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CD della collana CGWC
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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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info Guitarcosmos, Reginald Smith Brindle
Angelo Gilardino ha risposto a Cimarron nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Contenuti musicali di ottima qualità . Sta ai didatti farne l'uso più appropriato. dralig -
Interpretazione particolare della 'Julia Florida' di Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Interpretazioni
Le pubblicazioni con i facsimile degli originali costano moltissimo, e gli editori - tolto Bèrben e pochissimi altri, in rare occasioni - si sono sempre rifiutati di sostenere i costi che ne conseguono. dralig -
info Concerto Breve, Franco Margola
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Un centinaio di pezzi. Veda il catalogo Pocci on line. dralig -
Interpretazione particolare della 'Julia Florida' di Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Interpretazioni
E chi lo sa? Le edizioni esistenti si accreditano d'aver attinto a manoscritti autografi, però non ne dichiarano la locazione, l'accessibilità , niente: devono essere credute sulla parola dei loro curatori. Altro che edizioni critiche! dralig -
Interpretazione particolare della 'Julia Florida' di Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Interpretazioni
Fino a che i curatori delle "edizioni critiche" dichiarano di aver lavorato sui manoscritti originali, senza però rivelarne l'ubicazione, e men che meno offrendone una riproduzione in facsimile, non può esistere alcuna certezza riguardo a quello che effettivamente Barrios ha scritto. Ciascuno si accredita di unì'attendibilità che non è controllabile, quindi domattina Lei può (pura ipotesi) preparare il Suo Barrios e stamparlo, annettendosi il crisma dell'autenticità , e non sarà , dal punto di vista dei Suoi lettori, in una situazione diversa da quella dei curatori delle edizioni già in circolazione. dralig -
info Concerto Breve, Franco Margola
Angelo Gilardino ha risposto a akaros nella discussione Altre discussioni sul repertorio
La Sonata pubblicata da Bongiovanni è senz'altro il miglior lavoro tra quanti ne scrisse Margola per chitarra sola. E' un pezzo che mantiene tutte le caratteristiche del miglior Margola. dralig -
Bach, opere per liuto: quale trascrizione?
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Leggendo l'introduzione di Zigante, ho scoperto che di originale c'è poco (solo la Bwv 995 e la 1006a). Inoltre, per svolgere un lavoro di comparazione, occorrono conoscenze approfondite, che solo pochi possiedono. Il dilettante non può non affidarsi alle indicazioni di un maestro... Quindi mi permetto di chiedere al M. Gilardino: l'edizione indicata, a parte gli "originali" in facsimile, è suggerita come testo dotato di maggiore aderenza al pensiero bachiano? DeBo A dire il vero, non ho letto il testo pronto per l'esecuzione, ho solo guardato l'edizione in generale e l'apparato, constatando che era stato fatto bene. Per questa ragione, dato il costo modesto del volume, credo che valga la pena procurarselo. dralig -
Bach, opere per liuto: quale trascrizione?
Angelo Gilardino ha risposto a debonis86 nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Una recentissima edizione Bèrben, curata da Taranto e Di Stefano, include gli originali in facsimile. dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Se, come dice, ha moltissimo da imparare, incominci con l'imparare a leggere. E' cosa molto più utile e saggia che il suggerire ad altri come devono scrivere. dralig dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Devo forzarmi per rendermene conto. Sarà un'azione molto difficile. Per niente. Basta interrogarsi e sapere sempre - se non ciò che si vuole - ciò che non si vuole, o che non si vuole fare. Da lì in poi, è tutto facile. Il prezzo da pagare è altro? Pazienza, ma si vive. L'alternativa per me è improponibile. dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Fabio, Lei sa benissimo che i festival di musica contemporanea sono recipienti terminali di manovre effettuate da vari operatori musicali, ai quali non importa minimamente compiere ricognizioni - anche con filtro critico rigoroso - sull'esistente e sul "vero", e rappresentarlo con obiettività . Tutt'altri sono gli interessi e gli scopi dei direttori artistici, dei loro consulenti, degli editori, etc. Nella loro dimensione familiare e casereccia, del resto, i festival di chitarra non si comportano diversamente, anche se diversi sono gli interessi e le passioni che rappresentano. Castelnuovo-Tedesco diceva ai vari direttori artistici che il suo dovere era di comporre le opere, e il