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CD della collana CGWC
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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
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Intervista ad Ada Gentile ed articolo su James Phelan
Angelo Gilardino ha risposto a Piero Bonaguri nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Un compositore - se è autentico - immagina, ricerca, trova quello che prima non aveva trovato. Costruisce qualcosa di "nuovo" - non nel senso che non abbia radici nella storia, ma che non ne rappresenti un inutile rigurgito o - nella migliore delle ipotesi - una furba iterazione. Facendo ciò, sa benissimo che crea - senza volerlo deliberatamente - un "problema di comunicazione" nei confronti di un ascolto basato sulla pretesa del confort, della mancanza di impegno a comprendere: la stragrande maggioranza degli ascoltatori crede convintamente che la musica le debba essere servita come un piatto pronto, come un apparecchio di facile uso che ridurrà ulteriormente la fatica in qualunque occupazione, come un divertimento. Davanti a ciò, che fa il compositore? Rinuncia a scrivere quello che ha immaginato e trovato per non molestare il crasso e supino benessere di una massa di ascoltatori il cui comprendonio musicale è livellato dalla televisione e dalla muzak? Si banalizza per non irritare il pubblico? Pane e cipolle, per chi si ribella e fa quel che sa fare e come farlo? Rinuncio alle cipolle e dimezzo il pane. Se non basta, tiro le cuoia per fame: la vergogna di essere l'autore di certe musiche del repertorio chitarristico oggi corrente (se mai le avessi scritte io) mi ucciderebbe molto più crudelmente della mancanza di cibo. dralig -
ABC Cordoba sulla "Mesa Redonda" con A. Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Considerando che ci si trova in Andalucia, non è così raro che il cognome venga modificato - accade lo stesso al centroavanti della nazionale di calcio. Infatti, una delle glorie architettoniche andaluse è la Giralda, chiesa insigne di Sevilla, il cui nome costituisce, per gli andalusi, l'archetipo di tutte le derivazioni ed elaborazioni dell'originario Gerhard - proveniente dalla barbarica Germania, nella cui lingua arcaica, essendo "ger" la lancia e "hard" l'aggettivo "forte", i Gerhard, più che una famiglia, erano una parte dell'esercito, cioè i lancieri. Il diminutivo Giraldino o - per scambio delle consonanti dentali elle ed erre - Gilardino, viene dal francese, che aveva adottato il nome tedesco e che lo usava al diminutivo forse ancora per designare un corpo militare - lancieri o, come dice la canzone medioevale piemontese, guerrieri che andavano a tirar di spada. Oggi, calciatori e musicisti: la decadenza è evidente. dralig -
pubblicazione Del rosato albeggiare, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Caro Raffaele, ho citato Leverkuhn e la muzak (il genere di musica, non la rivista, che non conosco) come due estremi che non amo: da un lato, il genio sociopatico che detesta il genere umano e che vive in un isolamento monastico, dall'altro il populismo empio e volgare, che anche nel piccolo mondo della chitarra annovera molti pregevoli esemplari. La via di mezzo consiste - secondo me - nel suonare o nel comporre non per tenere i frutti della propria arte lontani dalla portata di chi se ne può cibare - dunque nel rendere pubblico, con mezzi adeguati ma senza sgomitare, ciò che si produce, e nel cercare di assecondare le aspettative della categoria - per i compositori indispensabile - degli interpreti, senza cercare di invogliare in loro i bassi istinti e le aspirazioni futili. Ti assicuro che, anche senza diventare "ricchi e famosi", nella via di mezzo si può sopravvivere decentemente. Ciao. dralig -
pubblicazione Del rosato albeggiare, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
