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Prova musica antica per diploma : Bach?
Angelo Gilardino ha risposto a Claudio Olivieri nella discussione Quinto anno, Ottavo anno, Diploma
Nel programma ministeriale c'è solo scritto che il candidato deve aver curato la trascrizione dall'intavolatura. Da nessuna parte è specificato che l'intavolatura in questione non possa essere già stata trascritta e pubblicata da qualcun altro. E' vero, Frederic, hai ragione. Ma se applicassimo questa - giusta e legittima - interpretazione la prova perderebbe quel poco di interesse rimasto riducendosi a qualcosa di inutile e ridicolo. Sono dell'opinione che affrontare un esame debba avere come obiettivo primario il miglioramento del candidato non il voto alto. D'accordo Cristiano. Allora bisogna essere seri fin dall'inizio. Nelle classi di strumento dei conservatori italiani si impara a leggere e a suonare, non a scrivere. La penna può essere deposta per due anni nel corso inferiore, dopo il risibile corso di teoria e solfeggio, e per ben tre anni nel periodo del corso medio e superiore, dopo il non meno risibile corso di armonia complementare. In questi corsi, non si impara nulla che riguardi la scrittura musicale: solo dettati melodici e armonizzazione di bassi già scritti. Per esempio, non si dà nemmeno un'infarinatura sulla metrica musicale, l'ortografia si ferma alla distinzione tra scrivere mi diesis o fa naturale, e via ignorando. Ti sembra sensato, decente, sparare una prova di trascrizione dall'intavolatura a candidati che hanno scritto l'ultima nota tre anni prima, armonizzando un basso di tre righe? dralig -
Devo essere un alieno...
Angelo Gilardino ha risposto a Alfredo Franco nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Scusa, ma perché prosegui nell'ascolto dopo mezzo minuto? dralig -
studio e analisi Sonata n.1 e n.2 di Dusan Bogdanovic
Angelo Gilardino ha risposto a mistake89 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Le sonate di Bogdanovic sono poco eseguite ed ancor meno incise. Non conosco altre incisioni oltre a quella della prima sonata che hai citato di Isaac, e quella stupefacente della seconda ad opera di Krivokapic, oltre a quella dello stesso Bogdanovic che però non ho mai ascoltato. I motivi sono semplici a mio avviso: complesse, tecnicamente impervie, musicalmente densissime. Tra le due preferisco la seconda perchè, nonostante il linguaggio maggiormente complesso, sembra al mio orecchio il risultato del suo essere musicista a tutto tondo. Secondo me la 1 paga ancora un certo tributo a Stravinsky, la seconda invece è Bogdanovic al 100%. Per quanto riguarda la Jazz sonata e la Jazz sonatina, francamente mi sembrano più due brani per "acchiappare" il pubblico che non due opere veramente sentite (e infatti - guardacaso - sono più orecchiabili e più eseguite). Il tutto ovviamente è solo la mia opinione, anche a me piacerebbe sapere gli altri cosa pensano in merito. La prima sonata è un'opera giovanile che manifesta la cultura del compositore, la sua appartenenza originaria a un mondo (l'influenza di Bartok è più forte di quella di Stranviskij), e che ne rivela le capacità di immaginazione e l'originalità nella scrittura. La seconda sonata è un'opera matura, di grande qualità . E' uno dei più bei pezzi per chitarra del Novecento. dralig -
Quando parlo di 'utonto'
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Rigorosamente Off-Topic
si si può darsi finchè diamo alla parola bravo/brava il significato di non uccidere alcuno. Di lì in poi si può discutere... A Vladimir sono andati bene i concerti estivi, e perciò elargisce comprensione a tutta l'umanità . Se, nel suo lessico (che so essere ricco e nuancé) "bravo" è affine a "buono", gli ricordo quel che disse Pierre Teilhard de Chardin: per essere buoni, bisogna essere intelligenti. dralig -
Plagio di una composizione
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
No, non c'è assistenza legale in caso di plagio per la semplice ragione che, una volta effettuata l'iscrizione alla Siae, chiunque può depositare qualunque cosa come propria, senza che la Siae verifichi che chi deposita sia effettivamente l'autore. dralig -
Plagio di una composizione
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Caro Giorgio, la Siae non muoverà un dito a tuo favore. Tutto quello che farà , sarà certificare che in data....tu hai depositato la tua composizione intitolata... Molto di più potrà - e dovrebbe - fare il tuo editore, con il quale potrai concertare l'azione legale da intraprendere. Dovrai appurare se la sedicente autrice del pezzo si è limitata a metterne on line un'esecuzione, o se l'ha anche pubblicato a suo nome. Il secondo caso sarebbe molto più grave del primo. Comunque, è importante che l'azione venga condotta insieme da te e dal tuo editore: se ti muovessi solo tu, e l'editore non partecipasse, sembrerebbe che lui non stia dalla tua parte. Non ti meravigliare, comunque: ti avevo già detto che il "mondo della chitarra" è popolato da ogni sorta di persone, compresi farabutti e ladri. dralig -
Registrazioni Tarrega su cilindro di cera
Angelo Gilardino ha risposto a cla nella discussione Altre discussioni sui CD per chitarra