loro quello di farle eseguire. La penso allo stesso modo, e di chi non fa il suo dovere, o lo fa in modo infedele, non mi do minimamente pensiero. La vita è troppo breve per spenderne anche solo una piccola parte a combattere contro le storture. dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Io però do poco o nessun fastidio al Palazzo della Musica Contemporanea perché compongo quasi esclusivamente musica per e con chitarra, e le mie incursioni in campo orchestrale si limitano alla convocazione di organici di dimensioni mozartiane a supporto della chitarra concertante. Quindi, non intralciando la ripartizione dei privilegi, e non reclamando per me una porzione - nemmeno minima - del già scarso menù, non giungo a costituire un fronte da combattere e da eliminare, anzi sono spesso destinatario di complimenti da parte di alcuni Grandi Maestri, che dichiarano di apprezzare la mia ricerca, e non aggiungono (è sottinteso) che continueranno a farlo fin tanto che io continuerò a scrivere per e con chitarra. Ricevo gli stessi elogi che certi poeti laureati rivolgerebbero, con prodigale piaggeria, ai poeti dialettali, o di lingue dell'Africa centrale. Castelnuovo-Tedesco, che mi considerava in potenza il suo naturale successore nel campo della composizione chitarristica, ebbe sorte ingrata proprio perché scriveva anche per il teatro, per l'orchestra, per il pianoforte, per i cantanti da camera...Io no, sono davvero un bravo ragazzo, sto nel mio orticello...Giuro che non scriverò mai una sinfonia o un'opera, nemmeno se potessi. dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
"Sì, da giovane scrivevo in modo piuttosto complicato, e poi mi sono gradatamente e consapevolmente semplificato; ma le caratteristiche melodiche, ritmiche e armoniche son sempre quelle. Ed è proprio per questo che io amo tanto la Chitarra! non solo per la bellezza del suono, ma perché tutto dev'essere essenziale...colla Chitarra bisogna esser semplici e bisogna esser veri!" Mario Castelnuovo-Tedesco (lettera ad Angelo Gilardino, da Beverly Hills, il 23 febbraio 1967). dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
"Cantico" è il titolo che si dà a componimenti poetici con ispirazione religiosa, anche senza il minimo riferimento all'universalmente noto "Cantico delle creature" di San Francesco d'Assisi. Io ho composto la mia più recente Sonata per chitarra sviluppando appunti che avevo schizzato rapidamente - su un taccuino pentagrammato che ogni anno il mio editore generosamente mi regala - durante una vacanza estiva in quel di Gubbio, dove mi sono trattenuto una decina di giorni. Ho respirato l'aria della regione, visitata nei suoi luoghi meno turistici e, tra la fine dello scorso mese e la prima metà del corrente, ho scritto una composizione elaborando quegli appunti. Mi è sembrato appropriato, dato il carattere del pezzo, intitolarlo cantico. Per fare concorrenza ai santi, bisogna essere a propria volta dei santi, e non è il mio caso, ma certo possiamo imitarli, e scrivendoLe questa risposta, in cui La tratto da persona seria e intelligente, il mio fioretto stamattina l'ho fatto. Che io Le dedichi una Sonata, è evento per ora decisamente remoto. I "sensi", doppi e scomposti, ai quali si abbandona, sono qui del tutto fuori luogo, stante il fatto che qui si annunciava una nuova composizione il cui carattere non è per niente ridanciano. Prenda in seria considerazione anche l'evenienza di non dire nulla, quando non ha nulla da dire, e consulti il dizionario alla voce "empietà ": temo che La riguardi direttamente. dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
I - Andantino un poco mosso, semplice II - Aria III - Apoteosi dralig -
pubblicazione Cantico di Gubbio, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Se non le dispiace, abbia ora precognizione di quel dannato quintetto per chitarra e archi che da anni ho in animo di scrivere, ma che non mi viene mai in mente. Grazie in anticipo. dralig -
Andres Segovia e Agustin Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Le mie risposte sono - almeno credo - precise, ed è questo che m'importa. Se, pur osservando le norme della buona educazione, posso sembrare duro, pazienza: ho imparato a sopravvivere anche tra persone che non mi trovano simpatico. Di mani, nella Fondazione Segovia attualmente ce ne sono anche troppe - incluse quelle degli avvocati che rappresentano le parti opposte in una dura (questa si) e spiacevole contesa, e comunque quel che di utile c'era da fare per il repertorio e per la storia della chitarra è stato fatto. Il genere di cose che restano da fare è del tutto estraneo ai miei interessi e, credo, a quelli di qualunque musicista. dralig -