Nel 2008 proprio su questo forum chiesi al maestro per quale motivo egli non avesse mai composto nulla per chitarra e pianoforte, configurazione a mio giudizio piuttosto trascurata. La risposta testuale fu: Trascuratissima, e con qualche buon motivo. E' improbabile che un compositore possa sentirsi interessato, o addirittura ispirato, a comporre di sua iniziativa per chitarra e pianoforte: all'epoca del fortepiano, poteva avere un senso, oggi molto meno. Quindi, il compositore si muove su richiesta di un duo di chitarra e piano che, con le sue esecuzioni, gli offre la prospettiva di non vedere la sua opera sprofondare nel silenzio. A me sono giunte le richieste più rare - ho scritto una Partita per vibrafono e chitarra - ma non quella di comporre per chitarra e piano. Oggi con grande piacere noto che il maestro, evidentemente, ha cambiato idea. Gli pongo quindi direttamente la domanda: cosa è cambiato dal 2008 ad oggi ? Grazie Taltomar Non è cambiato nulla nella mia fondamentale disponibilità ad assecondare il prossimo e penso che, tra il modello Leverkuhn e la muzak possa darsi una sana via di mezzo. Quindi, allorché il valente chitarrista Francesco Diodovich mi chiese di scrivere un pezzo per il duo che aveva appena costituito con il pianista Corrado Greco, gli dissi di si, perché mi piace far contenti gli amici. Parafrasando John Wayne: "Che mi prenda un colpo se non ho scritto un pezzo dannatamente buono". dralig -
Mario Pabé - un grande liutaio sconosciuto
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Liuteria
L'articolo riguardante il liutaio Mario Pabè è stato pubblicato dalla rivista "Suonare" nel numero del mese di marzo e non - come erroneamente avevo scritto nel mio messaggio precedente - nel numero di aprile. Dopo la pubblicazione del suddetto articolo, mi sono pervenute altre informazioni riguardanti il negletto - ma straordinario - artefice. Le chitarre che ho potuto esaminare sono finora otto. Se arriverò a catalogarne una dozzina (almeno) e ad arricchire la raccolta di notizie biografiche, scriverò e pubblicherò un volumetto per favorire il recupero di Mario Pabè alla storia della liuteria italiana. ag -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Caro Giulio, suppongo che l'indulgenza da te invocata possa esercitarsi non solo nei confronti degli "ingegneri, medici, avvocati e lavoratori". ma anche nei confronti di chi scrive libri di storia della chitarra: se regaliamo magnanimamente agli amateurs il diritto di sparare fandonie sul conto dei musicisti e dei musicologi, dovremo anche -necessariamente - riconoscere a questi ultimi - dal cuore generoso della nostra indulgenza - il diritto di incavolarsi - non sempre, ma come dicevo dianzi, una volta su cento - e di mandare un paio di lavoratori a quel paese, non ti pare? Altrimenti, potremmo suscitare il sospetto di offrire la nostra indulgenza solo a chi fa numero,spargendo "serene chiacchiere", e non anche a chi sfanga da solo, e ha spesso la mala ventura di vedersi al centro dei bei conversari chitarristici di medici e ingegneri. Con reazioni che vanno dall'indifferenza al fastidio, dalla nausea al raccapriccio: così reagisce la "gente normale", della quale mi sento di far parte a pieno titolo. dralig dralig -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Caro Giorgio, "un po' travisato"? No, capovolto! Il Cherubino prende posizione contro un mio giudizio, dicendosi in disaccordo con il medesimo, e assume la difesa delle Sonate di Paganini che, dunque, io avrei tentato di sminuire. "Nome utente" non fa una piega: non si corregge, non dice a Cherubino: "Guarda che stiamo parlando a vanvera, alle spalle di un autore che tu non hai letto per niente, e che io cito a sproposito". Ma poi, sensibilissimo, si profonde in un racconto - commosso e da commuovere - della Sua vita sacrificale di amateur, si fa vittima di un "attacco" - lui, invece, quando stravolge il pensiero altrui è impegnato in una "serena chiacchiera" - e si butta in una patetica captazione di benevolenza da parte dei lettori. Tu mi domanderai perché io abbia reagito - con tutto quello che si scrive e si legge nei fora del chitarrume riguardo al mio lavoro: non lo so, vado a campione, ne ignoro 99 e uno lo metto in piazza. Non che mi aspetti di cambiare la situazione, forse sono solo ciclotimico... dralig -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Se io citassi a memoria e a sproposito quello che un autore ha scritto, sarei ben lungi dal potermi sentire sereno. Mi sentirei alquanto stupido, e