Vai al contenuto
Novità discografiche:

Angelo Gilardino

Membri
  • Numero contenuti

    2241
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    38

Tutti i contenuti di Angelo Gilardino

  1. Mertz è molto interessante in questo genere di composizione, perché la sua musica era scritta "sul campo": aveva sposato una pianista, e suonavano in duo. L'idiomaticità dei suoi lavori per chitarra sola è quindi estesa anche al duo con pf, che funziona alla perfezione proprio come "suono". Forse, però, Frau Mertz non era del tutto convinta del valore di questo duo, e così decise di troncarlo nel modo più drastico: avvelenando il marito. Attenti, chitarristi, a suonare in duo con la moglie... dralig
  2. Non è un sospetto, è un'evidenza: scriveva per dilettanti, contesse, avvocati, e doveva servire loro la musica che questi potevano comprendere e suonare. Sor, che a questa committenza non guardava in faccia, era isolato nella sua superiorità, dalla quale mandava folgori incineranti, ma intanto si rodeva il fegato. dralig Sinceramente, sono molto legato a Carulli, non solo per campanilismo, ma anche perché mi ha accompagnato all'inizio della mia formazione. I suoi pezzi, sempre molto gradevoli, e - di regola - facili, hanno avvicinato e avvicinano i giovani alla chitarra. E' troppo facile, quando si possiede una tecnica superiore, sparare su chi ha rivestito l'importante ruolo di maestro di base. Ogni artista deve essere letto e apprezzato nel suo tempo e nel suo contesto sociale, politico ed economico. Ci sono opere di Carulli per chitarra sola in grado di mettere alla stanga anche i virtuosi di oggi e, ove questi non siano anche dei buoni musicisti, con adeguata cultura interpretativa, opere carulliane come le variazioni su Paisiello recentemente ristampate da Editions Orphée possono far fare, ai chitarristi- tutti- dita, delle gran brutte figure. dralig
  3. Il dvd esiste già, e quelli che Giulio ha pubblicato sono dei frammenti del dvd, che è di proprietà dello studio Quality Data di Vercelli. I titolari, Ernesto Villani e Massimo Fonsatti, Non hanno intenzione di metterlo in commercio, per ora, ma stanno registrando, da parecchi anni, tutte le esecuzioni pubbliche con musiche di AG. Le loro ragioni, per spendere fior di quattrini in registrazioni dalle quali non ricavano, al momento, nulla, devono pur averle, dato che si tratta di un'azienda privata, ma io le ignoro. Quello che temo, è che finiscano per andare in giro copie piratate. dralig
  4. Non è un sospetto, è un'evidenza: scriveva per dilettanti, contesse, avvocati, e doveva servire loro la musica che questi potevano comprendere e suonare. Sor, che a questa committenza non guardava in faccia, era isolato nella sua superiorità, dalla quale mandava folgori incineranti, ma intanto si rodeva il fegato. dralig
  5. Sono d'accordo, e propongo di puntare il mirino analitico in una direzione che mi pare promettente. Carulli può essere considerato, nella parte iniziale della sua produzione, come un autore al seguito della scuola settecentesca napoletana, e nello stesso tempo inquadrabile tra gli epigoni dello stile galante. Il mutamento del suo stile compositivo, seguito all'emigrazione in Francia, non lo ha sostanzialmente mai sradicato da questo nucleo originario, e credo che la sua musica debba essere studiata come un'estensione un po' anacronistica della musica di autori come Leonardo Leo e Cimarosa. Attenti all'evidente affinità con le opere di un altro autore italiano, anch'egli emigrato a Parigi: Filippo Gragnani. Molto meno prolifico di Carulli, presenta affinità stilistiche molto marcate con il primo stile carulliano. Erano ottimi musicisti. Carulli lavorò molto, troppo, per diversi tipi di committenza, e sembra che misurasse il suo impegno a seconda della "qualità" delle commissioni che riceveva: meglio mi pagate, meglio scrivo. Ma molte sue pagine sono belle. Richiedono esecuzioni eleganti, giuste, calibrate: non è facile da centrare, pone all'interprete un problema di "sintonizzazione" più arduo da risolvere di quello posto dai diversi stili di Giuliani. Un autore celebre, e nello stesso tempo misconosciuto. dralig