Andres Segovia e Agustin Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Era consapevole del fatto di non avere la preparazione tecnica per comporre lavori ampi e complessi, e di poter scrivere soltanto pezzi brevi. Aeva idee originali, un mondo suo, ma non l'abilità , il tempo e la fiducia in sé necessari per comporre "sul serio". Di tutto ciò, era consapevole, e se ne crucciava, ma con ritegno: il suo immenso successo come concertista non gli lasciava spazio per la frustrazione. Bisogna aggiungere che i tipi con cui dialogava erano dei veri maestri: Castelnuovo-Tedesco e Ponce maneggiavano gli arnesi del compositore con una padronanza tale da far passar la voglia, a chi pensasse che, per scrivere musica, basti mettersi con una chitarra in grembo, la domenica mattina, ad annotare ghiribizzi. dralig -
Andres Segovia e Agustin Barrios
Angelo Gilardino ha risposto a Salvo nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
"Julia Florida" fu scritta nel mese di dicembre del 1938 per Julia Martinez, una bimba, nipote di Francisco Salazar, un ammiratore e sostenitore di Barrios. Martinez, che abitava a Costa Rica, ospitò il chitarrista e sua moglie Gloria in una casa che mise a loro disposizione, e la Barcarola fu un modo per manifestare gratitudine al suo benefattore. Non vi sono evidenze storiche né di un innamoramento di Barrios per la bimba Julia né, più in generale, che egli fosse pedofilo, anzi tutto quello che si sa delle sue relazioni indica decisamente il contrario. Sostenere che Segovia avrebbe dovuto suonare Barrios significa non aver capito che cosa ha fatto Segovia, e come. La sua diversità dai chitarristi suoi contemporanei si manifestò proprio nella risolutezza con cui egli scelse di interpretare musica scritta da compositori "veri", e non da chitarristi che componevano, e questa scelta fu una delle sue carte vincenti, probabilmente la più importante. Diversamente da molti chitarristi di oggi, egli era consapevole dell'importanza del repertorio, e la musica di Barrios - per quanto ispirata e ben scritta per lo strumento - non sarebbe servita agli scopi che Segovia si prefiggeva, e che conseguì. Una curiosità , a margine: perché si lamenta sempre che Segovia non abbia suonato Barrios, e mai il contrario? All'epoca in cui Barrios era attivo, c'erano parecchie composizioni di Segovia pubblicate e disponibili. Barrios non le eseguì mai, e giustamente nessuno gliene fa carico. La lista delle composizioni che Segovia non suonò comprende pagine scritte per lui, ben più alte della musica di Barrios. Eppure, il refrain "perché Segovia non suonò Barrios" risuona da anni come in un disco rotto. dralig -
Struttura del piano armonico - Chitarra Almaguitar
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Liuteria
Non ho trovato finora spiegazioni convincenti né, tanto meno, dimostrazioni scientifiche del fenomeno. Si tratta di vere e proprie elisioni, non di armonici, ma di fondamentali, che vengono di colpo "mangiate" dallo strumento che le ha appena emesse. dralig -
Struttura del piano armonico - Chitarra Almaguitar
Angelo Gilardino ha risposto a Butterfly nella discussione Liuteria
La posizione classica della buca mi pare corrisponda anche a una precisa posizione della mano destra, che si allontana o si avvicina ad essa per ottenere effetti sonori diversi. Con una apertura della tavola armonica strutturata in questo modo, cosa cambia nel modo di suonare del musicista? Mi sono posta la stessa domanda anche per la chitarra che spesso usava Abel Carlevaro. Butterfly Nel modo di suonare non cambia niente, salvo qualche aggiustamento mentale di poco conto. L'idea che ha guidato alcuni costruttori alla sostituzione della bocca tradizionale con due bocche spostate verso le fasce superiori è teoricamente fondata: la tavola concorre alla formazione del suono (intensità , durata e modi di vibrazione, cioè timbro) nella misura in cui vibra, e trattandosi di una sospensione elastica, è ovvio che al suo centro - cioè più lontano dai punti di ancoraggio ai bordi perimetrali - la vibrazione sia più ampia. In questo senso, è indubbio che la bocca sottragga una porzione di tavola potenzialmente utile alla vibrazione. Spostando la bocca (semplice o doppia, o sostituita dalle effe) verso i bordi, dove la tavola tende a irrigidirsi e a vibrare poco, si aggiunge superficie vibrante, e non si perde nulla, perché le bocche vicino ai bordi prendono il posto di parti della tavola non utili alla formazione del suono. Fin qui, tutto bene - gli esperimenti confermano un incremento di intensità del suono. Nascono però dei problemi - finora misteriosi - di armonici che scompaiono o che aumentano a dismisura e, in certi casi, di note (il do sulla prima corda) che non fanno nemmeno in tempo a farsi udire, e già sono sparite. dralig -
Musica antica: filologia inutile?