mi preoccuperei del danno che sto arrecando all'autore in questione, sfigurandone il pensiero e attribuendogli posizioni che non ha mai assunto. Sia detto rispettosamente: questi sono sffari Suoi. L'autocommiserazione è un animale che spesso ha per testa una grande sensibilità nei riguardi di se stessi, e per coda il più assoluto disprezzo degli altri. Non interessa a nessuno, qui, sapere quali siano le Sue faccende private: qui stiamo parlando di musica e di scritti sulla musica, non di questioni personali. La sensibilità che Lei dimostra nei riguardi della Sua condizione avrebbe dovuto guidarLa - una volta giunto a casa - a verificare se quello che aveva dichiarato pubbiicamente, chiamandomi in causa con nome o cognome (mente Lei sta acquattato dietro i Suoi nicknames), era corretto o no: e, constatato che non lo era, avrebbe dovuto subito emendarsi pubblicamente, là dove pubblicamente aveva detto cose non vere. A dire il vero, per fare tutto ciò, non occorre essere sensibili - come Lei è quando racconta delle Sue vicende personali -, basta essere corretti. Non continui la Sua opera di falsificazione di quello che io ho detto. Il Male se lo sta inventando Lei - io non mi sono mai arrogato il ruolo di giudice delle persone in senso morale, parlo e scrivo da musicista, e come tale rispetto i miei colleghi e da loro esigo di essere rispettato. E non piagnucoli affermando di essere stato "attaccato": citare il pensiero altrui in modo distorto, infischiandosene delle conseguenze, è assai peggio che attaccare il prossimo, e chiamare "attacco" l'autodifesa chiarificatrice di chi è stufo di sentirsi tirare in ballo in tutte le "serene chiacchiere" del chitarrume nazionale è un tentativo - non precisamente limpido - di autoassolversi. Si tenga per sé le Sue lamentele, o le racconti ai Suoi amici chitarristi: e, d'ora in poi, se non Le dispiace, mi lasci stare. dralig -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Le persone normali parlano dei libri dopo averli letti, gli esponenti del chitarrume ne sparlano senza averli letti e senza sentire alcun bisogno di leggerli. dralig -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non mi è possibile, al momento, scrivere più diffusamente di quanto ho fatto nel mio libro della musica scritta da Paganini per e con chitarra. Per dare un buon avvio ai Suoi studi paganiniani, Le consiglio di procurarsi il fascicolo intitolato "Niccolò Paganini - L'opera per chitarra", pubblicato da Guitart (anno undicesimo, n. 16). Troverà uno scritto biografico di Piero Viti che Le sarà utile per introdursi nel mondo del maestro genovese. Inoltre, il fascicolo in questione contiene anche una registrazione di brani paganiniani interpretati da Pavel Steidl, con il supporto di un commento di Paolo Paolini. Dopo che avrà assimilato il contenuto di questa pubblicazione, Le converrà passare alla lettura della biografia paganiniana scritta da Edward Neill - uno dei maggiori studiosi nel campo -, che non tratta specificamente della musica per chitarra ma, in generale, della figura e dell'arte di Paganini. dralig -
Chitarrume
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Si ritiene da parte di qualche anima più generosa della mia che il neologismo "chitarrume" - che ho forgiato per definire una categoria di sparlatori ignoranti avvinghiati alla zattera-chitarra - sia eccessivamente dispregiativo. Io credo invece di essere fin troppo tollerante. Una volta al mese lancio nel motore di ricerca google una query per leggere le varie notizie che riguardano me e il mio lavoro: lo devo fare per ovvie ragioni professionali. Ne leggo di tutti i colori, il chitarrume è prodigo di informazioni e di giudizi, e li largisce a flusso, senza sosta. Fa comunque parte del protocollo tirarmi in ballo anche quando non c'entro assolutamente nulla o farmi dire esattamente il contrario di quello che ho detto. Un piccolo saggio tratto dal forum delcamp, così come lo riporta google groups. Scrive tale "nome utente": "Nota che tra l'altro, se non ricordo male, lo stesso Gilardino nella sua recente pubblicazione ha ritenuto opportuno soffermarsi unicamente sulla Grande Sonata." Ricorda malissimo e, prima di scrivere, farebbe