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Piccola inchiesta tra concertisti
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sarebbe un po' troppo...faticoso. Ma nessuno impedisce di scrivere una parte eseguibile sia dalla viola che dal clarinetto: lo fece, tempo addietro, un signore di Amburgo, mi pare che si chiamasse Johannes Brahms, sa, uno di quei tipi complicati, che si innamorano delle mogli degli amici... dralig -
Piccola inchiesta tra concertisti
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nell'ambito delle vostre preferenze di gusto e delle vostre relazioni professionali con altri strumentisti, trovereste più interessante un quartetto per flauto, clarinetto, violoncello e chitarra o un quartetto per flauto, viola, violoncello e chitarra? Grazie per l'attenzione e per le risposte. dralig -
info Danza Pagana, Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Valido. Un punto di vista che vale la pena di conoscere. dralig -
info Danza Pagana, Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si. Scriveva a istinto, aiutandosi con una modestissima, rudimentale tecnica chitarristica. Il suo istinto musicale era però straordinario. Fu lui a trascrivere per primo, dai dischi di Segovia, le note della Suite di "Weiss". dralig -
info Danza Pagana, Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
RSN era molto dotato, e anche da "naif" riusciva a mettere insieme brani notevolii. Se nutre un interesse particolare per la musica del maestro britanmico, allora deve leggere tutto quello che ha scritto, inclusi i lavori giovanili. Se invece vuole studiare qualcuno dei suoi lavori più validi, allora ce ne sono almeno tre imprescrindibili: "El Polifemo de oro" (Schott), "Memento" (Bèrben-Gilardino), "Variants on two themes by Bach" ( Peters). dralig -
info Danza Pagana, Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
E' uno dei brani per chitarra che RSM scrisse prima di mettersi a studiare seriamente composizione. Di sicuro, Segovia non andò, nella lettura, oltre le prime due battute... dralig -
All'esame: suonare con o senza ritornelli?
Angelo Gilardino ha risposto a leo nella discussione Leggi e musica
Il ritornello non serve solo per far capire meglio quello che è già stato suonato, ma per far percepire a chi ascolta dove inizia una nuova sezione: questo è un valore formale. dralig -
All'esame: suonare con o senza ritornelli?
Angelo Gilardino ha risposto a leo nella discussione Leggi e musica
I ritornelli sono parte strutturale di una composizione, e ometterli è . normalmente - un arbitrio da evitare. Quindi, non ha senso domandare a una commissione d'esame se eseguire i ritornelli: è ovvio, anche perché, nel ritornello, l'interprete ha modo di manifestare la propria intelligenza e la propria immaginazione, evitando ripetizioni tendenzialmente uguali e proponendo invece diverse soluzioni (ad esempio nel timbro). Semmai, è la commissione che dirà al candidato di omettere i ritornelli, ma facendo ciò commette, a propria volta, un arbitrio, che può essere difficilmente giustificato. Infatti, la votazione conseguita da un candidato al quale sia stato imposto di omettere i ritornelli può benissimo essere contestata in sede legale, e sicuramente il giudice imporrebbe la ripetizione dell'esame e irrogherebbe sanzioni ai commissari che hanno disatteso il loro compito. Solo in alcuni - rarissimi - casi l'esecuzione di un brano per chitarra può omettere i ritornelli senza pregiudizio per l'architettura della composizione, al punto da dar luogo a una sorta di prassi convalidata dell'omissione: per esempio, il Prelude n. 3 di Heitor Villa-Lobos, che ha forma binaria, e che adopera modelli iterativi di progressione in tempo assai lento, non si depaupera se non viene eseguito il "da capo", che risulta francamente noioso. Ma è un'eccezione... dralig -
Angelo Gilardino: Colloquio con Andrés Segovia_M. Rivelli
Angelo Gilardino ha risposto a Marcello Rivelli nella discussione Interpretazioni
Indipendentemente dal fatto che si tratti di musica che ho scritto io (il che non significa niente), osservo che il tessuto contrappuntistico è reso in perfetto stile, da organista o clavicembalista. Se riesci a mantenere lo stesso livello di trasparenza e di rigore nei tempi mossi, sei un fenomeno. dralig Grazie Magister.. ho avuto l'impulso di studiarlo dopo averlo ascoltato non molto tempo fa da uno dei video che circolavano su fb e.. sfacciatamente (come sai) ho osato chiederti una copia della musica per non attendere di capitare a Roma o ordinare il brano.. perchè volevo studiarlo subito (cosa che ho..fatto). La difficoltà maggiore che ho riscontrato, dopo una prima "lettura" di alcuni giorni è..che qualcosa non mi "tornava".. il primo impulso, avendo avuto l'approccio da un ascolto - cosa che di solito evito e faccio in un secondo momento - mi aveva catapultato sulla linea principale? ..e non riuscivo a.. delineare sempre le frasi, o perlomeno non ero convinto totalmente. Per di più (come sempre la tua scrittura) se ad un primo momento è attraente e può sembrare "chiara", una volta scavato più profondamente, le cose..si..complicano. Ho iniziato a pensare ad una specie di "invenzione" a tre voci (anche se ci sono punti che apparentemente sembrano a due, i giochi impliciti si prestano a più dimensioni) e..insomma..solo dopo aver suonato/cantato le varie voci/parti singolarmente e deciso il senso ..e l'andamento, cosi particolare, quell'andantino che si presta a diverse fluttuazioni (altra scelta non facile) unite ai cambi di metro di cui il brano è pieno..mi sono..buttato.. la registrazione è tutta d'un fiato e "casalinga" (e si sente) c'è qualcosina ovviamente (qualche nota che frigge) ma..il "senso" mi è piaciuto e non ho voluto ri-eseguire ..per paura di perdere la.."musica"..a scapito di qualche nota pulita in..più.. p.s. un esempio di tempo mosso?... marcello Tra esecutori "ritmici" ed esecutori "melodici" si appannano quasi sempre le composizioni basate sul contrappunto, e su quella particolare forma di contrappunto propria della chitarra - ma non esclusiva della stessa, se è vero che Scarlatti la ricreava genialmente sul clavicembalo (dove pure avrebbe potuto, come faceva Bach, costruire un contrappunto organico). Arricchire la trama contrappuntistica con il timbro è l'unico modo per valorizzare quest'ultimo al di là di una funzione puramente estetizzante: questo l'avevano capito perfettamente sia Ravel che Schoenberg. E' stata un'idea un po' bizzarra - lo ammetto - sviluppare una ricerca contrappuntistica, primo in un periodo della storia della musica in cui impera il dilettantismo, secondo in un ambito, qual è quello chitarristio, dove i dilettanti insegnano in conservatorio. Ma non siamo mica eterni...e, come quella dell'epidemia di Saramago, anche questa "cecità" avrà fine. dralig -
Angelo Gilardino: Colloquio con Andrés Segovia_M. Rivelli
Angelo Gilardino ha risposto a Marcello Rivelli nella discussione Interpretazioni
Indipendentemente dal fatto che si tratti di musica che ho scritto io (il che non significa niente), osservo che il tessuto contrappuntistico è reso in perfetto stile, da organista o clavicembalista. Se riesci a mantenere lo stesso livello di trasparenza e di rigore nei tempi mossi, sei un fenomeno. dralig -
M.Cast.Tedesco: Concerto op.201 - A.Desiderio - L.Matarazzo
Angelo Gilardino ha risposto a Lucio Matarazzo nella discussione Interpretazioni
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Antonio Sinopoli
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non mi risulta che siano stati pubblicati studi monografici sul maestro argentino. Egli nacque nel 1878 nella provincia di Buenos Aires (San Isidro) e morì nella capitale nel 1964. Fu allievo di Julio Sagreras. Con questi, suonò anche in duo e, insieme a Domingo Prat, in trio. I primi due decenni del Novecento videro l'affermarsi di una scuola argentina di chitarra, che affondava le radici nel secolo precedente, e che era abbastanza diversa da quella tarreghiana, i cui esponenti (da Llobet alla Robledo) visitavano il paese piuttosto spesso. Il trio Sagreras-Sinopoli-Prat fu l'espressione di un compromesso tra le due scuole. Poi, nel 1920, a Buenos Aires sarebbe arrivato Segovia con i suoi concerti... Sinopoli studiò composizione a partire dal 1910. In Europa, il suo nome fu associato, a partire dagli anni Cinquanta, a un'edizione (Ricordi BA) molto particolare del Metodo di Aguado, integrata da studi e brani di numerosi altri autori. Il metodo Aguado-Sinopoli ebbe i suoi sostenitori e i suoi critici. Io ne conservo una copia. E' interessante leggere le didascalie sinopoliane: era un didatta scrupoloso e pieno di preoccupazioni (che oggi risultano persino un po' comiche). In un supplemento allegato al Metodo, Sinopoli include la sua trascrizione della Ciaccona di Bach. Secondo le informazioni pervenutemi, tale trascrizione fu effettuata nel 1920. Fu quindi la prima, almeno tra quelle che poi videro la pubblicazione. Risulta però che non fu la prima in assoluto, perché nel 1913 la Ciaccona fu trascritta dal grande cieco Antonio Jinénez Manjon. La peculiarità della trascrizione di Sinopoli è la scelta del tono di Mi minore. Le sue composizioni non rivelano un genio, ma un dignitoso artigiano della musica: per lo meno, sapeva scrivere un pezzo decente. dralig -
info Francisco Tárrega e Enrique Granados
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Elementi questi che nella loro musica si percepiscono prepotentemente! Che simpatiche serate sarebbero state quelle in compagnia di Achille! G.B. Shaw commenterebbe: e se invece ti fossero toccati dei lunghi, bei pomeriggi in compagnia di don Manuel? dralig -
