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Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
No, purtroppo non lo ha fatto, ma con la sua estetica musicale ha creato le condizioni anche per la rinascita della chitarra. Il libro di Nuti spiega efficacemente l'importanza dell'influsso di Debussy nella musica per chitarra del Novecento. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Ciao Piero, metti il dito in una delle mie piaghe di ricercatore. La Deuxième Arabesque fu certamente trascritta da Segovia - e non si trattò di un adattamento di trascrizioni altrui, perché egli la eseguì per (ma sarebbe più proprio dire: contro) gli allievi di Tárrega nell'esibizione privata che diede per loro a Valencia, intorno al 1915: è da escludere che, a quell'epoca, qualche altro chitarrista avesse già trascritto il pezzo debussiano per chitarra. Il fatto è che, di quella trascrizione, non è rimasta la benché minima traccia. Che il giovane Segovia potesse essere entrato in possesso dell'edizione, è del tutto plausibile: Durand pubblicò il lavoro nel 1891, e negli anni madrileni precedenti la trasferta a Valencia e a Barcelona, Segovia sicuramente ebbe occasione di ascoltare pianisti (Alfred Cortot, per esempio) che suonavano Debussy. Resta il mistero della sparizione di quel lavoro dal suo repertorio. Forse, lo aveva legato alla brutta esperienza dell'incontro con i tarreghiani, e lo volle rimuovere dalla sua memoria. Era molto sensibile e suscettibile, e quelli dovevano essere proprio dei solenni imbecilli... dralig -
Alexandre Tansman - Hommage à Manuel de Falla
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non lo so. Una cosa è certa: se la parte di chitarra verrà registrata da un chitarrista "vero", questi dovrà essere molto bravo, perché il lavoro da fare è più complesso di quanto potrebbe sembrare gettando uno sguardo sulle pagine della partitura. dralig -
Alexandre Tansman - Hommage à Manuel de Falla
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nel 1954, Alexandre Tansman scrisse il suo secondo concerto per chitarra e orchestra, dopo il "Concertino" del 1945. Lo concepì come un omaggio a Manuel de Falla, e non adoperò la classica forma del concerto solistico con orchestra, ma quella di una suite in cinque movimenti. Lo inviò a Segovia, che in quel periodo si trovava in Spagna (mentre risiedeva stabilmente a New York). Il pacco contenente la musica andò smarrito: in una lettera al compositore, Segovia si domanda sgomento che fine abbia fatto la spedizione. Da una lettera successiva del chitarrista, apprendiamo che Tansman aveva intrapreso un lavoro di ricostruzione del concerto - del quale evidentemente, nell'inviare il manoscritto a Segovia, non aveva tenuto una copia di sicurezza. L'archivio Segovia di Linares conserva tre manoscritti della composizione, nessuno dei quali risulta completo: Tansman riscrisse il Concerto ma non lo orchestrò. Il massimo di cui disponiamo è una minuta contenente la parte di chitarra e la partitura compressa su rigo pianistico. Accogliendo la richiesta della figlia del compositore, M.me Marianne Tansman, ho ricostruito il lavoro e ho realizzato l'orchestrazione. "Hommage à Manuel de Falla pour Guitare et Orchestre de Chambre" verrà pubblicato prossimamente dalle Edizioni Bèrben con un CD allegato, contenente sia la versione piena che quella "minus" - cioè senza chitarra, realizzate al computer da Ermanno Brignolo. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Maestro... Lei è una delle grandi figure chitarristiche del secolo... non risponda a simili provocazioni! No. Io devo rispondere. E Le spiego perché. Allora: uno studioso scrive un libro di storia della chitarra in cui dedica interi capitoli all'opera di alcuni autori e non si occupa invece dell'opera di altri musicisti, o se ne occupa con le voci del dizionarietto collocato in appendice. Si può essere d'accordo o meno sul criterio scelto da chi ha scritto il libro, e ciò è del tutto normale: lo si può criticare, gli si può contestare la sua impostazione metodologica, si può dissentire da ogni singola pagina del libro. L'autore, nella sua introduzione, ha manifestato chiaramente i criteri del suo lavoro e ha reso nota la sua disponibilità a prendere in considerazione suggerimenti atti a integrare la sua trattazione per le future edizioni del libro. Interviene Luigi. Quali sono le sue premesse? Attenzione, questo è il punto: lo spazio dedicato al mio lavoro è eccessivo e tale scelta non è frutto del criterio estetico dell'autore, ma del proposito di "tirare acqua al proprio