bene a verificare, ma il chitarrume parla, e poi si vedrà. Subito a ruota, tale Cherubino sentenzia: "Il parere di Gilardino non lo trovo affatto giusto: le sonate M.S. 37 sono da tenere in grande considerazione: ovvio, non è tutto oro colato, ma ci sono idee musicali, anche semplici, molto gradevoli. " Ora - escludendo ragionevolmente che la maggioranza dei lettori del forum delcamp abbia mai letto un libro di storia della chitarra, e certo non quello al quale i due serafini si riferiscono - risulterà chiaro, e rimbalzerà nei sempiterni pettegolezzi, che io ho "parlato male di Paganini". Ecco quello che ho scritto al riguardo nel mio libro: "Oltre a questo, che rimane come il suo capolavoro, Paganini ha composto molti altri pezzi per chitarra: 37 Sonate, 43 Ghiribizzi e una ventina di pezzi sparsi. Le Sonate – a due tempi, di breve durata – sono forgiate in uno stile melodico semplice, che si può definire post-galante: motivi tracciati con mano sicura, sempre pieni di espressione, con commenti armonici essenziali, con uso frequente del basso albertino. I Ghiribizzi sono invece bozzetti scritti per una bimba di Napoli, ai quali Paganini non volle dare importanza: non mancano però di rivelare, con qualche guizzo melodico, il genio del loro autore." E' chiaro, adesso, il concetto di "chitarrume"? dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ho chiesto e ricevuto lumi. Il maestro Ugo Orlandi - sicuramente il maggior studioso del repertorio per strumenti a plettro - mi comunica che esistono - allo stato attuale delle conoscenze - sette composizioni di Umberto De Msrtino: due per chitarra sola (quelle di cui ho già dato notizia) e altre cinque: tre per quartetto a plettro e due per mandolino e chitarra. La composizione "C'era la luna" figura nell'elenco inviatomi da Ugo Orlandi come un brano per quartetto a plettro e non per orchestra. dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
No, niente luna. dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ragazzi del forum, come faccio a spedirvi il file se tutto quello che posso sapere di voi è il vostro nickname? Dovreste inviarmi - sempre qui sul forum - un messaggio privato notificandomi un indiirzzo email al quale io possa indirizzare la mia risposta... dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ti giuro che se io fossi nato a Napoli, a quest'ora non ci sarebbe più, all'ombra del Vesuvio, una sola pagina di musica per chitarra, in nessuna biblioteca o archivio o fondo di magazzino, senza le mie impronte digitali. dralig Quando studiavo Didattica della musica al Conservatorio di Napoli, il docente di storia mi mandò a cercare nella biblioteca un brano per chitarra (di un autore che purtroppo non ricordo il nome,e me ne scuso)appunto di Napoli, ma del secolo scorso. Beh ,io ci provai, ma dopo 4 tentativi in giorni diversi di trovarla aperta,nel5 giorno mi anticipai 2 ore prima dell'apertura e aspettai il responsabile. Neanche mi voleva far entrare dopo che lo pregai per mezz'ora,per fortuna passò il direttore del Conservatorio e dopo tutte le mie spiegazioni e le mie insistenze, mi firmò un permesso speciale per entrare in biblioteca. Quando entrai mi fu difficile cercare il brano perchè avevo costantemente il fiato sul collo del bibliotecario,non mi lasciò un secondo da solo e ogni qualvolta toccavo,anzi sfioravo un libro,mi dava delle occhiate che neanche Mefistofele ha mai dato. Quando tiravo un libro dagli scaffali, non perdeva tempo a dirmi stia attento, giri la pagina con moderazione,e tante altre cose ossessionanti. C'è l'ho ancora oggi nelle orecchie. Però una cosa non è riuscito a farla ,non mi ha cancellato il ricordo che ho di quello posto che per me era il "Paradiso" del libro. Si respirava musica anche se non si sentiva nulla era magico e fantastico allo stesso tempo. Si Angelo tu mi tenti,ma io ho paura di fare queste cose ………. Io invece avrei paura di non farle, queste cose. dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ti giuro che se io fossi nato a Napoli, a quest'ora non ci sarebbe più, all'ombra del Vesuvio, una sola pagina di musica per chitarra, in nessuna biblioteca o archivio o fondo di magazzino, senza le mie impronte digitali. dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Umberto. dralig -
