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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Si può scrivere musica con il possesso di una buona tecnica compositiva ma con poche idee, o con idee prese a prestito da altri. Sarà musica decente, noiosa, in fondo inutile o quasi. Si può tentare di comporre a partire da un'idea - magari fresca - senza disporre di una adeguata tecnica compositiva. L'idea non andrà al di là del proprio enunciato, e lì si fermerà: per proseguire, l'autore dovrà creare un'altra idea (che abbandonerà, come la precedente, subito dopo averla enunciata), oppure menerà il can per l'aia, con digressioni prive di senso, oppure ricercherà qualche effetto irrelato con l'idea primaria, per buttar fumo negli occhi a se stesso e ai suoi ascoltatori. E' quello che succede nella maggioranza delle composizioni scritte dai chitarristi che si improvvisano compositori: scrivono successioni di gesti "ideati" sullo strumento, ma non organizzati in una forma, non partecipi di una costruzione. Queste due posizioni sono abbastanza evidenti nel repertorio chitarristico, che è pieno di musica artigianale ma priva di creatività e di musica naif sprovvista di decenza compositiva. Un'idea che sorge da sé dà luogo a un motivo, a una successione di accordi, a un ritmo: due battute, forse una sola. Da lì in poi, immaginazione e tecnica procedono senza distinguersi: non è possibile stabilire dove operi l'una o l'altra, perché operano sempre di concerto, e quando manca una delle due, il risultato è scadente. dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Te lo immagini un compositore che, alla domanda, rivoltagli in pubblico, di spiegare come scrive, si dichiara investito del dono di Dio? Nella legislazione italiana, esiste il reato di oltraggio al pudore, credo. Quanto al cuore, il mio è orientato al contrario, cioè verso destra, e quindi vado soggetto a terribili angine ogni volta che mi si forma una bolla d'aria nello stomaco. Quindi, deglutisco con estrema cautela. E' tutto quello che so dirti del cuore, ma - confermo - nella composizione musicale il suo apporto è indispensabile, perché, se si fermasse, temo che il compositore sarebbe costretto a interrompere il suo lavoro, temporaneamente o definitivamente. dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La Suite fur Gitarre allein di Krenek si presta molto bene a un'analisi esemplificativa della tecnica seriale. Ieri mattina il maestro Biscaldi, in visita, mi faceva notare un pesante errore di stampa da lui rintracciato grazie all'analisi della serie (e non rintracciabile altrimenti). dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Posso, ma non mi piace farlo qui e ancor meno mi piace analizzare le mie composizioni. Lei ha un eccellente maestro, che tra l'altro esegue benissimo molti miei lavori, domandi a lui. dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
"A caso" è una locuzione che, nel lavoro di un compositore, non può esistere. Tutto dev'essere sotto controllo, ogni nota al suo posto, con un perché, e tutte le relazioni devono essere calcolate e controllate. Altrimenti, un buon impiego in banca o, se uno ama viaggiare, in ferrovia, sono senz'altro più adatti. dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
A volte (Sonata n. 1) sovrappongo nella stessa armonia due modi diversi; a volte - più spesso - a partire dalla stessa nota, costruisco, avvalendomi di scale modali diverse, linee simili ma non identiche. Non uso, di regola, la tonalità, se non in modo allusivo - p. es. simulo una cadenza, ma poi non ne adopero i risultati. Qualche volta però (Studio "Tema con variazioni" in omaggio a F. Sor, Sonata n. 2) adopero la tonalità con qualche licenza. Quando impiego le scale cromatiche, non mi muovo in ambito modale né, tanto meno, tonale, ma in ambito atonale, con uso di serie incomplete. dralig -