Il libro di Rius è finora il più attendibile di quanti ne sono stati scritti su Tarrega, anche se una ulteriore messa a punto della biografia è possibile e auspicabile. dralig -
Accordatura della chitarra russa a sette corde
Angelo Gilardino ha risposto a Marcello Rivelli nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
L'accordatura è giusta, ma c'è un errore nella disposizione delle note sulla prima corda. Ops.. si, ho saltato un semitono. Stavo tentando di visualizzare "la tastiera" per farmi un'idea delle posizioni. Ho visto nei vari video che di solito gli interpreti usano una otto corde, è per una praticità maggiore di reperibilità dello strumento? ma in Russia si adopera "ancora" la sette corde? ... marcello Si, la adoperano regolarmente. dralig -
Un falso
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
...e potenzialmente criminale. dralig -
Accordatura della chitarra russa a sette corde
Angelo Gilardino ha risposto a Marcello Rivelli nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
L'accordatura è giusta, ma c'è un errore nella disposizione delle note sulla prima corda. direi do si bemolle sol (se puoi scendere di tanto). In questo modo, potrai trasportare all'ottava inferiore e suonare a vuoto qualche basso in più. Però non sono sicuro del risultato. dralig -
Un falso
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Lucro. dralig Ma no. Ma quale lucro. Ci vuole un cervello attivo per usare un'azione (anche bieca) allo scopo di incamerare quattrini. Lo scopo è invece un altro e per capire a cosa alludo è sufficiente leggere il post dell'ometto-tastiera che scrive firmandosi "Pietro Lucca" (inesistente) su http://lavamp3.com/buy_mp3_album2499021/Gilardino-Angelo/19th-Century-Guitar-Music.html per capire che il tentativo era quello di tirar fuori ben altro. che pena l'invidia è una brutta bestia più che mai valida la massima: "Non c'è nulla di più pericoloso che costringere qualcuno a non poter fare a meno di sentirsi stupido" Mister "Pietro Lucca" è uno degli scrutinatori pazienti che seguono passo per passo, come ombre, il mio cammino: dai suoi appunti, si vede che dedica molto tempo a raccogliere dati e notizie che mi riguardano, li archivia, li legge, li mette a confronto. Nella newsgroup (prevalentemente frequentata da chitarristi USA) rec.music.classical.guitar si è accanito in tutti i modi, oggi come in passato, nel tentativo di gettare sospetti e, appena smentito dall'evidenza dei fatti e dalla comunicazione del maestro Farolfi, si è subito gettato in un altro torbido, quello dei falsi di Segovia che da qualche tempo circolano nel web. Che dire dei malviventi? Ecco, che vivono male. agiliar -
Un falso
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Sono ora in grado di precisare che le registrazioni in questione sono state effettuate nel 1995 dal chitarrista Riccardo Farolfi di Bologna, per l'etichetta Erga, n. 00007. L'ho informato dell'abuso che si sta commettendo anche a suo danno. ag -
Un falso
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Lucro. Partendo dalla registrazione di un chitarrista sconosciuto, la attribuiscono a un nome noto e la vendono on line senza pagare né chi effettivamente ha suonato né il titolare del nome del quale abusano.d dralig -
Nel website http://lavamp3.com/view_artist_discography438330/Gilardino-Angelo.html si offrono registrazioni di musiche per chitarra del secolo XIX con il mio nome. Non ho mai registrato nulla del genere. Si tratta di un falso. Mentre passo la pratica al mio legale, vi prego di prendere atto della truffa. Angelo Gilardino
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studio e analisi Studio n.1 (Capriccio sopra la lontananza), Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Simosva nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non capisco cosa intendi. La legatura, essendo tratteggiata, è un suggerimento e quindi può anche essere omessa. Nel caso la si voglia eseguire, lo si farà con un legato tecnico tra il si bemolle ed il sol a vuoto, forse quello che tu chiami "in aria", con il terzo dito. Per quanto riguarda sub., significa "subito", nel primo caso riferito al F, cioè Forte subito. L.v. significa "lasciar vibrare", cioè tenere le note senza smorzarne le vibrazioni (noterai che in questo studio l.v. si riferisce sempre a un sol o un si a vuoto) alla fine del loro valore reale scritto. LuM Confermo quanto scritto da Lucio Matarazzo, che ha inciso un'esecuzione mozzafiato dello studio in oggetto nel suo CD "Lucio Matarazzo and Friends". dralig -
Don Andrés y Paquita di Alfredo Escande
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Mi attiverò per far pubblicare una traduzione in italiano. dralig -
Don Andrés y Paquita di Alfredo Escande
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Che stolto... Per un attimo ho creduto di essere in possesso di una pubblicazione relativa alle sei corde che dralig non avesse letto. Confermo: sei in possesso di una pubblicazione che io non ho letto. Io ho letto il testo prima che fosse pubblicato. dralig -
Don Andrés y Paquita di Alfredo Escande
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
E' un ottimo lavoro, ricchissimo di documentazione e di ricerca in emeroteca, e scritto con chiarezza e con stile. dralig -
Note ribattute: quali studi?