mulino". In altri termini, Nuti - docente universitario - non può aver incluso nel suo libro un corposo capitolo dedicato all'opera del sottoscritto perché ritiene che ciò sia giusto: non gli viene riconosciuta nemmeno in linea di principio l'onestà intellettuale che guida uno studioso nei propri orientamenti e nelle proprie scelte, e si erge a regola, a principio (per l'appunto) che tali orientamenti e tali scelte siano solo il frutto della propria dipendenza, della propria condizione di "accolito" rispetto all'autore trattato. L'idea che a questo mondo si possa riconoscere il lavoro di qualcuno perché lo merita non esiste più: nel riconoscimento dev'esserci per forza la collusione interessata, l'alleanza furbesca, il patto di clan, e i lettori sono solo delle comparse acritiche, alle quali è riservata la parte dei gonzi. Questo è il senso delle insinuazioni di Luigi, il quale si spinge oltre,e insinua che,se io intervengo facendo osservare quali sono i fondamenti metodologici del libro, non ho altro scopo che quello di difendere i miei interessi, o chissà che cos'altro. Vede, questo è il punto: in un mondo siffatto, quello suggerito da Luigi, non esiste più il merito, esiste solo la furbizia, non esiste più il riconoscimento dei valori, esiste solo l'atto servile che remunera indifferentemente chi vale e chi non vale a seconda dell'interesse di parte, la penna e la parola sono solo strumenti di adulazione (da una parte) e di sopraffazione (dall'altra). Nello stesso messaggio in cui digrigna i denti contro le scelte di Nuti, non manca di far notare come la rivista "Guitart", nel suo numero recente, abbia pubblicato un'ampia intervista rilasciata dal sottoscritto: ebbene, non può trattarsi di una normale scelta editoriale del direttore Gianvito Pulzone, dev'essere per forza "agiografia": si occupano di me, quindi ci dev'essere sotto un intrigo a mio illecito favore. Non è remora alcuna, per Luigi, il fatto che, due settimane or sono, un concertista l'abbia scostato da sé, smentendo categoricamente le sue affermazioni, non su opinioni, ma su fatti nudi e crudi: non c'è brutta figura che tenga, è già pronto a ripartire con il prossimo bersaglio delle sue insinuazioni. E Lei si aspetta da me che io subisca la professione di stima di un individuo del genere in silenzio? Che io taccia, forte del fatto che le sue parole non possono recare danno alla "mia immagine"? Ebbene, si sbaglia. Io non sono di quei tipi che si ritirarono sull'Aventino, convinti del fatto che il loro dignitoso silenzio, che proteggeva la loro intemerata maestà di senatori, fosse più eloquente della parola che avrebbero potuto opporre, forte e chiara; non assomiglio al mio conterraneo Badoglio, che suggerì al re di lasciarli fare, i ragazzi della marcia su Roma, tanto erano solo chiassate giovanili. Quando si deve protestare, si protesta, al diavolo la maestà. Qui ci sono settecento lettori: debbono sapere che io, con un personaggio del genere non ho nulla che fare, e che la sua stima conclamata mi dà fastidio. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
mi sembra un pò oddensivo... ognuno può esprimere la prorpia opinione! e se io voglio stimare qualcuno posso farlo, anche se la stima non è corrisposta! E io posso - con lo stesso diritto - manifestare il mio imbarazzo o la mia repulsione per pubbliche attestazioni di una stima che non gradisco: o il diritto a esprimere la propria opinione è esclusivo dei distimati? dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
La mia stima per Lei è pari a zero, e la mia disistima è invece così completa da augurarmi che sia anche reciproca. La smetta di stimarmi, e mi disistimi come io disistimo Lei: mi sentirò meglio. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Caro Frédéric, la rivista in questione - forse tu non hai abbastanza anni sulle spalle per ricordartelo, e allora ti aiuto io - circa 20 anni fa fece recensire il mio Manuale di storia della chitarra - quello che ora, nella stessa collana, è stato sostituito dal libro di Nuti - da Griselda Ponce de Leon, che stroncò il libro - quello stesso libro che Luigi "preferisce" - accusandomi di voler demolire la figura di Segovia e minacciando - testuale - di far brillare i coltelli. Nella sua recensione, tra l'altro, erano stati ampiamente travalicati i confini della critica, e c'erano gli estremi della querela. Prevalse la carità cristiana dell'editore del manuale. Nonostante la fiera opposizione di "Chitarre", il libro ebbe sei o sette ristampe, una seconda edizione, e avrebbe dovuto essere ristampato l'anno scorso, se io non lo avessi ritirato perché lo ritenevo superato nei contenuti: superato dai risultati delle mie stesse ricerche. La risposta alla signora de Leon venne dalla famiglia Segovia e dalla Fondazione intitolata al suo nome, che mi chiamarono al ruolo di direttore artistico. Auguro all'autore del nuovo manuale, per il futuro del suo libro, una bella recensione, come quella che ricevette a suo tempo il mio. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Mi permetto di suggerirLe di ripensarci. Non depone a favore della Sua serietà (professionale? ) il fatto che Lei accetti l'incarico sapendo che viene scelto perchè ha già espresso, in totale anonimato per quanto ne sò, un orientamento non favorevole sul libro su un news group. E ancora meno depone a favore della serietà della direzione della rivista che eventualmente vorrà pubblicare la Sua recensione. Quanto alla Bibliografia, se leggesse un pò più attentamente il libro, magari incluse le note a pié di pagina, capirebbe perchè nessuno Le ha risposto. Caro Frédéric, l'episodio dimostra efficacemente - e con un'eloquenza che va molto al di là della coscienza che ne possono avere i protagonisti - quali siano i metodi in atto in certa editoria chitarristica: come vengono affidati gli incarichi di scrivere recensioni, da chi, a chi, e come - con quali procedimenti e con quale stile. Non occorre aggiungere altro. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Sono un difensore d'ufficio della decenza, e non lo sono come musicista, lo sono come persona. In questo caso, Le assicuro che ce n'è bisogno. Prendermela? No, carissimo, io non me la prendo minimamente. Sto solo sbrigando una pratica di lavoro: imposta dalla decenza, per l'appunto. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Se Lei lo avesse letto - e non si fosse limitato a un frettoloso conteggio del numero di pagine dedicate a Tizio piuttosto che a Caio - avrebbe preso atto del proposito dell'autore, che non si è mai sognato di scrivere e di presentare il suo volume né come un'opera scientifica né come un romanzo. Basta leggere le prime tre pagine per rendersene conto. Scusi, a chi si riferisce quando usa il termine "spiegarci"? Lei parla a nome di una collettività? Chi rappresenta? Una corte di giustizia? Un partito? Una categoria di utenti? E perché l'autore "dovrebbe" spiegarvi? E' sottoposto a un interrogatorio in cui "voi" siete gli inquirenti? Indossate, "voi", qualche veste che vi intitoli a esigere, dall'autore di un libro, giustificazioni sul suo operato? Siete qualcosa di più di semplici lettori che hanno acquistato un volume? Questo vi dà il diritto di criticarlo, ma non certo quello di sottoporre l'autore a una serie di domande alle quale egli "dovrebbe" rispondere: lo farà se ne avrà voglia, non perché "dovrebbe". "Voi" non siete una una polizia politica, anche se vi comportate un po' peggio della Gestapo (almeno, quella leggeva i documenti, prima di interrogare chi li aveva scritti). Infine, dato, e non concesso (non c'è nulla nel libro che affermi qualcosa del genere), che l'autore mi consideri "il vertice dei compositori", perché Le dà tanto fastidio? Non Le è sufficiente il Suo dissenso? Non riesce ad ammettere che altri possa considerare la mia opera diversamente da come la considera Lei? E che lo manifesti? Che cosa vuole, che altri mi facciano piccolo piccolo, per la Sua pace e per quella dei Suoi compari? Il volume che Lei seguita a preferire al nuovo manuale di Nuti era obsoleto: necessitava di un sostanziale rifacimento di tutta la parte riguardante l'apporto segoviano al repertorio del Novecento storico - apporto che risultava ben diverso dopo i ritrovamenti nell'archivio di Linares - e di un poderoso aggiornamento della musica scritta negli ultimi tre decenni. Dato il ruolo che la storia della chitarra mi ha riservato in questi frangenti (i trenta volumi della collezione "The Andrés Segovia Archive" li ho pubblicati io, non uno dei convenuti che oggi esigono spiegazioni), ho ritenuto corretto (la deontologia professionale non è per me una locuzione, ed evito il conflitto di interessi istintivamente, senza nemmeno bisogno di pensarci) declinare le pressanti richieste dell'editore, nei cui scaffali il "mio" vecchio manuale era venuto a mancare per esaurimento delle copie. E' stata ovviamente un'iniziativa del direttore delle Edizioni Bèrben quella di cercare un altro autore. Lo ha individuato, ha creduto nel suo lavoro, ha speso tempo, denaro e cure editoriali infinite per colmare quello che, nel suo catalogo, avvertiva come un vuoto. A "voi" il libro non piace? C'è troppo spazio per Gilardino e troppo poco per Gangi e Carfagna? Benissimo: se questo è un errore storico, il tempo e i lettori ne faranno giustizia. In fondo, le opere di tutti questi autori sono pubblicate: chiunque può leggerle e valutarle, dunque, qual è il problema? "Oggettivamente", come direbbe Roberto Fabbri, proprio nessuno. "Soggettivamente", lo state creando "voi", con le vostre ossessioni. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Non Le sarà difficile segnalare ai lettori quali sono i libri di storia della chitarra pubblicati in qualunque lingua e in qualunque parte del mondo (a parte il Suo e quello dei Suoi coautori, "naturalmente",) nei quali la figura e l'opera di Mario Gangi sono presentate con un rilievo maggiore di quello riservatoLe dal manuale di Nuti. Autori e titoli, per favore. Io porto un solo esempio: il manuale di storia della chitarra più diffuso al mondo - non ne sostengo il valore, mi riferisco solo a un dato "oggettivo", cioè numerico, del quale anche Lei, per la Sua conoscenza dell'editoria, è certamente informato - è il volumetto "A Concise History of the Classic Guitar" di Graham Wade, pubblicato da Mel Bay. Scritto in inglese, è una sorta di bignamino della chitarra letto in tutto il mondo English speaking, quindi dall'Australia all'Islanda. Mi dedica un'intera pagina (178) e non menziona (me ne rammarico) il nome del maestro Gangi. L'autore non è nemmeno da lontano un mio amico, anzi, ci stiamo - come si dice - cordialmente antipatici. Vuole per cortesia informare tutti i lettori - e anche me - delle iniziative che Lei avrà certamente e "oggettivamente" assunto per protestare contro tale omissione? Non mi sfiora la mente, infatti, il sospetto che Lei, subito sollecito - a poche settimane dalla pubblicazione - nel deplorare il fatto che Nuti riservi così poco spazio al maestro romano, abbia lasciato passare sotto silenzio il fatto - ben più rilevante, data la diffusione universale del libro - che Wade, storico di Segovia e di Bream, ne ignori l'esistenza tout court. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Non so a quale mio "solito" Lei si riferisca ma, per poterlo fare, deve per forza essere un mio "solito" lettore: non Le sarà dunque difficile portare qualche esempio della parzialità dei miei giudizi - o anche, più modestamente, delle mie opinioni - in cui sia riscontrabile quello che Lei afferma, cioè il mio uso di due pesi e due misure. Aspetto e - ne sono certo - aspettano anche i lettori di questo thread. Come esempio di oggettività, il Suo è davvero notevole: di grande finezza e modestia. Se la Sua "oggettività" è così evidente, e indiscutibilmente superiore rispetto a quella mostrata da altri autori, perché si preoccupa tanto di sottolinearla? Crede che i lettori, in atto e in potenza, siano degli sprovveduti da indirizzare con mementi e precetti sulla retta via e da preservare da cattivi consiglieri? Teme che la Sua "oggettività" possa passare inosservata? Se io mi sentissi - come Lei - forte di una mia "oggettività" (dalla quale, Gliene do certezza, mi sento ben distante) - non spenderei una sola parola a favore della sua evidenza, e aspetterei i riconoscimenti unanimi. Men che mai mi spenderei nel tentativo di sminuire l'opera altrui che, priva del sommo valore dell'"oggettività", non può rappresentare alcuna minaccia per la mia. Perché infierire sui meno bravi, sui "meno oggettivi"? Non sono mica Maramaldo... Veda di mettersi d'accordo con sé stesso: o è obiettivo o non lo è. Io non mi aspetto giudizi "oggettivi": mi accontento del fatto - mi creda, davvero raro - che i miei lettori sappiano leggere. Quanto al mio ruolo, vede, la complessità dei giudizi che ne decretano o ne negano l'importanza, o addirittura la primarietà, è così immensa - nel presente e nella prospettiva del futuro - da rendere davvero futile ogni mia (per fortuna, non esistente) suscettibilità al riguardo. Il compito di un autore è creare le sue opere e, se gli è possibile, pubblicarle. Il resto lo fanno gli altri: sono e saranno così tanti, che rendere l'orecchio e aguzzare la vista per quel che dice o scrive uno di loro, è come occuparsi del mare con un cucchiaino da caffè. A consegnarmi (eventualmente) alla storia della chitarra sono e saranno le cose che ho scritto io, non quello che ne scrivono gli altri. Come diceva Vincent van Gogh: noi possiamo parlare solo con i nostri quadri. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Il documentarsi e l'approfondire non fanno forse parte della storia personale di ogni studioso? In quale modo l'attingere alla propria storia personale esclude che si possa, con ciò, essere documentati e, nel proprio scrivere, profondi? L'avere quale sorgente di sapere la propria storia personale implica che si debba per forza essere poco documentati e superficiali? Quanto all'oggettività storica, nessun filosofo o scienziato oggi accamperebbe la pretesa di incarnarla. Lei, caro maestro Fabbri, ha scritto un libro di storia della chitarra. Ritiene di aver raggiunto, nella sua rappresentazione della storia dello strumento, l'oggettività? Il catalogo Pocci comprende, per il solo Novecento, alcune decine di migliaia di composizioni: per essere oggettivi nel riferirne in sede storica, è imprescindibile averle lette e studiate tutte. Lei lo ha fatto? E se non lo ha fatto, a che cos'altro ha attinto, se non alla sua storia personale (di concertista, di studioso, di ricercatore, etc.)? Secondo Lei il giudizio di qualità su autori e opere si deve formulare a partire dalle scelte dei concertisti? Dato e non concesso che quello che Lei afferma sia vero, chi è lo storico della chitarra? La pizia dei chitarristi e l'eco dei loro gusti? Se, nel 1940, qualcuno avesse scritto in un libro di storia della chitarra che Barrios era un compositore geniale, l'avrebbe fatto senza il minimo supporto dei chitarristi di allora, che ignoravano il maestro paraguayano e la sua opera. Avrebbe per questo dovuto essere rimproverato di non essersi attenuto alle indicazioni dei gusti correnti? Non è lo storico qualcuno che cerca la verità al di là delle parvenze e delle mode? Il lavoro per chitarra di Frank Martin non ha avuto "nessun tipo di riscontro concertistico" per 30 anni, e la "Sonata" di Antonio José per 60 anni: nel frattempo, si suonavano brani di cui è oggi caritatevole non dire nulla. Che cosa avrebbe dovuto fare, lo storico che già allora fosse stato capace di distinguere il grano dalla paglia, dedicare tre righe alle "Quatre Pièces Brèves" perché ignorate dai chitarristi e dieci pagine ai Valzer Venezuelani di Lauro? Se i concertisti vogliono che le loro scelte siano rispettate - ed è fuori di dubbio che ne abbiano pieno diritto - imparino a rispettare le scelte di chi non crede, come loro, che Rachmaninov sia migliore di Bartok. Si tengano la larga messe di applausi, successi, notorietà, denaro, che perviene loro, ma non pretendano che gli storici prendano a modello la loro arte. Questa mi sembra una riflessione molto seria. . Osserviamo insieme i vari trattati di storia della musica esistenti - anche solo in lingua italiana. E' fuori di dubbio che i loro autori hanno preso in considerazione soprattutto - se non esclusivamente - i compositori: anche riferendosi alla storia recente, nessun autore oggi scrive, in una storia della musica, un capitolo dedicato a Rubinstein a fronte dell'immancabile capitolo dedicato a Stravinskij. Una storiografia dell'interpretazione musicale esiste certamente, ma al momento non si integra con la storia della musica: se ci interessa un'esegesi dei maggiori pianisti del Novecento, dobbiamo leggere, per esempio, i bellissimi libri di Piero Rattalino, ma non la storia della musica della Utet, nella quale troveremmo ben poche risposte alle nostre attese. Credo che una storia dell'interpretazione chitarristica sia importante e utile, ma non credo che il non averla inclusa in un libro di storia della chitarra del Novecento sia ascrivibile a colpa dell'autore, che ha operato una scelta - quella di trattare della musica e non degli interpreti: non ha nemmeno escluso di poterlo fare, o che altri lo faccia. E' uscito un libro di storia della chitarra, non la nuova Costituzione del Regno delle Seicorde. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Per la verità, qui non c'è stata alcuna discussione. Aprire una discussione su un libro di storia (dedicato a qualunque argomento) comporta necessariamente e primariamente - oltre ad aver letto attentamente il libro in questione - il riferirsi all'impostazione metodologica adottata dall'autore: la si accetta - e allora si passa al grado successivo, cioè si valuta il modo con cui tale impostazione è stata attuata nella trattazione specifica - o la si contesta - e allora si debbono portare argomenti per dimostrare la debolezza dei fondamenti adottati dall'autore. Il libro di Nuti propone una lettura della storia della chitarra non in senso cronologico-lineare, o in senso nazionalistico-culturale, cioè, in sostanza, una lista di personaggi e di fatti da elencare "oggettivamente" (di oggettivo, beninteso, possono esserci soltanto