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Cristiano Porqueddu

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  1. Ecco, ne discutevo proprio con Gilardino ieri pomeriggio. Nel Concerto di Novgorod non c'è nulla di nuovo, a parer mio. Questo non vuol dire che l'opera possa considerarsi ripetitiva. C'è sempre Gilardino dentro al concerto, lo si sente bene. Ma non è certo un altro Gilardino. Innanzi tutto grazie per la risposta. E' bello poter discutere di questi argomenti. Non mi trovi d'accordo Vladimir. E per due motivi. Il primo è quello che ho messo in evidenza nel mio post. L'elemento sonoro (inteso ovviamente come escursione e non come quantità) del concerto (chitarra e chitarra+orchestra) è nuovo rispetto ai precedenti lavori non solo grazie allo studio sulla eptacorde ed il suo accostamento ad un'orchestra ma per i diversi livelli timbrici che compongono l'intera opera. Ad un ascoltatore attento come te non saranno certo sfuggiti i richiami caleidoscopici di interi temi o di cellule di questi (il terzo tempo è indicativo, in questo senso) che sono certo trattati come nel "Star of the Morning" o nel "Liederkonzert" (per citare due lavori con organici simili). Certo, è ovvio che vi sia la ricerca e lo studio e che grazie a questi fattori il compositore plasmi differentemente un'idea musicale (sia essa un tema o il modo di svilupparlo) nel corso degli anni in maniera quasi inconscia, ma è anche vero che proprio grazie a questo percorso, il concerto di Novgorod, crea quello che gli informatici chiamano una "rottura di codice" (un cambio nella lettura di un file che causa azioni differenti da quelle previste). Dico questo in vantaggio su di te, lo riconosco, per il semplice fatto che sto lavorando da un mese circa al Concerto per Chitarra e Orchestra successivo e la ricerca di quella sonorità - discostamenti tematici, anticlimax e allegorie musicali - ha fatto maturare dei frutti nuovi. Saporiti. Il secondo si basa sull'ascolto personale e sulle sensazioni, che hanno quindi ben poco peso in una discussione come questa. Noto, nel Concerto, una caratterizzazione basata sulla quiete e sulla contemplazione priva di turbamento, quasi arrendevole. L'interprete e prima di lui il compositore si sollevano (finalmente?) dalla pasta terrena oscura e non lottano più per darle forma ma per osservare e apprendere, con dolore, che ciò che rimane nelle loro mani è un'illusione. Funesto spirito Che accendi e turbi amore Affine io torni senza requie all'alto Con impazienza le apparenze muti, E già, prima ch'io giunga a qualche meta, Non ancora deluso M'avvicini ad altro sogno. Uguale a un mare che irrequieto e blando Da lunge porga e celi Un'ísola fatale, Con varietà d'inganni Accompagni chi non spera, a morte. Giuseppe Ungaretti (1888 – 1970) Al di là di tutto questo, non intravedi nessuna nuova strada neanche nel secondo movimento?
  2. http://www.youtube.com/watch?v=V7anPrITxLs E per la par condicio: http://www.youtube.com/watch?v=N6kfxCChzHM
  3. Non si può lanciare un mattone e nascondere la mano!
  4. Il sito http://www.krazydad.com/colrpickr/ ha dell'incredibile. Cerca le foto sul celebre sito Flickr (uno degli archivi fotografici Creative Commons basati sul Web 2.0) in base al... colore. Permette infatti di cercare le immagini in base alla tonalità predominante, scegliendo da una ruota di colori simile a quella dei programmi di editing grafico.
  5. Ecco perchè, Ermanno, è un mondo che per quanto mi riguarda ha una distanza dall'Arte pari a quella che può avere una software house.
  6. Come no. E le strategie di marketing, la penetrazione del prodotto nel mercato, il pricing, le tattiche di vendita, le politiche e lo studio pubblicitario e promozionale nonchè l'intero motore distributivo si sono adeguate al fatto che a lui andava di farlo. E basta. Dietro un prodotto di quel tipo 'l'andare di farlo' è ridotto ai minimi termini. L'entourage manageriale che ha curato tutto (e la casa discografica che ha vagliato le singole tracce). Quello stabilisce cosa va fatto.
  7. E io adesso faccio bannare Giulio a vita. Scusa, Neuland, è una frase provocatoria o dici sul serio? Perchè se dici sul serio mi arrendo.
  8. Quando parli di 'gente' a cosa ti riferisci?
  9. Premesso che la discussione non è una sentenza, il tentativo di sostituire il gusto personale ('a me piace') ad un concetto legato a motivazioni che vanno ben oltre il 'piacere personale' (o ancor peggio al 'successo' di un prodotto) mi sembra orientato alla ricerca della giustificazione per cui si dovrebbe preferire un CD di Sting perchè 'più popolare'. A parte l'evidente OT - il thread ha come oggetto l'importanza della musica rispetto al tentativo di piegarla ai 'gusti personali' spiegati proprio da un 'a me piace' - mi sembra ovvio che il messaggio del CD che cita è senza dubbio più profondo del messaggio che può avere un CD come (che so) i concerti per pianoforte e orchestra di Scott diretti da Bernard Herrmann visto che il 'successo' del primo è così palese. Tutte queste belle cose sono state dette, ridette e stradette (a parte il fatto che non ho ben capito che cosa sia la 'Musica d'arte') ma portano solo in luoghi comuni zeppi di frasi fatte. Nessun sacrilegio. Era quello che Sting voleva fare. Buon per lui e soprattutto per la casa discografica, ma non colgo il nesso tra repertorio della chitarra e il CD di Sting.