  6. Non sono un giurista, ma credo che si possa configurare diversamente da un sopruso: sembra configurare invece una violazione di diritti costituzionali e, più in là, di diritti civili. Ripeto, è questione da portare in sede europea, per svergognare uno stato mendace e fedifrago. dralig
  7. Ragazzi, protestare con il ministero è come arare il mare. Lo Stato, che ha istituito dei corsi nel proprio ordinamento, e che ora non riconosce valore legale ai titoli che ha rilasciato, è inadempiente nel più grave dei modi, ma se non lo scuotete dall'esterno, fare appello alla sua coscienza è vano: una coscienza, questo stato non ce l'ha. Quindi, unitevi, e fate un ricorso a un'istituzione europea: portate lo stato italiano davanti a giudici che lo possano giudicare e, in un caso come questo, svergognare. E' la sola speranza che avete. dralig
  8. Come vedi, caro Vladimir, senza alcuna frenesia, e fidando nella sola forza del mio lavoro, assisto al formarsi di una coscienza critica intorno alla mia musica, con la serena consapevolezza che l'intelligenza, la capacità di lettura e di discernimento degli interpreti più dotati e meglio preparati facciano, per le mie composizioni, quello che deve essere fatto, né più né meno. Non mi lusingo, al di là del naturale compiacimento che ogni essere umano prova nel vedere elogiato il proprio lavoro, per le lodi, né mi scompongo per le critiche, sia quelle provenienti dal versante neo-adorniano (mai del tutto sopito, nonostante la sconfitta storica dei suoi padri e la sopravvivenza asfittica dei suoi sopravvissuti ed eredi), che mi imputa la scelta di un linguaggio musicale troppo legato alla tradizione, che quelle manifestate - il più delle volte in forme estemporanee, con linguaggio da portineria o da stadio - dal chitarrume, che mi accusa di scrivere musica troppo difficile, incomprensibile, etc. Mentre gli Studi, terminati 19 anni fa, stanno ottenendo accoglienza nel repertorio di decine di interpreti, incominciano a farsi strada anche le Sonate e le Variazioni, e fanno capolino, nei programi, anche le composizioni da camera e i concerti. Tutto questo con il solo appoggio di un editore che da sempre crede nel mio lavoro - e lo dimostra non a parole, ma investendovi il proprio denaro - e senza alcuna iscrizione, né cartacea né di fatto, ad alcun partito, lobby, club, movimento di opinione, gruppo di interessi, etc. Questo ti dico, perché sei giovanissimo e perché hai talento: se vuoi che il tuo talento si consolidi e si manifesti in un'opera, pensa solo a quella, e non darti pensiero di null'altro. Ieri l'altro, mettendo in piazza l'iniziativa di uno sciagurato che ti mandava messaggi deliranti - e involontariamente comici - per screditare ai tuoi occhi non solo il mio lavoro, ma anche la mia persona, hai fatto, con le sole tue forze, giustizia di una mascalzonata e del suo autore, e hai confermato una verità più forte di tutti gli intrighi e le macchinazioni ordite dalle mezze tacche livorose: alla fine, la verità viene a galla, e le barche fradicie affondano. dralig
  9. Ho metrificato tutto, ma non sono convinto di niente. dralig
  10. Grazie per le osservazioni, ne terrò conto nel lavoro di ristrutturazione che è lì, anch'esso fluttuante... dralig
  11. No, non ce n'era bisogno. Proprio in questi giorni sto cercando di "metrificare" la composizione, cioè di riscriverla con le battute, invece che senza, com'è adesso, ed è un lavoraccio. Al punto che mi sto domandando se valga la pena di andare avanti, o se non sia meglio lasciarla com'è, fluttuante... dralig
  12. "Carino"? A me sembra piuttosto cupo e triste, nel genere della "lamentatio", come lo sono anche gli altri pezzi per chitarra dell'autore ("Tres hojas muertas"). Non è musica felice... Scorre bene perché lo ha sistemato Gabriel Estarellas, con il suo arnese preferito: le forbici. dralig
  13. ...ecco alcune riflessioni del figlio, il filosofo Carlo Andrés: http://www.giornaledellamusica.it/cartaceo/articoli/home.php?a=2007/243/243_05.htm Buona lettura. dralig