studio e analisi Dodecafonia nella musica di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Mago nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No, io non scrivo musica seriale in senso stretto, anche se talvolta adopero la serie, ma senza vincoli e impedimenti dogmatici. Scrivo a volte adoperando la scala cromatica, in un'area atonale, altre volte adoperando le scale modali (con eventuali mescolanze tra modi diversi), il che può far sembrare che io adoperi due stili diversi, mentre in realtà costruisco sempre con gli stessi procedimenti. Tengo molto invece a dare a ogni lavoro un carattere proprio, non ripetitivo di lavori precedenti, e per questo scrivo meno di quello che potrei se fossi più indulgente nei confronti delle repliche, che invece evito come la peste. Il mio modo di organizzare i suoni viene da uno studio scolastico e da una mia spontanea adesione al modo di comporre di alcuni maestri del primo novecento, che ho preso a modelli: Bartok, Prokofiev, Stravinskij, Ravel, Falla, Ghedini. Poi, ho elaborato un mio stile, e con quello campo, senza curarmi di due opposti tipi di critica: quella che mi rimprovera di essere troppo legato alla tradizione e quella che mi rimprovera di scrivere musica troppo difficile. Credo nei valori della forma, dell'espressione dei proprii pensieri musicali e - senza bisogno di impormelo - punto a scrivere musica ascoltabile da parte di chiunque abbia una certa dimestichezza con il Novecento. La mia musica piace molto anche ai musicisti di jazz e di rock. Compongo a memoria, controllo quello che scrivo con l'orecchio interiore, posso scrivere in qualunque condizione (anche su un treno, pur di avere carta e penna) e, per quanto riguarda la chitarra, penso e diteggio a mente, senza bisogno di imbracciare lo strumento. Adopero sia la penna che il pc, e porto avanti i lavori con entrambi i mezzi. Spero di aver risposto in modo soddisfacente per chi ha posto la domanda. dralig -
Petizione per ammissione ai bienni abilitanti
Angelo Gilardino ha risposto a relayer nella discussione Leggi e musica
Le credo, invece. E plaudo alla Sua decisione - saluberrima - di studiare composizione: se terrà duro, sarà senz'altro un chitarrista diverso dalla massa, e magari, chissà, un compositore. dralig -
Petizione per ammissione ai bienni abilitanti
Angelo Gilardino ha risposto a relayer nella discussione Leggi e musica
Si, ma se, nella scena finale, mentre risuona il Deguello, io devo battermi con un chitarrista più veloce di me nell'estrarre, come andrà a finire? Come posso difendermi io, a Dallas o a Tucson o a San Antonio o a Laredo, dove le discussioni si fanno "chitarra alla mano"? E Lei, caro Francesco, è sicuro che, dalle Sue parti, non ci sia qualcuno più veloce nel maneggiare "il nostro strumento"? (la trasparenza della metafora freudiana è crudele, ma i gagliardi suonatori la ignorano, e credono, in pubblico, di esibire solo le mani). dralig -
Petizione per ammissione ai bienni abilitanti
Angelo Gilardino ha risposto a relayer nella discussione Leggi e musica
Non esageriamo. Se suonassi la chitarra una volta la settimana, andrei in superallenamento. Una volta al mese, è il massimo che posso raggiungere, di questi tempi. Quanto all'insegnamento, mi sono ritirato da tutte gli incarichi ufficiali, sia presso il conservatorio di stato che presso le accademie private. Mi limito a tenere un corso annuale nella mia città, a numero chiuso (sei allievi, quest'anno), per rispondere ad almeno una parte minore delle richieste di lezioni che ricevo ogni giorno, pur essendo nota e conclamata la mia condizione di ex-chitarrista che molto difficilmente, durante una lezione, prende in mano lo strumento, e se lo fa, è solo per qualche istante, a supporto di una spiegazione. Essendo il "mondo della chitarra" decorato da numerosi leoni rampanti, che offrono (con buone ragioni) il loro insegnamento insieme ai loro (brillantissimi) concerti, l'idea di venire a studiare con me, che non suono più dal 1981, è davvero bizzarra, e non sono stato io a diffonderla. dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non lo concepisce, ma lo fa, perché scrive pubblicamente le sue opinioni su autori e opere. dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Anche quella di chi scrive recensioni a titolo professionale è un'opinione, nessun esponente della categoria - per quanto arrogante possa essere - ha mai preteso di dire l'ultima parola sull'opera recensita. Anzi, è comunemente acquisito, e non da poco tempo, il fatto che il recensore o il critico non rappresentano l'ultima istanza del processo culturale che si verifica intorno a un'opera, ma si collocano essi stessi, con i loro scritti, nel flusso di un dibattito in cui, nella stessa misura in cui sono critici, automaticamente diventano criticabili. In altre parole, anche la critica e la recensione sono delle performances, o delle opere, infatti possono essere scritte bene o scritte male, con o senza stile, in modo rigoroso e coerente oppure pretenzioso e fatuo, etc. , ed essere a loro volta prese a modello oppure ignorate o stroncate. Quindi il diffidare a priori delle recensioni e dei recensori come categoria ha lo stesso senso che avrebbe il diffidare delle opinioni di chiunque, prima ancora di averle ascoltate. Cioè, a dirla in breve, non ha nessun senso. dralig -
Firebird diretto da Stravinsky
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Interpretazioni
Sarà meglio che tu frequenti persone meno "provvedute". dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
...e lo fa sapere, qui sul forum, senza remore: dunque, recensisce, eccome. Ma, secondo Lei, dei recensori non c'è da fidarsi. Dunque, che cosa deve fare chi legge le Sue recensioni? Fare, per Lei, un'eccezione alla regola del non fidarsi, e credere a quello che scrive, oppure diffidare anche di Lei? dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Grazie Giulio per il link - io non mi sentivo autorizzato a proporlo e, d'altra parte, pensavo di non poter riprodurre, dall'articolo, più di una citazione (timori di un vecchio che ha lavorato una vita per gli editori). dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ha detto bene, non capisce. Allora, cerco di spiegarGlielo. E' chiaro che, alla mia età, e anche molto prima, chi "produce" in campo artistico si è assuefatto agli elogi e alle detrazioni, e non ci bada particolarmente, a meno che le critiche negative non sconfinino nell'ingiuria personale (accade più spesso di quanto non si pensi), nel qual caso è opportuno "mettere al loro posto" i "critici". Il punto è un altro. Il mondo della musica colta tiene la chitarra, i chitarristi e i compositori di musica per chitarra ai suoi margini. E' sufficiente aprire una delle enciclopedie italiane della musica (Deumm, Garzanti, De Agostini, Rizzoli, etc.) per constatare la ridottissima presenza del "mondo della chitarra" in pubblicazioni che rappresentano la musica agli occhi non solo dei musicisti, ma anche delle persone di buona cultura che desiderano informarsi. Questa è la realtà: fare il chitarrista e ignorarla è cosa da ingenui o da sciocchi. Il pericolo per chi, essendo compositore, si dedica principalmente a scrivere musica per e con chitarra, è quello di rimanere sommerso, agli occhi del "mondo musicale", nella indistinta pletora dei chitarristi - siano essi virtuosi o, come dice il recensore di "Musica", "prestati alla composizione", e lì rimanere, anche se la propria musica, per contenuti e forma, non ha nulla da invidiare a quella di compositori che, scrivendo per altri strumenti, hanno normale accesso alla vita musicale. Questo è il punto, e il ricevere da un critico rispettato che si occupa di musica in generale e non di chitarra, un segnale forte e chiaro, con il quale gli si dà atto che quello che scrive è musica, e non "raclerie universelle", è, per un compositore rivolto principalmente alla chitarra, un sollievo. Se Lei non capisce, pazienza. Io invece capisco, e so quando è ora di marcare un punto. Ho riferito qui il giudizio del critico perché mi sembrava significativo nei confronti della musica per chitarra, come segno di attenzione, di apertura e di disponibilità a capire. Perché? "Quello che recensisce" non è una persona? Nel momento in cui ha preso la penna in mano ha perso il battesimo? Lei se ne intende di musica? Se si, nel momento in cui scrive - e Dio sa se lo fa spesso - il Suo giudizio diventa inferiore a quello di una persona qualsiasi? E se non se ne intende, perché scrive? dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
