Benissimo, continuate a fare quello che state facendo: per me è fonte di immenso piacere ascoltare il "repertorio segoviano" (scusa se semplifico) ripulito da incrostazioni stilistiche e letto in un'ottica autoriale.
Si, sono d'accordo con te.
Mi pare che, in questo senso, la pubblicazione degli originali di lavori già ampiamente conosciuti grazie alle revisioni di Segovia, possa finalmente affievolire l'aura storicizzata che ancora li circonda.
D'altronde non bisogna dimenticare che senza Segovia, questi lavori non avrebbero mai visto la luce.
Non lo sapevo, pensavo si fosse limitato alle Variazioni sulla Folia di Ponce...escludo i lavori di Villa-Lobos, che penso non si possano definire strettamente segoviani.
Esiste questo mirabile volume riguardante la figura di Sor, e non si limita all'ambito chitarristico
http://www.tecla.com/catalog/wp/wp0234.htm
Saggi sparsi sono certamente rintracciabili sulle riviste specializzate.
Beh, il mercato immobiliare ormai è totalmente fuori controllo.
In realtà noi non avremmo il problema della casa, mia moglie è una pastora protestante e a Cagliari dovrebbe curare la comunità della chiesta battista.
La casa pastorale fa parte dello stipendio (e ci tengo a sottolineare che non è pagata dallo stato ma dalle comunità stesse).
I miei dubbi riguardano unicamente il fatto di risiedere su un'isola, ma probabilmente è un'idea dettata dalla novità.
Voglio dire, la Sardegna non è Lampedusa.
Domanda un po' peregrina...me ne rendo conto.
Il fatto è che potremmo trasferirci a Cagliari...l'idea dell'"isola" mi mette un certo senso di inquietudine...
Guarda, proprio nei "Caprichos" c'è un brano che prende di mira Segovia...anche se si tratta di una presa in giro "arisocratica".
Segovia doveva fare una marea di concerti e di conseguenza le sue promesse a MCT, come incidere i nuovi lavori, finivano col dimostrarsi irrealizzabili.
A quanto ne so, fra i due ci fu un proficuo rapporto professionale, non di amicizia.
Evidentemente Bream, nel sollecitare i compositori inglesi a scrivere per chitarra operò una scelta precisa.
MCT d'altronde, in ambito chitarristico, era già veicolato a piene mani da Segovia...almeno fino ad un certo periodo.
Williams credo avesse semplicemente altri gusti: nella sua eclettica discografia, i compositori di area segoviana sono assenti.
Guarda, provando a fare una ricerca su gughl mi sono imbattuto in questo sito...
http://harpguitars.net/iconography/icon-mozzani.htm
francamente ero all'oscuro di tutto ciò...
Caro Vladimir, pensavo che data la tua frequentazione assidua di materiale contemporaneo fossi pronto a ribattere qualcosa a proposito del brano che ho evocato con quella bella fotografia.
Invece vedo che vai per altri lidi...spero non ti si annebbi il cervello.
Non sapevo che questo brano fosse stato scritto per un concorso di composizione chitarristica.
Non vorrei fare la figura del saccente ma devo ammettere che per quanto mi riguarda e date le circostanze della sua composizione, questo brano è il classico esempio di lavoro costruito per avere successo.
Gli ingredienti ci sono tutti: una bella introduzione con armonici ottavati e accordi sospesi, una spolverata di scale da virtuoso, una sezione malinconica ma ritmica e lo svettare del tremolo.
Complimenti a Rodrigo.
Io credo che quando si usano termini quali capolavoro o genio sia necessario riflettere attentamente.
Sono parole di cui probabilmente si abusa, anche se magari lo si fa in buona fede, portati da un epidermico entusiasmo.
Grazie delle dritte.
Mi sono accorto di avere questa terribile lacuna riguardante il lieder come forma... e non ho mai scritti...paradossale data la mia natura...
Qualcuno sa consigliarmi un interpretazione particolarmente degna di nota?
Non conosco i cantanti...ma mi piacciono quelli che rifuggono il melodrammatico...ovviamente nelle possibilità concesse a tali istrioni.