  10. Questo dimostra pubblicamente che passi troppo tempo davanti al monitor del PC. Ma come diavolo hai fatto? Sei un pazzo.
  11. Già, ma non credi che nel caso della chitarra, il repertorio sia stato "piegato" alle esigenze dello strumento? Semmai alle esigenze dei suoi strumentisti e del pubblico che si è creato conseguentemente. L'innegabile valore che la 'trascrizione' ha avuto nel momento della diffusione dello strumento è ora un elemento di cui parliamo - fortunatamente - con qualche dubbio in più. Quella fase è terminata da un pezzo: nuove scuole di pensiero, validi musicisti e compositori hanno fatto capire che non occorre più prendere i preludi di Chopin e (orrore!) trascriverli per le sei corde per fare in modo che il pubblico si entusiasmi(perchè lo scopo è per molti soltanto quello). Sul 'ciarpame' sudamericano vario non mi esprimo. Se per chitarrismo intende i musicisti chitarristi la risposta è semplice: quelli preparati si, quelli non preparati no. Come? Puoi dare tantissime risposte. Iniziando a leggere e ascoltare musica valida, studiando altre forme d'arte, lasciar perdere gli effetti speciali ed evitare la prostituzione musicale (azione del musicista che pur di essere apprezzato dal direttore artistico scemo, si esibisce con musicaccia da balera di quart'ordine). Evitando, insomma, di dare ascolto a tutto ciò che non può renderci migliori.
  12. E' proprio un paradosso, Alfredo, visto che nella storia della musica e nel mondo musicale che ci circonda lo strumento è il suo repertorio.
  13. Uso una frase di Angelo Gilardino di questo thread: http://www.cristianoporqueddu.it/forumchitarraclassica/viewtopic.php?t=2976 per iniziarne un'altro. Senza contare la noia mortale che ne deriva sia in fase esecutiva che di ascolto. Colgo la palla al balzo (è un argomento che mi interessa molto) per aggiungere a quello che è stato detto che uno degli elementi che dovrebbero caratterizzare l'attività di un concertista (se non la personalità) è l'essere curiosi dell'universo artistico che lo circonda e lo sovrasta.
  14. In Argentina è stata costituita la Asociación María Luisa Anido (1907 Morón, Buenos Aires - 1996 Tarragona, Spagna) in onore della "Gran Dame de la guitare", alunna di Miguel Llobet. L' Associazione - il cui sito internet è http://www.asociacionanido.com.ar - è presieduta dalla ricercatrice Cristina Cid, autrice anche di un testo ancora inedito sulla chitarrista.
  15. Sarebbe anche ora che i chitarristi smettesero di qualificare il loro repertorio del '900 in base al dedicatario.... Io non ho mai sentito parlare di repertorio rubinsteniano, E' come se l'estetica dell'interprete destinatario fosse più importante dell'estetica dell'autore dell'opera. Forse sarebbe ora di ricollocare gli interpreti al loro posto: ciòè non al posto dell'opera o dell'autore. Sono d'accordo con te, Frédéric, ma è innegabile l'impronta della personalità artistica (e non solo!) di Segovia nel repertorio che lui stesso ha preferito ed interpretato.
  16. [p] dalla 1a alla 6a [a] dalla 6a alla 1a dalla 6a alla 1a [p] dalla 1a alla 6a [a] dalla 6a alla 1a
  17. E' alla fine di questo video: **DO# sulla 5a con il 2 **SOL# sulla 1a con il 3 DO# sulla 3a con il 4 SI sulla 2a a vuoto FA# sulla 4a con il 4 LA sulla 3a con l'1 SI sulla 2a a vuoto **DO# sulla 3a con il 4 **RE sulla 2a con l'1 e accordo finale. Le note con * non devono essere sollevate e attento a non toccare involontariamente le corde che non devi pizzicare.
  18. Macchè. Sono tutte scelte troppo personalizzate e non è nulla di speciale: potrebbero arrivarci tutti con un po' di attenzione alla musica.
  19. Premi a fondo la nota di origine con la mano sinistra e trascina molto velocemente fino alla fine del tasto successivo. Sconsiglio sempre questa pratica ma in questo caso, come vedi, sposta il baricentro della mano e aiuta nel cambio di posizione causato dal 4 sulla 4a corda. Spesso ho modificato, si.
  20. Divertiti. http://www.youtube.com/watch?v=opN9dqMFLys
  21. Vuoi scegliere anche la chitarra o va bene la mia?
  22. Hai capito... Va bene, ma in serata. Lo pubblico su youtube e lo invio in risposta a questo messaggio. Sei sicuro di poter 'vedere' la diteggiatura?
  23. Un video del brano? Li ho tutti da concerto e sono troppo distanti per la diteggiatura.
  24. Una cosa per volta. Tieni sempre fermo il 3 sulla 6a corda. 1) la legatura sulla 3a (DO# RE) effettuala con 1-1 con con 1-2, la prima volta. la seconda volta 1-2 per il cambio di posizione. 2) La seconda posizione, sempre il 3 sulla 6a, DO# sulla 4a corda e Si a vuoto.
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