No, non è meglio evitare. Non lo fu per Fernando Sor, che - lo leggiamo chiaramente nelle accorate e furenti parole del suo metodo - si trovava esattamente nella stessa situazione: un compositore vero, e un maestro della chitarra, che scriveva musica vera, circondato da una pletora di dilettanti che si agitavano, sia per valorizzare le loro pseudo-composizioni che per sminuire il valore delle sue. Avrebbe dovuto scrivere di più e polemizzare di meno (se oggi sappiamo dell'esistenza di quei tipi è solo perché lui si diede l'inutile pena di informarcene, altrimenti sarebbero sprofondati nel nulla), ma dobbiamo comunque riconoscergli il merito di non essersi accasciato a causa dell'assedio del chitarrume, e di aver scritto la sua bella musica per chitarra, non grazie ai chitarristi, ma nonostante loro. Occorre rendersi conto di qualcosa di molto importante: la chitarra ha avuto il momento aureo dei compositori come Sor e Giuliani, poi è venuto il momento aureo dei compositori come i molti che, da Falla a Berio, hanno nobilitato il repertorio "dall'esterno", cioè con una pura speculazione compositiva, senza conoscere "dall'interno" i segreti dello strumento. Oggi, caro Fabio, è il momento dei compositori che hanno capacità speculative puramente musicali e che hanno anche il dominio della chitarra "from within": è una specie rara (per ogni Bogdanovic ci sono cento autori di babefritte da festival chitarristico), ma è a essa che è affidata la nuova musica per chitarra. Se i pochi che incarnano questa categoria si ritirano per sgomento di fronte al chitarrume, la partita è davvero persa: il chitarrume è una disgrazia, certo, ma ricordi Baudelaire: un genio non si abbatte per un paio di disgrazie. E, anche senza essere un genio, chi sa deve testimoniare. dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Come si dice in gergo, "quando ci vuole, ci vuole". Non è il fatto di essere elogiati, ma il fatto di essere riconosciuti nella propria specificità, nel proprio profilo personale, e di essere distinti da una categoria alla quale non si vuole appartenere semplicemente perché si è diversi nelle viscere, nella mentalità, nella formazione, nella cultura, nel modus operandi e perfino nel tratto personale - è tutto ciò che fa tirare un sospiro di sollievo e induce a esclamare: finalmente! In presenza di recensioni, è la seconda volta in 25 anni che mi accade di respirare a pieni polmoni l'aria di casa: la prima volta, fu quando lessi l'articolo che Bruno Bettinelli aveva scritto ne "il Fronimo" per le mie prime due Sonate. Ci voleva! dralig -
Come migliorare la lettura a prima vista?
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Suggerimenti per tecnica e programmi
Il che ci induce a constatare come, nel suo saggio realismo, Segovia sapesse benissimo qual era la situazione dei suoi "perfezionandi". Basta, del resto, guardare i programmi di ammissione ai corsi dell'Accademia Chigiana: i pianisti, i violinisti, etc., dovevano, per essere ammessi come allievi effettivi, suonare pezzi pesantissimi dal repertorio, mentre, ai chitarristi, Segovia chiedeva di eseguire le scale, gli arpeggi e - micidiale - qualche preludio di Ponce (dalla serie che lui stesso aveva etichettato come "facili"). Una curiosità: nel leggere il programma di ammissione scritto a mano da Segovia, un impiegato della Chigiana decifrò in modo errato il nome "Milan" (Luis de Milan), scambiando la "a" (che Segovia scriveva come la alfa dell'alfabeto greco) per una "t", e la "n" finale per una "u": ne uscì - stampato nei programmi - il nome di un ignoto compositore chiamato "Miltu", che precedeva il nome del vihuelista Bermudo. Anni dopo, una chitarrista che raccontava degli elogi ricevuti da Segovia, li diceva motivati anche dal fatto che lei - allieva modello - era l'unica tra i presenti ad aver cercato, senza trovarle, le opere di Miltu. L'aveva detto al maestro il quale, con grave serietà, le aveva raccomandato di cercarle ancora - magari, le disse, in Giappone. dralig -
Finalmente!