  14. D'accordissimo, la critica non è altro che un aspetto del processo di comprensione dell'arte, e ho spesso fatto osservare che nessun giudizio critico ha mai un valore ultimativo: appena formulato, entra nel gioco mobile e diventa esso stesso oggetto di critica. Tutto ciò è fertile, utile, piacevole. dralig
  15. Il "Concierto Juglar" è pubblicato da Bèrben. E' una composizione in stile modale, molto piacevole e assai ben scritta per la chitarra, con una parte concertante sviluppata ma non proibitiva. Il coro è trattato per lo più con scrittura omoritmica delle parti, non in stile polifonico-imitativo. Altra cosa è il "Romancero gitano" di Castelnuovo-Tedesco, assai impegnativo per il coro, che è trattato in stile madrigalistico, e anche per la chitarra, che ha una parte preludiante e di accompagnamento molto complessa, con una scrittura difficile. dralig
  16. Non credo di dover essere acquisito alla causa del comporre quale operazione primaria della creatività, ma questo non mi impedisce di cogliere aspetti creativi - cioè di natura artistica - anche nel tentativo di espandere il lessico di uno strumento al di là dei suoi limiti conosciuti. Il fatto che, per esplicare tale tentativo, un "genio"-strumentista (e non compositore) si rivolga a partiture d'orchestra famose, servendosene anziché servirle, è certamente un limite, e non sarò io di sicuro a difenderlo a oltranza. Ho voluto invece sostenere che è necessario comprendere l'intenzione dell'artista prima di criticarlo, e che non è giusto criticarlo senza averlo compreso. Comprenderlo non significa approvarlo ed elogiare tutto quello che fa, ma disapprovarlo senza averlo capito è certo un rischio da evitare. dralig
  17. La "B" sta per Bernardo. Si tratta di Bernardo Julia, compositore di Mallorca, nato nel 1922, vivente, ex-direttore del conservatorio di Palma e della "Capilla Mallorquina", un coro con il quale ha dato concerti in tutto il mondo. Ama la chitarra (ha scritto parecchi lavori per chitarra sola, oltre al Concierto Juglar), ed è stato anche il fondatore del concorso Segovia di Palma de Mallorca, ora estinto. E' anche un mio amico, con il quale ho condiviso spesso la mensa del locale "Sa Premsa", una infernale taverna di Palma nella quale ho mangiato la miglior paella della mia vita. Bei tempi. Adesso lui è vecchio, e non esce più di casa, io quasi vecchio e non vado più a Mallorca. dralig
  18. Come sempre, occorre prima comprendere che cosa l'artista voleva fare, qual è stato il suo progetto. Poi, si può esprimere un giudizio su come l'ha realizzato. Yamashita (sulle prime l'avevo frainteso anch'io, molti anni fa, poi riflettendoci un po' credo di aver capito) non si pone l'obiettivo di interpretare quelle composizioni per quello che sono, ma di servirsene come base per una creazione propria, che ha nella chitarra la sua pagina bianca e insieme il suo crogiuolo. Non lo si deve ascoltare per avere da lui la rivelazione di che cosa sia la Sinfonia di Dvorak - che tra l'altro è conosciuta da tutti - ma per apprezzare la sua impresa di impiegare la chitarra in uno spazio di suono (dinamico-timbrico-virtuosistico) inesplorato: la sinfonia è solo un terreno di sperimentazione, l'arte non è nell'interpretazione del capolavoro di Dvorak, ma nella creazione di una nuova fenomenologia sonora della chitarra. Dobbiamo quindi rispondere - soggettivamente e criticamente - se questa "nuova dimensione" del "nostro strumento" proposta dal maestro nipponico ci avvince, o ci persuade, o ci lascia indifferente, o ci infastidisce, o ci ripugna, di per se stessa, non in relazione alle pagine suonate "come dovrebbero essere" se le ascoltassimo dall'orchestra. La mia sensazione è sempre stata quella di trovarmi di fronte a un talento colossale con dei problemi di focalizzazione del gesto strumentale in un risultato propriamente artistico: è artista, talvolta va a segno con delle intuizioni-realizzazioni folgoranti, altre volte manca il bersaglio e scade nell'effetto gratuito. dralig
  19. Cominciamo da prima, da Aaron Copland e da Samuel Barber, per esempio, autori che da noi hanno avuto scarsa attenzione a causa dei veti filo-adorniani. Ascoltati la Sonata per pianoforte (eseguita nientemeno che da Horowitz) e il Concerto per violoncello di Barber, oltre naturalmente alle opere sinfoniche di Copland. dralig