i dati anagrafici, i titoli e le date di pubblicazione delle opere: a questo scopo, provvede egregiamente il catalogo Pocci che, d'altra parte, non si pone come libro di storia), ma in senso estetico, cioè individuando, nel Novecento chitarristico, le linee portanti del repertorio creato dagli autori. Una volta stabilite tali linee - ed è quello che l'autore fa con estrema chiarezza nella parte introduttiva - è stata operata una scelta di compositori e di opere ritenute particolarmente efficaci e significative, non in un quadro "assoluto" di valori che nessuno oggi è in grado di stabilire "oggettivamente" (il Novecento deve ancora trovare un assetto critico ai livelli massimi, quelli degli Schoenberg e degli Stravinskij, figuriamoci quelli dei compositori-chitarristi!), ma per la loro forza esemplificativa delle tendenze individuate dall'autore. E' questa la scommessa di Nuti: gli studenti di musica, quelli dei conservatori riformati, che scrivono tesi di laurea, sono interessati a una storia della chitarra scritta in chiave estetica e non come un elenco di autori e di opere? E' una scommessa coraggiosa, alla quale partecipa un editore altrettanto coraggioso. Se questa impostazione risulterà valida o meno, lo giudicheranno i lettori, è ovvio, ma soltanto, tra loro, quelli che hanno interesse a comprendere e a valutare i fenomeni storici ad di là della cronaca spicciola, o peggio del pettegolezzo: in altre parole, i tipi che abbiamo visto all'opera in questo thread, agli effetti del "successo" (intendo, con tale termine, il conseguimento degli obiettivi comuni all'autore e agli editori) del volume, non contano niente, semplicemente perché non hanno capito niente. Teoricamente, potrebbe anche darsi che l'impostazione, in sé valida, non abbia trovato una realizzazione sufficientemente forte e argomentata: credo che un autore serio qual è Nuti sia sinceramente interessato (e il suo messaggio ne è prova) a prendere in considerazione rilievi che si appuntino su "come" egli ha realizzato i suoi presupposti. In questo senso egli ha inteso aprire una discussione, non per dar voce a chi è solo capace di volgari insinuazioni e di laide chiacchiere. dralig -
The song of the guitar: Andres Segovia.
Angelo Gilardino ha risposto a Gustav nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Quando l'andare oltre la materia (trascendere) diventerà una cosa semplice. Per ora, non lo è affatto. dralig -
The song of the guitar: Andres Segovia.
Angelo Gilardino ha risposto a Gustav nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Questo è un titolo fenomenale per un libro! Avrei anche materiali in abbondanza, senza dover lavorare di fantasia, anzi... dralig Siamo qui tutti che aspettiamo... Si tratta di priorità. Di questi tempi - ad esempio - sto ripulendo per la pubblicazione la partitura del concerto per chitarra e orchestra di Jean Absil e sto orchestrando l'Hommage à de Falla, sempre per chitarra e orchestra (di cui esiste solo la versione per chitarra e pianoforte) di Alexandre Tansman. Mi sembrano temi più meritevoli che il raccontare le gesta dei non pochi mascalzoni che hanno operato in campo chitarristico. Quando proprio non avrò più musica da scrivere o da revisionare, magari spiegherò come facevano certi tipi a ottenere da Segovia le dichiarazioni a loro favore che oggi esibiscono. Ma non è urgente, non aiuterebbe nessuno a vivere meglio, non arricchirebbe il repertorio della chitarra e, se risultasse interessante, lo sarebbe solo per la qualità della prosa, non certo per i contenuti. dralig -
studio e analisi Concerto op.99, Mario Castelnuovo-Tedesco
Angelo Gilardino ha risposto a TavolaAbete nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il Concerto è stato pubblicato senza alcuna revisione strumentale e la parte solistica corrisponde esattamente al manoscritto autografo. Da lì in poi, i vari interpreti hanno apportato modifiche - non soltanto nel finale - per rendere la parte chitarristica più sonora, o più scorrevole, etc. Lei provi a sperimentare le diverse, diversissime soluzioni che risulteranno possibili nei punti in cui rispettare l'originale alla lettera non darà risultati soddisfacenti, e decida in base ai risultati della Sua sperimentazione. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Anche se scherza, si vergogni. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Analizzare - "analizzare", si badi bene! Non "farsi un'idea preliminare", "supporre", "presumere": no , "analizzare" -, il contenuto di un libro leggendone l'indice: credo che nemmeno la Gestapo si sia mai comportata in questo modo: prima di far imprigionare o giustiziare un imputato, l'ispettore almeno leggeva gli atti, e non si fermava al titolo indicato nell'"oggetto" della relazione. dralig I miei modesti studi universitari mi hanno portato a comprendere un libro a partire dall'indice....è un metodo di studio, un primo approccio...se poi per lei non bisogna prendere in considerazione quella che è la struttura del libro in questione, beh, non so cosa altro aggiungere.... con stima lp Non si nasconda, Lei non ha detto "inizio", "approccio", ha detto "analisi". Comunque si, è meglio che non aggiunga nient'altro, è tutto fin troppo chiaro. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Analizzare - "analizzare", si badi bene! Non "farsi un'idea preliminare", "supporre", "presumere": no , "analizzare" -, il contenuto di un libro leggendone l'indice: credo che nemmeno la Gestapo si sia mai comportata in questo modo: prima di far imprigionare o giustiziare un imputato, l'ispettore almeno leggeva gli atti, e non si fermava al titolo indicato nell'"oggetto" della relazione. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Margola ha firmato tutti i suoi lavori con il nome Franco. Non c'è niente di male a commettere un errore. Difenderlo è invece un errore imperdonabile. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Non spetta a me assumere difese d'ufficio (oltretutto non richieste) del libro in oggetto, però - avendolo letto - posso spiegare ai potenziali lettori - con una breve recensione - qual è la sua impostazione. L'autore non ha mantenuto l'impostazione cronologico-territoriale che io avevo adottato nel mio lavoro. Essendo fondamentalmente un letterato, con studi e lauree nell'area interdisciplinare tra musica, lettere e psicologia, ha adottato un'impostazione di carattere estetico, ossia ha letto il Novecento chitarristico come un filosofo della musica. In un approccio siffatto, il tracciato strutturale del libro non individua primariamente gli autori, ma individua delle linee estetiche, e all'interno delle medesime colloca gli autori che, di ciascuna linea, possono essere considerati esemplari o addirittura emblematici. Il limite della trattazione di ciascuna linea è, evidentemente, di natura pratica, editoriale: gli autori sono migliaia, e non è certo possibile includerli tutti. Se però esiste alla base un criterio qual è quello che ha informato l'autore, il fatto che possa esserci Tizio e non Caio è meno - molto meno - importante dell'individuazione e della chiarificazione delle linee estetiche alla quali Tizio o Caio appartengono. E' prioritario, insomma, spiegare che cos'è il primitivismo piuttosto che proporsi velleitariamente di elencare tutti i compositori che ne hanno fatto parte, e a tale proposito è sufficiente esaminare le caratteristiche di tre o quattro autori la cui opera manifesta esemplarmente tale tendenza: essendo una pubblicazione destinata agli studenti, trasmettere loro un concetto ben dimostrato è senz'altro più importante che compilare delle liste di nomi che - per la loro lunghezza - finirebbero per diventare acritiche e prive di significato. Questo è il criterio adottato dall'autore, chiaramente manifesto nelle premesse metodologiche del volume. E ne è prova subitanea il fatto che, nell'inizio, sia riservato un capitolo a Claude Debussy, che per chitarra non ha mai scritto una nota ma che, con la sua estetica musicale, ha aperto lo spazio nel quale la chitarra di Llobet e di Segovia ha potuto farsi ascoltare e apprezzare. Nei conservatori riformati la ricerca storica sta assumendo grande rilievo anche nella formazione degli strumentisti: è a questo nuovo profilo di studenti che l'autore si rivolge, non al chitarrista che considera la formazione extra-virtuosistica un accessorio, e che legge un libro di storia con l'assillo di controllare se il nome del suo idolo, mentore o amico è incluso o meno, o che va in sofferenza se i nomi dei personaggi dei quali egli - per ragioni del tutto personali - diffida, sono invece inclusi e trattati (in tal caso, ovviamente, si tratta di agiografie). Il giudizio va quindi espresso rispetto al modo con cui l'autore ha svolto il tema che si è assegnato. Le categorie estetiche da lui tracciate sono motivate da dimostrazioni abbastanza probanti, o sono soltanto delle ipotesi di lavoro? I brani portati ad esempio sono abbastanza forti e pertinenti, o no? Lo stile letterario dell'autore è all'altezza dei suoi postulati, o risulta inefficace e velleitario? Per venire ai dettagli del tuo messaggio, Piero, leggo nella parte conclusiva - scritta a mo' di dizionario - una voce molto significativa riguardo a Gilberto Cappelli, giustamente (secondo me) valorizzato per la sua musica per chitarra. Non trovo Guarnieri, ma sono sicuro che, se lo segnalerai all'autore, nella prossima edizione del libro non mancherà di aggiungerlo: è persona molto attenta e - se non gli si può imputare di non aver letto diecimila pezzi per chitarra - non gli si può certo rimproverare di conoscerne solo una cinquantina, e di essere pregiudizialmente sordo a tutto il resto. dralig -
