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Angelo Gilardino

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  1. come fa a saperlo? che peccato non aver mai conosciuto Segovia... Raccontare come faccio a saperlo vorrebbe dire scrivere un capitolo della cronaca nera della chitarra. Se permette, vorrei evitare questa triste incombenza. Si trattò di una storia della quale fui involontario e disgustatissimo testimone. dralig
  2. Mi permetto di dubitare che Miguel Abloniz nel 1951 (Suite in la - Berben), Mario Gangi nel 1960 (Balletto- Berben), Abel Fleury nel 1954 (Suite in la- Ricordi americana) Josè de Azpiazu nel 1958 (Suite in la - Ricordi) e Rafael Andia nel 1982 (Ouverture et Ballet - Transatlantiques) non fossero al corrente del fatto che certamente i brani non erano di Silvius Leopold Weiss e probabilmente erano di Manuel Ponce. Andrés Segovia si era lasciato sfuggire più di un accenno sull'argomento ai suoi corsi a Siena e le voci giravano...Ma continuare ad attribuire questi brani a Weiss consentiva di pubblicarli liberamente mentre attribuirli a Ponce significava dover riconoscere agli eredi di Ponce i diritti d'autore. Segovia non li avrebbe mai pubblicati, Frédéric, e quando vide l'edizione di Abloniz andò su tutte le furie. dralig
  3. Il fatto che nessuna delle opere del compositore in questione sia registrata alla Siae non significa che esse siano automaticamente di pubblico dominio. Teoricamente, i suoi eredi legali avrebbero tutto il tempo di registrarle e di far valere i loro diritti. La domanda è: ne varrebbe la pena? A fronte delle pratiche da sbrigare e delle spese da sostenere, qual è la prospettiva reale di un guadagno? Zero, credo, quindi secondo me non c'è alcun rischio nel procedere con la pubblicazione. dralig
  4. La metrica della trascrizione del Suo link è sbagliata. Il pezzo è ovviamente in 3/4. dralig
  5. L'autore del pezzo è indiscutibilmente Manuel Ponce. Il Preludio in questione fu composto nel mese di ottobre del 1931. Nel 1936, il compositore lo riprese per arricchirlo con una parte di clavicembalo. Di questa esiste il manoscritto, terminato il 27 febbraio 1936. Questa seconda versione fu il regalo di nozze che Ponce mandò a Segovia e alla sua seconda moglie, Paquita Madriguera, pianista. In una lettera scritta a Ponce il 22 marzo 1936, Segovia scrive a Ponce: "Hai tessuto una squisita tela contrappuntistica intorno al tuo antico Preludio, tanto amato da Falla". Questo documento fuga ogni sospetto sulla paternità del brano, caro Alfredo: Segovia suonava da dio, ma una costruzione qual è quella del Preludio in questione non l'avrebbe mai saputa creare. A ciascuno il suo mestiere... dralig Eppure, come sai meglio di me, i rapporti tra Ponce e Segovia, presi nell'angolatura della composizione chitarristica sono tutt'altro che monodirezionali. Come ugualmente sai che proprio con Ponce, anche in virtù della loro relazione di amicizia, Segovia poteva permettersi di avanzare un certo tipo di richieste...Castelnuovo-Tedesco non sarebbe certo stato così disponibile a creare dei falsi storici, o dei falsi contemporanei... Ma il manoscritto del '31 esiste? In ogni caso, è proprio attraverso la corrispondenza cartacea tra i due che in me sorgono alcuni dubbi a proposito dell'effettiva stesura originaria di certi lavori. Io ho confrontato nota per nota tutti i manoscritti esistenti con le rispettive revisioni segoviane. Le lettere di Segovia a Ponce sono tutte coerenti con quello che possiamo leggere nei testi. Non esiste il manoscritto del brano del 1931, ma esiste quello della versione arricchita con il clavicembalo del 1936: niente da segnalare al riguardo. dralig