ricerca De Martino: un autore napoletano ignoto e notevole
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Altre discussioni sul repertorio
Rovistando nella ricca biblioteca di musiche per chitarra generosamente messa on line da Vincenzo Pocci trovo due pagine che mi obbligano a fermarmi. Il titolo del brano (Verso ignoti lidi) è kitsch, ma la musica no, per niente. Apprendo che il pezzo, pubblicato nel 1912 da "Il Plettro", era stato premiato in un concorso internazionale di composizione svoltosi nello stesso anno. Il titolo era in realtà - mi spiegherà Pocci - il motto adoperato dal compositore: gli ignoti lidi erano i giudizi della commissione, che doveva essere onesta e competente, e che lo premiò. I dizionari di Prat e di Terzi, pubblicati rispettivamente nel 1934 e nel 1937, citano De Martino, ma non dicono quasi nulla di lui. Era chitarrista e compositore napoletano, e diede alle stampe solo due pezzi: la Barcarola premiara e un'altra composizione, una Serenata. Le ho lette, e devo dire che è raro trovare, nel dozziname della musica italiana per chitarra dell'epoca, pezzi di questa caratura. Chiunque fosse, il De Martino aveva ottime nozioni di armonia e sapeva scrivere correttamente - dal punto di vista compositivo - un brano per chitarra. Inoltre, la sua scrittura non è affatto banale - si può paragonare direttamente ai brani coevi della "Suite populaire brésilienne" di Villa-Lobos. Suonava e componeva per una chitarra eptacorde con la settima corda in re tesa sulla tastiera, e dalle sue diteggiature, oggi impaticabiili, si nota che faceva ampio uso del pollice della mano sinistra sulla settima corda. Pubblicherò la Barcarola su "Seicorde", e farò avere ai chitarristi che me li chiederanno i file pdf dei due pezzi pronti per il leggio (regalo, non vendita). La De Rogatis non era senza antecedenti. Questi napoletani. dralig -
Catalogo chitarre Mario Pabè
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Il progresso delle mie ricerche sul liutaio Mario Pabè di Turate (1910-1969) mi induce a progettare una catalogazione dei suoi strumenti. E' mia intenzione raccogliere i dati e le fotografie delle sue chitarre e pubblicarli in un opuscolo commemorativo, insieme a una - inevitabilmente sommaria, temo - biografia dell'artefice. A questo scopo, invito i signori possessori di una o più chitarre Pabè a inviarmi un messaggio di contatto all'indirizzo di posta elettronica calatrava80@gmail.com Sarà mia cura rispondere, allegando un modulo contenente le richieste dei dati necessari alla catalogazione (in linea di principio, seguirò lo schema adottato da José Romanillos per il suo catalogo delle chitarre di Antonio de Torres). Va da sé che la privacy dei possessori delle chitarre verrà rispettata - sia nel corso dei contatti che nella catalogazione - nel modo più rigoroso. Ringrazio in anticipo e saluto. Angelo Gilardino -
Mario Pabé - un grande liutaio sconosciuto
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Liuteria
A fine mese, stipendio e riviste. E' una combinazione architettata tra il ministero delle finanze e quello delle poste, per tirar su il morale ai professori. dralig -
Mario Pabé - un grande liutaio sconosciuto
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Liuteria
L'articolo in memoria di Mario Pabè, scritto ieri, verrà pubblicato dalla rivista musicale "Suonare" nel numero di aprile. dralig -
Biografia di Andrés Segovia
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
L'editore che affrontasse un'impresa del genere si muoverebbe di sicuro in una direzione: quella del tribunale, per depositarvi i libri contabili con l'istanza di fallimento. dralig per carità case editrici italiane,non fatelo. Stai tranquillo, non c'è pericolo. dralig -
Mario Pabé - un grande liutaio sconosciuto
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Liuteria