Manuale di Storia della Chitarra Vol.2 - Gianni Nuti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Concordo perfettamente col M° Scaminante. Mi sembra un libro un po' troppo sbilanciato e parziale, come si può notare da una lettura dell'indice, che il M° Porqueddu ci ha messo gentilmente a disposizione. Gangi è stato estromesso a bella insieme a Carfagna (o forse relegati nel XIII capitolo). A Gilardino sono state dedicate ben 14 pagine: forse che si tratta di un'altra agiografia, che accompagna quella apparsa su GuitArt? Respighi non meritava un capitolo a se', e magari sarebbe stato meglio farne un accenno in un capitolo 'compilativo' come il XIII, magari insieme alla De Rogatis e Company. E' autore di quelle Variazioni per chitarra che lasciano, a mio modesto parere, il tempo che trovano. Più che un Manuale di Storia della Chitarra del '900, mi sembra una versione 'chiacchierata' di una parte del catalogo della nota casa editrice marchigiana. Forse l'autore, il prof. Gianni Nuti già noto per una monografia dal titolo 'Gli Studi di Virtuosità e di Trascendenza di Angelo Gilardino' e di cui sarebbe gradito un intervento allo scopo di chiarire le sue scelte, si è fatto un po' prendere la mano e ha trlasciato una parte del '900 chitarristico. Sinceramente è un manuale che non mi interessa. Molto meglio il secondo volume che acquistai durante i miei studi per il diploma quasi 15 anni fa, scritto da Gilardino, il quale all'epoca non poteva autoincensarsi per ovvi motivi. Non so perchè, ma il manuale odora fortemente di conflitto di interessi... Cordialmente Gigi Caro Gigi, si verifica un conflitto di interessi quando un potere pubblico - politico, amministrativo, giudiziario, etc. - viene adoperato a fini di vantaggio personale da parte di chi lo detiene e lo esercita. Un ministro non può proporre e sostenere una legge i cui benefici ricadono sulle aziende delle quali egli è proprietario. Un sindaco non può far approvare un piano regolatore dal quale deriva un apprezzamento dei terreni che appartengono alla sua famiglia. Gli editori non sono dei ministri, dei giudici, dei sindaci, degli assessori, etc. Sono degli imprenditori, e investono il loro denaro dove ritengono, a ragione o a torto, che ne valga la pena. Se gli editori di musica "puntano" su un autore piuttosto che su altri, si accollano il rischio d'impresa - quello derivante dal fatto che l'autore in questione posa non essere abbastanza valido - ma non vanno in conflitto con nessun interesse, perché non hanno altra veste che la loro. Nell'eccepire dall'impostazione di un libro che non ha letto, Lei menziona il mio nome ben tre volte: segno che Le dà fastidio il fatto che l'autore e l'editore di un libro di storia della chitarra e l'editore di Guitart si occupino così favorevolmente del mio lavoro. Il fatto che, nel volume di storia di cui sono stato autore molti anni fa, io abbia evitato di parlare di me stesso e del mio lavoro, Lei lo ascrive a una costrizione ("non poteva autoincensarsi"), e non, per esempio, alla pura e semplice decenza, a una regola di stile: ergo, se qualcuno scrive apprezzando il mio lavoro, è un agiografo (magari recidivo, e bollato con la gentile epigrafe "già noto": poteva aggiungere: alle forze dell'ordine); se invece io osservo una regola di deontologia professionale e mi comporto correttamente, lo faccio solo perché "non posso" fare diversamente. Ebbene, carissimo Gigi, se tanto La indispone la squilibrata agiografia in atto a mio vantaggio, sarà bene che trovi in sé la forza della rassegnazione: non ci può fare proprio nulla. Come dice un bel proverbio dei saggi del deserto: i cani abbaiano, la carovana passa. dralig Ai correttori degli squilibri storiografici: Margola si chiamava Franco, non Francesco. -
The song of the guitar: Andres Segovia.
Angelo Gilardino ha risposto a Gustav nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Questo è un titolo fenomenale per un libro! Avrei anche materiali in abbondanza, senza dover lavorare di fantasia, anzi... dralig