  6. Si, è vero... il più grande chitarrista di tutti i tempi non era tanto bravo a comporre Non aveva avuto una formazione come compositore, ed ebbe sempre la saggezza di astenersi dal tentare imprese impossibili: si limitò a comporre pezzi brevi per chitarra sola, a ciò bastandogli il talento e il gusto affinato nella sua dimestichezza con Ponce, Turina, Castelnuovo-Tedesco, Tansman... E' curioso: se un compositore che non ha mai studiato la chitarra annunciasse che domani sera darà un concerto chitarristico, tutti si metterebbero a ridere; mentre, quando un chitarrista che non sa un'acca di composizione si mette a scrivere dalla sera alla mattina, quasi nessuno trova niente da ridire. dralig
  7. L'autore del pezzo è indiscutibilmente Manuel Ponce. Il Preludio in questione fu composto nel mese di ottobre del 1931. Nel 1936, il compositore lo riprese per arricchirlo con una parte di clavicembalo. Di questa esiste il manoscritto, terminato il 27 febbraio 1936. Questa seconda versione fu il regalo di nozze che Ponce mandò a Segovia e alla sua seconda moglie, Paquita Madriguera, pianista. In una lettera scritta a Ponce il 22 marzo 1936, Segovia scrive a Ponce: "Hai tessuto una squisita tela contrappuntistica intorno al tuo antico Preludio, tanto amato da Falla". Questo documento fuga ogni sospetto sulla paternità del brano, caro Alfredo: Segovia suonava da dio, ma una costruzione qual è quella del Preludio in questione non l'avrebbe mai saputa creare. A ciascuno il suo mestiere... dralig
  8. Ecco, appunto, Maestro; la mia era una piccola provocazione per arrivare a questo: possono le trascrizioni di Llobet e Segovia valere come originali? Con queste trascrizioni stiamo parlando, credo, della storia della chitarra; Questi autorevoli figli dell'estetica della scuola nazionale spagnola non hanno fatto altro che prendere brani importanti per la loro identità e riaffermarla tramite lo strumento forse più consono alla suddetta estetica, appunto la chitarra. Scusate, ma trovo che ascoltando Asturias, Cordoba, Sevilla, Mallorca alla chitarra (ricordo i miei primi ascolti segoviani) si sprigioni una forza evocativa ed astrattiva che non si evince dalla versione pianistica. Detto questo credo anch'io che una conoscenza della versione originale non faccia male, ma reputo che quelle trascrizioni celebri valgano, se non come "originali chitarristici", almeno per la loro ampia condivisibilità all'ascolto. La valutazione dei pro e dei contro in sede estetica richiede un tipo di dialogo e una quantità di scambi - con relativo dispendio di tempo - impossibili in un forum. Sbrigativamente, io vado alla domanda: se non li suonano i chitarristi, questi pezzi, chi altri li suona? I pianisti no di certo, di Albéniz, suonano - e non molto spesso - i brani da Iberia, e neanche tutti, perché Eritaña, per citarne uno, non lo suonano mai e si trova solo nelle non molte registrazioni integrali del ciclo. Alla fine, in mancanza della trascrizioni per chitarra, questi brani sarebbero morti e sepolti. Quindi, visto che sono tutt'altro che brutti, e che la chitarra in qualche modo permette a una vasta schiera di ascoltatori di conoscerli e di apprezzarli, perché no? che li suonino i chitarristi. Un test che chiunque può fare: chiamando su Youtube il nome "Malats", ne esce un solo pezzo, la Serenata Española, e solo nelle ìinnumerevoli esecuzioni dei chitarristi: in mancanza di Tarrega e Segovia, questo pezzo non esisterebbe più. Possiamo quindi concludere con certezza che la chitarra male non gli ha fatto: al contrario, l'ha tenuto in vita. In un libro sul repertorio chitarristico che sto terminando, ho scritto che si tratta di usucapioni musicali. Mi sembra un concetto efficace per comprendere la storia di queste piccole composizioni... dralig
  9. Non necessariamente, in quanto la versione pianistica è anch'essa un originale: l'ha redatta il compositore di suo pugno. Certo, non gli farà male ascoltare anche la versione chitarristica e quella orchestrale. dralig