info Francisco Tárrega e Enrique Granados
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Dal punto di vista compositivo, in effetti, l' "Homenaje" si può definire una riscrittura de "La soirée dans Grenade". Tuttavia, le poetiche dei due brani sono differenti: Falla era religioso, Debussy era ateo, Falla era un flagellante, Debussy un edonista, Falla non toccò mai una donna, Debussy ne toccò volentieri più d'una... dralig -
info Francisco Tárrega e Enrique Granados
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Da giovane, la seconda delle "Deux Arabesques" - trascrizione perduta. Nella maturità, uno dei Préludes, e precisamente "La fille au cheveux de lin" - che ha anche registrato. dralig -
info Francisco Tárrega e Enrique Granados
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No, semplicemente Tarrega non si rese conto del fatto che alcune pagine di Granados erano adatte anche alla trascrizione chitarristica. Fu Llobet a intuirlo, e se non è motivo di sorpresa la sua trascrizione di alcune - poche - pagine per pianoforte, fu certo straordinaria la sua idea di trascrivere per chitarra sola la tonadilla per canto e pianoforte "La Maya de Goya". Llobet non colse appieno i frutti del suo lavoro di trascrittore da Granados: a beneficiarne fu Segovia, che adattò al suo stile le trascrizioni llobetiane - senza modifiche di sostanza - e ne fece dei cavalli da battaglia. Il fatto più sorprendente è che nessuno dei due maestri che per primi trascrissero per chitarra pezzi pianistici di Albéniz - Tarrega e Llobet - si accorse del pezzo più chitarristico, la composizione poi divenuta celeberrima con il titolo (inappropriato) di "Asturias": a trascriverla fu infatti un dilettante allievo di Tarrega, il medico Severino Garcia Fortea, e poi naturalmente arrivò Segovia... dralig -
D'altro canto, la storia ci mostra almeno un esempio di un chitarrista sommo che, scioltosi il duo di cui era parte, non continuò come solista e preferì ritirarsi: Sergio Abreu. dralig
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Vedremo se sarete capaci di non commetterlo voialtri, il peccato. Duo, trii, quartetti di chitarre ne ho visti formarsi dozzine. Mais la vie separe ceux qui s'aiment/ tout doucement, sans faire de bruit/ et la mer efface sur le sable/ les pas des amants désunis... dralig
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Questo era il maestro. Ora vediamo l'allievo... dralig
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'Novembrina' studio per chitarra di Alfredo Franco
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
Diffida sempre delle iconografie che dipingono l'artista ispirato che riceve dall'alto l'ispirazione e che, come per magia (o, peggio!, per talento) riesce a darle forma senza fatica. Sono un mare di scemenze. Dietro la realizzazione di un lavoro definibile artistico c'è fatica, applicazione, studio e metodo. E qualche briciola di indefinibile abilità comunicativa. ..attenzione al pericolo che incombe anche nei migliori, siano essi compositori o interpreti: l'Accademismo! Saper manipolare magistralmente la materia musicale, con studio e rigore, da sola non basta! ...poi le strade, come giustamente dici, sono infinite! Saluti Piero Viti Il fatto è, caro Piero, che un compositore - come, credo, uno scrittore o un pittore - non sa se è ispirato o no, quando si mette al lavoro: tutto quello che può fare è lavorare, e se c'era, nell'opera, ispirazione o meno, lo si constata solo alla fine. Tra l'altro, la persona meno indicata a constatarlo è proprio l'autore. La relazione tra le mozioni iniziali e il risultato finale non è lineare: un compositore può sentirsi toccato da emozione autentica e forte, e poi smarrirsi per strada, nello scrivere; oppure, all'opposto, può decidersi a scrivere un pezzo solo perché gli è stato richiesto di farlo, e non perché è ispirato, e alla fine, magari, i lettori e i critici constateranno che l'opera è ispiratissima. Chi lo sa? La capacità di scrivere in modo corretto e decente è comunque indispensabile: il "Concierto para un fiesta" non è certo il "Concierto de Aranjuez", ma nessuno potrà accusare Rodrigo di aver scritto un pezzo indegno. Barber ha composto un Adagio per archi da brivido, e il colpo gli è riuscito una volta sola in tutta la vita, ma non c'è uno solo dei suoi lavori che non risulti altamente stimabile. Il guaio non è l'accademismo, il guaio è l'analfabetismo: il repertorio contemporaneo per chitarra ne è infestato in modo indecente. dralig -
Suite pour deux guitares di Jean Absil
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Interpretazioni