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Chiedo venia per la vanità alla quale mi abbandono: ben di rado, nelle recensioni che lo riguardano, un compositore ha modo di specchiarsi e di riconoscersi, perché le parole del critico lo hanno effettivamente identificato e non elogiato o biasimato con espressioni che si applicherebbero benissimo a un centinaio di altri autori, o magari anche a un avvocato o a un camionista. Quindi, le recensioni si leggono in genere con poche speranze: fanno parte del gioco, ma non toccano quasi mai le corde della verità. Allora, mi sia concesso - anche se mi vergogno un po' nel farlo - di riportare un periodo da una recensione appena letta, apparsa recentemente sul mensile "Musica" (rivista non chitarristica), la cui lettura mi ha fatto trarre un sospiro di sollievo: "In effetti fin dalle prime note di una qualsiasi opera di Gilardino si comprende subito come nel suo caso si tratti di un vero compositore, e non di un chitarrista prestato alla composizione." Non sarò una star da festival della chitarra e da incontri chitarristici - mi sta bene - ma vivaddio qualcuno che capisce si trova ancora. dralig -
info Guitarcosmos, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Meglio leggere tutto. Non è una sequenza organica di esercizi, ma piuttosto una raccolta di brani, la cui difficoltà l'autore ha disposto secondo un criterio suo, non necessariamente condivisibile... dralig -
Esiste un'etica dell'insegnamento?
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Il codice deontologico è nell'opera stessa di ogni autore, interprete, musicologo, didatta, critico, etc. Lo stile è l'uomo, caro Giorgio, e basta una pagina per capire a quale altezza vola - se vola - un compositore, bastano poche note per cogliere la cifra artistica di un interprete, così come bastano due righe per valutare se chi le ha scritte è una persona colta o un cialtrone. Lo stesso codice è implicito nel lavoro di ogni insegnante, e si imprime nell'influenza che esso esercita sugli allievi, istruendoli ed educandoli al tempo stesso (come Lei sa, sono due responsabilità diverse). Ritengo che sia molto arduo, per non dire impossibile, estrarre dai comportamenti dei docenti seri e coscienziosi e responsabili un profilo comune, se pur generalizzato, e farne una sorta di codice deontologico-professionale, senza creare turbolenze e scompigli... Il quadro è troppo mosso e, credo, inquinato... dralig -
info Guitarcosmos, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Intanto, conviene leggere quello che ha scritto per chitarra. Reggie era inizialmente un compositore istintivo, non istruito, e scriveva per chitarra un po' come fanno quasi tutti i chitarristi-compositori di oggi, cioè cercando con le dita sullo strumento. Eppure, i pezzi che scrisse a quell'epoca (anni Quaranta), come la Sonatina Senese, gli Estruscan Preludes, etc., sono forse più ispirati dei lavori successivi. Si istruì in composizione studiando con Dallapiccola e altri maestri, e la sua musica per chitarra a partire dagli studi compiuti, cambia tono: il primo lavoro forte è "El polifemo de oro", poi un bellissimo pezzo intitolato "Memento" (un dittico pubblicato nella collana Bèrben-Gilardino, poi quattro o cinque Sonate, il concerto per chitarra e orchestra, etc. Conosco poco la sua musica per orchestra, ma credo che sia buona. Una curiosità: fu lui, quand'era giovane, a "tirar giù" dal disco di Segovia le note della Suite di "Weiss" (in realtà di Ponce). Il suo manoscritto circolò, e qualcuno lo copiò e lo pubblicò, attribuendosi la trascrizione. dralig -
info Repertorio per clarinetto basso e chitarra
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea Mutti nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il catalogo Pocci contiene tutte le informazioni che Le servono. Comunque, dubito assai che esista una letteratura per clarinetto basso e chitarra. Esisterà qualche pezzo. dralig -
info Guitarcosmos, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Accosento. D'altra parte, penso che l'allusione nel titolo a Mikrokosmos de Bartok sia ingannevole e realmente abbastanza disonesto. Questa collezione ha niente a che fare con le idee de Bartok della pedagogia. Si Matanya, anche a me il titolo non piace, ma non l'ho mai voluto dire. Anche se, dal punto di vista stilistico e "artigianale", la musica di Smith Brindle è sempre a un livello superiore, la sua forza espressiva è molto variabile, e a volte ha scritto cose poco ispirate. Mi dispiace dirlo,ma uno dei suoi pezzi che amo di meno è proprio la Sonata che mi ha dedicato... dralig