  10. Il Suo ayatollah ha contezza del fatto che la nostra capitale si chiama Roma e non Teheran, e che nella nostra Repubblica vige una Costituzione? dralig
  11. La miglior trascrizione per chitarra del brano intitolato "Preludio" (da "Cantos de España op. 232) dal suo autore, Isaac Albéniz, e stupidamente reintitolato "Asturias" da un editore tedesco dopo la morte del compositore, è senz'ombra di dubbio quella di Stanley Yates, inclusa nella raccolta "Isaac Albéniz - 26 Pieces Arranged for Guitar", Edizioni Mel Bay. E' migliore per la più stretta aderenza al testo pianistico e per l'intelligentissima diteggiatura. L'idea di intitolare il pezzo "Asturias" fu sommamente stupida, perché si tratta di una Granadina, con un carattere marcatamente andaluso, del tutto privo di relazioni con la musica popolare asturiana. Sarebbe come intitolare "Milanese" una Tarantella. dralig
  12. Nessun collezionista spenderà 200mila dollari per quella chitarra. La richiesta è un bluff. dralig
  13. La legatura di frase in questione non implica necessariamente l'uso delle legature chitarristiche, le quali però possono essere adoperate, se il risultato permette di disegnare con chiarezza il profilo melodico. Si può anche ricorrere alla mescolanza tra note legate e note prese con la md. Personalmente, credo che sia efficace la legatura della ms sulle note nel registro grave, mentre sulle altre note credo sia efficace un attacco della md molto leggero. dralig
  14. Appunto perché MCT non era chitarrista, doveva dipendere dai suggerimenti di Segovia, che era un grande chitarrista. Uno, non tutti i chitarristi del futuro, ciascuno dei quali, oggi, ha il diritto di suggerire a sé stesso - riguardo la musica di MCT - soluzioni diverse da quelle inventate da Segovia. MCT approvò la versione segoviana, certo, ma non ne vide altre, e non ebbe scelta. Approvò anche le mie versioni dei suoi "Caprichos de Goya", ma io mi guardai bene dal pubblicarle come testo unico e definitivo, le pubblicai insieme al testo originale: Lei preferisce leggere solo le mie alternative, o anche quello che MCT aveva in mente? dralig
  15. E' una questione dogmatica. In questi casi, il problema è a monte... EB Vorrei ricordare che, come ben risulta dai suoi scritti, Segovia era una persona molto intelligente e dotata di una sottile ironia. La spese efficacemente nei riguardi degli allievi di Tárrega quando, visitandoli nel loro santuario di Valencia - la tabaccheria di un certo Loscos - fu interrogato da padre Corell, l'assistente spirituale, nonché ardente ammiratore, di Tárrega. Alla fine delle domande, il giovane Segovia domandò al prestibero: "Padre, ho la sua assoluzione?. dralig
  16. Se la scelta di continuare a usare la versione segoviana è stata operata dopo un attento lavoro di comparazione delle fonti - cioè il manoscritto o l'edizione urtext e l'edizione revisionata da Segovia -, non c'è assolutamente nulla da obiettare. Chi invece seguita nell'adoperare la versione segoviana senza studiare attentamente le fonti primarie oggi disponibili è, musicalmente parlando, un indigente. Non vorrei essere malizioso ma, volendo attenersi alla revisione di Segovia, a quale fonte ci si riferisce? Al testo dell'edizione pubblicata o a quello dell'incisione discografica? La Sonata di MCT incisa da Segovia differisce da quella pubblicata in almeno una dozzina di dettagli: qual è il testo "ufficiale"? dralig
  17. Non lo possiamo sapere con certezza documentale: finora nessuno ha trovato il manoscritto originale. Intanto, però. è possibile confrontare l'edizione di Segovia con la sua esecuzione discografica. Esiste anche un'altra edizione (Opera Tres), ma non rivela le proprie fonti, quindi non risulta più attendibile di quella di Segovia. Io so che cosa è di Moreno-Torroba e che cosa è di Segovia. Lo so, ma non ho i documenti per provarlo, quindi me lo tengo per me. dralig