I concerti di Arran e Johanson sono divertimenti scritti da chitarristi musicalmente preparati. Non mi pronuncio sul loro valore, ma per certo sono lavori scritti da musicisti seri, e non da dulcamara improvvisatisi compositori. Prodigo è un compositore non chitarrista, con un fortissimo bagaglio di armonia - la sua musica è comunque magistrale. Mi pare che la sua scrittura chitarristica ecceda in densità, ma lo strumentista che voglia eseguirla non troverà problemi insormontabili nel semplificare qualche passaggio. dralig -
'Novembrina' studio per chitarra di Alfredo Franco
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Interpretazioni
Se adottiamo l'accezione al termine "tenebrismo" messa a punto da Alessio Olivieri nella sua tesi di laurea, con ciò intendiamo riferirci a un aspetto che si delinea nel secolo XX in particolare nella musica per chitarra (ma non solamente in essa). Olivieri non ha proposto un'estensione all'indietro del tenebrismo. Se l'avesse fatto, avrebbe probabilmente dovuto saltare a pie' pari tutto l'Ottocento e buona parte del Settecento, e risalire al barocco - forse ai clavicembalisti francesi. Io non ho svolto una ricerca al riguardo, non fa parte della mia attuale sfera di interesse. Escludo comunque che Johann Sebastian Bach possa essere considerato un autore tenebrista. La poetica del tenebrismo - intesa in senso lato, cioè non limitata all'ambito musicale - trova la sua origine nella poesia del mistico spagnolo, e dottore della Chiesa, San Juan de la Cruz, che nella sua "Noche oscura" descrive lo smarrimento dell'anima in cui si ritrovano coloro che, essendo usciti dal mondo per votarsi a Dio, non per ciò vengono subito investiti dalla Luce, e brancolano nel buio - privi sia delle gioie effimere che hanno lasciato alle loro spalle che della forza di una rivelazione che deve ancora spiegarsi ai loro occhi (e non è detto che lo faccia). Bach viveva invece nella pienezza di questa rivelazione, tutta la sua musica è un inno al Creatore che abitava in lui e del quale lui si sentiva strumento e messaggero. No, Bach è "luminista", non "tenebrista". Io non so se posso essere definito gotico o tenebrista. So come scrivere la musica che scrivo: sono un contrappuntista, e di rado - molto di rado, e solo per gioco - scrivo una melodia accompagnata. Adopero il contrappunto, le cui regole ho imparato da giovane, in modo molto diverso da come il maestro di composizione mi ha insegnato a fare, e ciò accade perché me ne servo non per scrivere degli esercizi, ma per creare musica mia: devo quindi forgiare uno stile con regole proprie, differenti da quelle scolastiche. Però, non potrei farlo se prima non avessi studiato il contrappunto accademico. Infatti, a prima vista vedo se una pagina di musica è stata scritta da un autore che sa scrivere o da un mezzano semianalfabeta che sa a malapena solo il solfeggio, e non m'impressiona per nulla il fatto che la sua musica sia famosa tra chitarristi: non uso le mot de Cambronne perché non sono accerchiato dall'armata britannica e perché del suo "successo" non m'importa un fico secco, ma il concetto è quello... Non c'è in musica indicazione di espressione che possa mettere chi non capisce in condizione di capire. Le indicazioni di espressione servono solo ad accelerare e a confermare il processo di comprensione di chi capirebbe comunque anche leggendo soltanto le note: è un ausilio, non può essere un faro. La maggioranza dei lettori non capisce niente, non sa chi era Ofelia, non ha mai letto "Amleto", non si domanda perché il titolo del brano è in francese e non ha la più pallida idea di chi fosse Arthur Rimbaud - se qualcuno lo sa, è per aver visto il film con il divo americano del "Titanic" nella parte del giovane poeta. Altro che tenebre! dralig -
Suite pour deux guitares di Jean Absil
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Interpretazioni
Diciamo che io lo chiesi al compositore e lui lo scrisse e me lo dedicò. Lo scrisse per tutti quelli che l'avrebbero suonato. Sta ancora aspettando... dralig -
Suite pour deux guitares di Jean Absil
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Interpretazioni
Le parti di chitarra di entrambi i concerti sono problematiche, ma per ragioni opposte. Absil ha scritto troppe note, Gervasio troppo poche - la chitarra è trattata prevalentemente come uno strumento ad arco, con molti passi monodici. E' più facile togliere che aggiungere... dralig -
Suite pour deux guitares di Jean Absil
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Interpretazioni
La parte di chitarra, come l'ha scritta il compositore, presenta molti problemi di praticabilità, di suono e di compatibilità con i tempi richiesti dal carattere della musica. Il solista dovrà quindi modificarla. L'edizione riprodurrà il testo originale. dralig