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Note ribattute o tremolo non sono tecniche speciali, sono solo applicazioni diverse della normalissima tecnica dell'arpeggio. Non c'è motivo di studiarle separatamente da qualsiasi arpeggio. dralig M° consiglia di applicare a qualsiasi esercizio o studio basato su una serie di arpeggi le tecnice suddette, modificando in pratica lo studio stesso? Solo se nell'eseguire lo studio o il passo in questione trova delle difficoltà . Allora, dovrà comprenderne l'origine e forgiare un esercizio ad hoc per migliorare la situazione. dralig -
Note ribattute: quali studi?
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Note ribattute o tremolo non sono tecniche speciali, sono solo applicazioni diverse della normalissima tecnica dell'arpeggio. Non c'è motivo di studiarle separatamente da qualsiasi arpeggio. dralig -
johann sebastian bach Suite BWV 996, Johann Sebastian Bach
Angelo Gilardino ha risposto a Andrè de Trecciarò nella discussione Trascrizioni
Le edizioni citate sono valide - ne esistono altre che, per l'uso pratico del chitarrista che deve leggere e imparare, sono più immediate, perché contengono anche diteggiature valide: tanto per rimanere nell'ambito dell'editoria italiana, quella più recente, pubblicata da Bèrben e curata da Francesco Taranto. I problemi che si possono incontrare sono diversi a seconda del grado di preparazione dell'esecutore: possono risultare ardui o finanche insormontabili, se il chitarrista in questione non ha la maturità necessaria. Comunque, è bene leggere e studiare Bach con un metodo adatto. La sua musica è basata sul contrappunto, quindi la prima cosa da fare è leggere le voci separatamente e indipendentemente, imparandone il profilo: questo si può fare senza strumento (se si ha la necessaria capacità di cantare leggendo una melodia), oppure anche con lo strumento (in questo caso, suonando le voci a una a una, non è necessario rispettare le diteggiature finali, e si può adottare la diteggiatura più semplice). Quando le voci sono state assimilate perfettamente, allora si incomincia a fare il montaggio verticale, e in questa fase, poiché il nostro limitato cervello tende a focalizzare una voce primaria e a seguire il tessuto contrappuntistico a partire da quella, sarà bene non cantare mentalmente (o anche fisicamente) la voce superiore - quella che canterebbe anche la nostra colf - ma quella inferiore, in un pezzo a due voci, o anche quella centrale, in un pezzo a tre voci: in altre parole, è bene controllare il pezzo da una posizione interna. Questa strategia aiuta molto a coprire i possibili vuoti nella polifonia, cioè quelle interruzioni involontarie del suono che accadono quando non si controlla con l'orecchio il percorso del basso e/o della voce interna, mentre se c'è un vuoto nella voce superiore se ne accorge chiunque. La qualità di un'esecuzione è fondata proprio sulla completezza della polifonia in tutte le sue linee, e l'errore più banale consiste invece nel trattare la voce interna e il basso come parti di accompagnamento, in cui le interruzioni di suono non sembrano compromettenti. Le diteggiature sono sempre soggettive, ma indubbiamente le migliori sono quelle che permettono di rispettare le parti senza interruzioni di suono. Un altro aspetto importante è quello della regolarità delle linee, nelle quali non devono aver luogo picchi sforzati o mancamenti (cioè cadute improvvise dell'intensità del suono). Per imparare a eseguire bene le linee è utilissimo cantarle con la propria voce - e si constaterà che non ci si sogna mai di sforzare una nota con un accento improvviso o di smorzarne un'altra con un "subito piano". Cantando le voci, si individuano facilmente i punti in cui è opportuno "respirare", cioè collocare quelle brevi pause che separano le unità (frasi, mezze frasi) costituenti il periodo musicale, dando senso al discorso. Approfondendo questo studio, si impara a collocare le articolazioni, ossia quei modi di pronunciare ogni singola nota come parte di un discorso musicale organico: legato, legato-staccato, staccato, appoggiato, portato, tenuto, etc., articolazioni che