  18. Le edizioni basate sui manoscritti originali non si propongono di squalificare le revisioni segoviane, ma di permettere a ciascun esecutore di costruire da sé il proprio testo attraverso una comparazione delle fonti. Non è assolutamente vero che tutti seguitano a usare le vecchie versioni: Tarantella, Capriccio diabolico, Sonata Omaggio a Boccherini, Suite compostelana, etc., vengono eseguite molto spesso a partire dai manoscritti o comunque dalle versioni che ne restaurano il contenuto. dralig
  19. I tempi da Lei indicati possono andare benissimo, a patto di adoperare le giuste sonorità. Raccomando di non eseguire le note ribattute come un tremolo chitarristico (seppure lento), ma pianissimo, meno intense degli accordi che le coprono: servono solo a increspare la vibrazione dei medesimi, e non devono sovrastarli. Non è un pezzo romantico - al contrario, echeggia in musica la caduta della "romántica ilusión" del poeta Jiménez. E' un effetto chitarristico diverso da quello che può sembrare alla lettura, molto delicato, bisogna lavorare un bel po' per metterlo a punto... Raccomando di leggere la poesia "Oberon a marzo", è importante per comprendere la composizione. dralig
  20. Giorgio, se risultasse che titoli precedentemente valutati erano fasulli, correrebbe a chi scopre l'illecito l'obbligo di denunciarlo alla magistratura, e non basterebbe negare loro il punteggio in una nuova sessione: non è possibile rifiutare il riconoscimento a documenti falsi e nello stesso tempo omettere di denunciare l'illecito - s'intende per via gerarchica, cioè al direttore della scuola, il quale poi ha l'obbligo di procedere. dralig
  21. Precisamente. La forza dei disonesti è alimentata dalla rassegnazione dei danneggiati. La giustizia potrà anche essere lenta e macchinosa - non è detto: ho visto casi del genere andare a giudizio in pochi mesi -, ma anche l'avere pendente sul proprio capo una denuncia circostanziata e forte di prove oggettive - in questo caso, numeriche! - non è una bella situazione, e può indurre le persone denunciate a farsi passare la voglia di ripetere le loro gesta. Non conviene, in questo caso, ricorrere al tar, ma alla magistratura ordinaria. dralig
  22. Se la commissione era la stessa nelle due circostanze, è passibile di denuncia per falso ideologico. E avrà il suo daffare nel tentativo di giustificarsi. dralig
  23. Con tutto il rispetto, mi sembra un po strano come discorso... sono un chitarrista e quindi non leggo dalle intavolature cosi come i liutisti leggono dalle intavolature e non dalle trascrizioni... della seria date a Cesare ciò che è di Cesare... senza offesa. Niente offese, ma dov'è la stranezza? Se un chitarrista è in grado di trascrivere l'intavolatura - come gli viene imposto dal programma di esame - vuol dire che la sa leggere. E se la sa leggere, perché mai perdere del tempo a trascriverla? Per andare da Milano a Roma si passa da Budapest? Leggendo l'intavolatura, per lo meno non scrive fesserie, come quasi sicuramente fa se si mette a trascrivere l'intavolatura, disponendo, come preparazione, del corso di solfeggio e di armonia complementare. Lei farebbe tradurre un testo letterario a chi abbia terminato solo la scuola elementare? dralig
  24. Touché, ma visto che c'è almeno usarla per imparare qualcosa non mi sembra male. Il miglior uso che un chitarrista può fare di un'intavolatura è leggerla direttamente com'è. Se la sa leggere, che bisogno ha di trascriverla in notazione mensurale - commettendo inevitabilmente errori? La trascrizione in notazione mensurale ha finalità musicologiche, non serve agli strumentisti. Domanda a dieci liutisti se leggono dall'intavolatura o dalla trascrizione... dralig
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