Sono ora in grado di aggiungere notizie riguardanti la figura dello straordinario liutaio italiano Mario Pabè, al quale mi sono riferito in un mio precedente messaggio. Un paio d'anni fa, l'amico Luigi Biscaldi acquistò una chitarra di un liutaio a lui ignoto. Gli era stata offerta da un privato che si era rivolto a lui, nel conservatorio dove ha cattedra (Alessandria). Provai lo strumento, e ne fui molto colpito: la sua sonorità era piena, trasparente e ricca di colori e di nuances, sensibilissima alle varianti d'attacco. L'etichetta indicava che la chitarra era stata costruita nel 1965 da tale Mario Pabè di Turate (provincia di Como). La fattura era sobria e sapiente. Con tutta la mia devozione per i Gallinotti e i de Bonis - i grandi maestri della liuteria italiana del Novecento storico - dovetti ammettere che non avevo mai provato un loro strumento che potesse uguagliare quello che avevo appena collaudato. Non potei al momento proseguire la ricerca, ma in questo inizio d'anno ho deciso che volevo saperne di più. Una chitarra di quella categoria non poteva essere stata costruita da un giovane: era evidentemente il frutto di una lunga esperienza. Ma come poteva il nome di colui che tale sapere aveva accumulato risultare del tutto ignoto anche a chitarristi anziani come me e persino ad Antonio Barbieri - lucidissimo ultranovantenne, memoria storica del mondo chitarristico milanese e brianzolo - per non parlare di personaggi come Mario Dell'Ara, i liutai Gioachino Giussani (cresciuto all'ombra di Raspagni) e Lorenzo Frignani - tutti cadenti dalle nuvole al nome di Pabè? Mi è venuta in mente la sola ipotesi ragionevole: quest'uomo aveva costruito per decenni senza firmare, e la sola condizione in cui aveva potuto fare ciò era quella di dipendente di una fabbrica di chitarre. A Milano, nella prima metà del Novecento, la maggior casa musicale che aveva un laboratorio con dipendenti era quella di Antonio Monzino. L'ipotesi si è rivelata fondata. Ieri infatti ho potuto far visita alla figlia del liutaio. Mario Pabè nacque nel 1910 e morì nel 1969 (il giorno di Pasqua). Fece l'apprendistato in quel di Alessandria - la figlia non mi ha saputo dire con chi, ma mi sembra ovvio immaginare che sia andato a prendere lumi da Gallinotti. Poi, il lavoro da Monzino: chissà quante centinaia di chitarre avrà costruito Pabè in via Larga (ho avviato una ricerca presso la Fondazione Monzino per appurare qualcosa in più). Nel 1963, le sue condizioni di salute sono già compromesse: affetto da cardiopatia, viene collocato a riposo come invalido. A questo punto inizia la sua produzione in proprio, etichettata e firmata con il suo nome, nel laboratorio di Turate (Como). Lavorò solo cinque anni - per giunta non particolarmente fecondi, a causa della malattia. Non credo che la sua produzione sia andata oltre i trenta pezzi - forse meno: questo spiega la sua assenza dal panorama della liuteria italiana. Ieri ho avuto modo di esaminare l'unico strumento rimasto in possesso della figlia, che me lo ha ceduto. Essendo ora di mia proprietà, non è corretto che io mi sporga in elogi: dico soltanto che - se pur inattivo come chitarrista dal 1981 - una sommaria ripulitura e il cambio delle corde (datate 1965, come la chitarra) mi hanno dato una sensazione che avevo dimenticato - la stessa che provai quando Pietro Gallinotti mi consegnò nel 1968 la chitarra che aveva costruito per me. Ora dovrò affidare questo strumento alle cure di un liutaio colto, per effettuare alcuni piccoli restauri. Scriverò un articolo su "Suonare" per rendere omaggio alla figura di questo maestro della liuteria italiana. dralig -
Biografia di Andrés Segovia
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Altre discussioni sulle pubblicazioni
L'editore che affrontasse un'impresa del genere si muoverebbe di sicuro in una direzione: quella del tribunale, per depositarvi i libri contabili con l'istanza di fallimento. dralig -
L'ultimo anno per i privatisti
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Leggi e musica
In che cosa consiste l' "utilità" della tua segnalazione? A indurre i tuoi colleghi a ritirarsi da commissioni insediate per sessioni d'esame "forse" illegali - ma approvate dalla dirigenza che della legalità è custode - o a partecipare alle medesime - per non contrariare il dirigente subdolo, il direttore ossequioso al dirigente - ma con la riserva mentale che si stanno rendendo complici di un illecito? Tu che cosa farai? E perché? dralig