converrà annotare sul proprio testo musicale con la scrittura propria: punti, lineette, legature, frecce, etc. La cosa peggiore che si può fare è buttarsi su un pezzo tentando di suonarlo con una sola lettura verticale delle parti: ne uscirà inevitabilmente una polifonia frammentata, balbettata, e un fraseggio a singhiozzo. Un buon musicista distingue un'esecuzione verticale da un'esecuzione realmente polifonica dopo due battute. Questo metodo è indispensabile per imparare a suonare correttamente Bach e, in generale, tutta la musica polifonica, ma si applica utilmente anche a composizioni apparentemente melodiche - in realtà concepite a partire da un modello polifonico: per esempio, la maggioranza degli Studi di Fernando Sor. dralig -
Calligrafia secolare della chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a Homburg nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Libro scritto con padronanza della materia e con chiarezza, utilissimo. dralig -
La mia prima romanza senza parole
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Le risposte negative non sono sbagliate, certo che no, a patto che siano delle risposte. La tua battuta 5, a fronte della battuta 1 del tema, non è una risposta negativa, è solo un impoverimento; la tua battuta 7, rispetto alla battuta 3 del tema, è troppo modesta, quasi un cliché, non te la puoi cavare così... Datti da fare e spremi il cervello. Devi fare una cosa più ordinata, più forte, più compatta, così è troppo poco... dralig -
La mia prima romanza senza parole
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Maestro, chiedo scusa se La tartasso di domande, so che non mi vorrà mandar male per questo, ma vorrei sapere invece cosa ne pensa della forma, l'ho fatta vedere al mio insegnante di lettura della partitura, e lui è convinto che dal punto di vista delle frasi c'è ancora da lavorarci, perchè mancano delle battute per completare l'ultima frase, mi piacerebbe conoscere il Suo parere. Il mio insegnante di composizione non ha avuto nulla da obbiettare su questo fin dal principio, quando gli ho dato la prima bozza a lezione. Lei che ne pensa? La ringrazio. P.S. ovviamente chiunque voglia rispondere e dare consigli, è ben accetto. Se per forma s'intende l'intelaiatura strutturale (simmetria proposta-risposta, etc.), sei quasi a posto. Il concetto di forma, tuttavia, dovrebbe essere fin dall'inizio sviluppato in modo ampio: non basta creare delle simmetrie, bisogna anche creare il senso della continuità e della consequenzialità . Ti faccio un esempio: le prime quattro batture - quelle propriamente tematiche - contengono non soltanto un percorso ritmico-armonico, ma anche un valore melodico. A partire da battura 5 - cioè de dove inizia la tua costruzione - troviamo invece un indebolimento della forma, perché l'elemento melodico cede il passo a figure ritmico-armoniche. No, devi rispondere con la stessa forma, non impoverire la melodia. Riscrivi le quattro battute di risposta in modo consequenziale, non cambiare gioco: Mendelssohn la mette così? Ebbene, adesso gli faccio vedere io... Vediamo queste quattro battute, poi... dralig -
La mia prima romanza senza parole
Angelo Gilardino ha risposto a ciccio_matera nella discussione Rigorosamente Off-Topic
Nella tua romanza, i punti melodicamente e armonicamente salienti sono collocati quasi sempre sul terzo tempo della misura di 4/4: sei sicuro che questa sia la miglior disposizione? Sembrerebbe di no, e lo conferma l'anomalo aggravamento dell'ultima battuta. Prova a riscrivere il brano con il motivo acefalo di una minima, iniziando in levare, e vedrai ricollocati sul primo tempo della misura i punti salienti. Inoltre, non sarai costretto a riempire l'ultima misura, ne basterà mezza, e il da capo partirà giusto in levare. L'ultima battuta dopo il ritornello, quella si, potrai aggravarla. Non ci sarebbe niente di male - anzi forse è la soluzione migliore - cambiare metrica e riscrivere tutto in 2/4. Niente obiezioni sul fatto delle dominanti in battere, non preoccupartene, preoccupati invece di dare al lettore la notazione che lo guidi più direttamente al giusto fraseggio. dralig