  20. In effetti, la Quarta è, tra le Sinfonie di Mahler, la più "leggera", se così possiamo dire senza recare offesa alla sua memoria. dralig
  21. A 66 anni appena compiuti, mi sento ancora vivo di mente e ricco di idee, tanto da supporre di poter arricchire ulteriormente il catalogo delle mie composizioni. Credo quindi che i progetti di registrazione integrale siano prematuri, tolto il lavoro che sta terminando Cristiano con gli "Studi di virtuosità e di trascendenza", i quali si, potevano essere registrati "integralmente" in quanto trattasi di un ciclo concluso. Sono comunque al corrente di iniziative in corso per registrare il mio "Concerto Italiano" per quattro chitarre e orchestra da parte del quartetto Santorsola, e "quel che bolle in pentola" mi fa presagire che siano molto realistiche le prospettive di prossima registrazione del "Concerto di Novgorod" e del "Concerto di Oliena" - A parte il caso personale, credo che i concerti per chitarra e orchestra siano il mezzo più forte e più efficace per qualificare la chitarra tra gli ascoltatori, i quali - se non chitarristi essi stessi - trovano il concerto con orchestra molto più attraente del recital di chitarra sola. Nessun brano per chitarra sola è stato ascoltato quanto il "Concierto de Aranjuez", e, tra le opere chitarristiche di un compositore qual è Mario Castelnuovo-Tedesco, quella che ha ottenuto il maggior riscontro del pubblico (sempre tenendo i chitarristi a parte) è senza dubbio il Concerto in re op. 99. Ora, senza perdersi in fantasticherie su quel che avrebbe potuto essere nel caso in cui Ravel o Respighi o Shostakovich avessero composto un concerto per chitarra e orchestra, è auspicabile che i chitarristi, invece di puntare tutte le loro carte sul recital di chitarra sola - che, intendiamoci, non è pratica da mettere da parte - si ingegnino con maggior tenacia per far accettare i concerti per chitarra e orchestra agli organizzatori e ai produttori discografici: io credo che, superate le iniziali ritrosie e le difficoltà organizzative, otterrebbero un risultato premiante, per se stessi e per "il nostro strumento". dralig
  22. ...così i suoi produttori discografici vanno dritti a portare i libri contabili in tribunale. dralig
  23. La chitarra russa a sette corde rappresenta un'alternativa (non una sfida) alla chitarra classica. La peculiarità della sua accordatura (re.sol.si.re.sol.si.re) la predispone a un idioma chitarristico proprio, nel quale le sonorità a campanella hanno grande rilievo e si collocano in un quadro timbrico molto ricco, sebbene improntato, fondamentalmente, a un colore scuro. Un trattamento compositivo accorto può sfruttare le diteggiature a campanella e quelle "orizzontali", e ottenere in tal modo combinazioni interessantissime. Suggerisco ai giovani concertisti di chitarra di aggiungere la chitarra russa eptacorde e le composizioni scritte appositamente per questo strumento nel loro repertorio: c'è una vasta messe di opere di autori notevoli, come Sychra e Sarenko (cito quelli che conosco meglio, ma la lista è lunga) che possono essere offerte nei programmi accanto a quelli dei grandi classici, e sono sicuro che il pubblico apprezzerebbe molto la varietà del suono in concerti eseguiti con chitarre diverse. Ho scritto il "Concerto di Novgorod" obbedendo a un'esigenza interiore, ma anche per manifestare concretamente, non solo a parole, la mia convinzione che la chitarra russa a sette corde abbia un futuro. dralig
  24. La pratica suggerisce di derivare la metrica dal ritmo. La metrica più conveniente è quella che consente di rappresentare il ritmo nel modo più semplice, ossia con il minor ingombro possibile del pentagramma. dralig
  25. Per non sminuire l'eccellenza e la proprietà di alcune esecuzioni, e anzi per incorniciarle celebrativamente, suggerisco di modificare il titolo del brano: "El avestruz" (Lo struzzo). Uccello nobilissimo, degno di essere esaltato anche dai chitarristi. dralig
×
×
  • Aggiungi...

Informazioni importanti

Usando il Forum dichiari di essere d'accordo con i nostri Terms of Use.