Angelo Gilardino ha risposto a conde claros nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Lo studio delle prassi esecutive non è un punto d'arrivo, ma un sussidio che si integra alla preparazione dell'esecutore aggiungendosi alle sue conoscenze (solfeggio, armonia, contrappunto) e alla sua tecnica: come il saper decrifrare le note, scandire il ritmo, comprendere la concatenazione delle armonie, il saper trattare l'ornamentazione, le inegalités, etc., secondo lo stile dell'epoca, giova per rendere la musica in modo appropriato, senza costituire né una garanzia (se un esecutore è mediocre o scadente rimarrà tale anche dopo aver appreso le prassi, posto che ci riesca) né una gabbia vincolante (al contrario, nella musica antica il margine di libertà lasciato all'esecutore è maggiore di quello di cui egli dispone nello stile classico). Menar vanto della propria conoscenza delle prassi non ha maggior senso di quanto ne avrebbe dichiarare nel proprio curriculum di saper leggere la musica e di saper classificare le successioni di accordi. Prepararsi a dovere è indispensabile, ma far musica con arte è qualcosa che, presupponendo la preparazione, è di dominio del singolo artista. dralig -
pubblicazione Feste Lontane, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non è detto. Un compositore parte con un'idea e poi, strada facendo, la modifica "imparando" dalla sua stessa opera in costruzione come deve procedere, e dunque che cosa fare. L'idea iniziale può rimanere salda dal punto di vista poetico, ma è pressoché certo che, nel processo costruttivo, quello che era il progetto originario subisce, dal punto di vista formale, tali e tante modifiche da risultare, alla fine, qualcosa di inaspettato anche agli occhi dell'autore. Scrivere per quattro chitarre è difficile, perché non ci sono modelli "alti". Chi vuole scrivere per quartetto d'archi trova, da Beethoven a Bartok, una tale dovizia di modelli altissimi da permettergli di sapere tutto, o quasi, su come si scrive un quartetto prima di cominciare: quei diavoli hanno fatto proprio il possibile, l'impossibile e anche i miracoli. Il quartetto di chitarre, invece, è cosa nuova. Non si può pensare di adottare i modelli dei maestri che hanno scritto per quartetto d'archi e adattarli al quartetto di chitarre: è partita improba, può che persa in partenza. Bisogna quindi studiare molto ed elaborare un proprio modello mentale, un'idea a partire da niente, o quasi. E questo richiede già un impegno notevole. Ma poi, escogitato il modello, bisogna creare la musica per renderlo esplicito, manifesto, vivo: e Le assicuro che è un gran brutto affare. Comunque, "anche questa è fatta", e speriamo che sia stata fatta bene. Non ho finora potuto ascoltare il lavoro, ma il 20 ottobre andrò a Brescia a sentire il concerto di Antonio Rugolo e colleghi: sono molto fiducioso. dralig -
pubblicazione Feste Lontane, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
I tre tempi della composizione s'intitolano rispettivamente: Danubiana Veneziana Vesuviana Il primo tempo evoca il valzer viennese e la Wassermusik; il secondo tempo, le notti veneziane (è una barcarola, infatti); il terzo tempo, evoca un baccanale pompeiano (l'ultimo prima della catastrofe) e le canzoni napoletane. L'idea viene da Falla ("Fiesta lejana en un jardin", da "Noches en los jardines de Espana"). Non importa, all'autore, se le feste che egli evoca con la sua musica si siano effettivamente svolte come lui le immagina, o se siano invece frutto della sua invenzione. Aere perennius. dralig -
Pagare per pubblicare?
Angelo Gilardino ha risposto a Giorgio Signorile nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non parlo per nessun editore, ma Le assicuro che, se vengono richiesti contributi, è perché non c'è stima nei confronti del compositore. Se questi paga, butta il suo denaro dalla finestra. Quello che farebbe comprando 200 copie della sua musica e regalandole (o vendendole) nella cerchia delle sue relazioni, lo può fare benissimo da sé e per sé, stampando e/o mettendo on line la sua musica, e senza cedere né denaro né diritti a un editore che, in cambio, non offre nulla. Quindi, se ha rispetto di Lei stesso e della Sua musica, non si lasci andare a una simile debolezza. Per la Sua battuta sui mecenati, converrà con la mia esortazione a versare, a titolo di ammenda, 10 euro alla più vicina associazione di beneficenza o volontariato. E mi trattengo. dralig
