colore? Il chitarrismo ha coscienza del proprio repertorio ottocentesco? E' in grado di muoversi seguendo una linea storica come fanno pianisti o violinisti? Date queste premesse, dove rintracciare "l'universo artistico che lo circonda e lo sovrasta"?
  20. Indubbiamente. Partiamo però da un paradosso: ai chitarristi (non a tutti, ovviamente...) non interessa tanto la letteratura scritta per il loro strumento, quanto lo strumento in sè. Poi c'è la (s)tentata emulazione stilistica del chitarrista che ha fatto storia...perchè tanti chitarristi sentono la necessità di ascoltare l'esecuzione di un brano prima di studiarlo? Non sono in grado di comprendere il pensiero che il compositore ha lasciato sulla pagina scritta e si affidano alla mediazione di un iterprete a priori. E' un po' come parlare con Dio, per molti ci vuole il prete che faccia da tramite.
  21. Erroneamente si tende a pensare che la musica popolare sia legata al linguaggio tonale, cosa non vera e riscontrabile anche in Italia: le zone carsiche e parte del nord est, la Sardegna e parte dell'Italia meridionale sono ancorate a sistemi modali diversi da quello dell'area nord.occidentale.
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