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Angelo Gilardino

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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino

  1. Si, è fondamentalmente lo stesso volume, con sostanziosi arricchimenti specialmente nella parte dedicata alla liuteria e nell'iconografia. dralig
  2. Validissimo musicista croato (fu a lungo la viola del Quartetto di Zagabria). Ha scritto un concerto per chitarra orchestrato con somma raffinatezza. dralig
  3. Dal momento che il brano è pubblicato, non è più possibile controllare le esecuzioni e prevedere quale sarà la prima. dralig
  4. I concerti per chitarra e orchestra scritti nel Novecento e fino a oggi sono più di 500. Nel mondo, si tengono grosso modo 400 concerti di chitarra e orchestra l'anno. La ripartizione - sempre grosso modo - è la seguente: 300 volte, Aranjuez; dieci volte ciascuno i concerti di: Giuliani (solo il primo), Rodrigo (Fantasia), Castelnuovo-Tedesco (solo il primo), Ponce, Villa-Lobos; il rimanente ( cinquanta concerti ) divisi tra pochi altri nomi, eseguiti al massimo due o tre volte, e le prime esecuzioni. I Concerti mai o quasi mai eseguiti sono non decine, ma centinaia, e non sono soltanto quelli di illustri (e magari degnissimi) sconosciuti, ma anche quelli di autori famosi, come Ennio Morricone. dralig Maestro quali sono a suo dire quelli che, nella moltitudine, andrebbero valorizzati?! sono molto curioso Io mi sento di mettere quello di Tansman e anche il concerto di Castilla di Moreno Torroba Tansman ha scritto due concerti e mezzo: il Concertino inciso da Frédéric Zigante e la Musique de Cour ispirata alle composizioni di Robert de Visée, più un terzo Concerto, Hommage à de Falla, del quale ha scritto però soltanto la versione per chitarra e pianoforte: in sostanza, è da orchestrare, e io ho promesso di fare quest'orchestrazione. Promissio boni viri obligatio est... Moreno-Torroba ha scritto un numero imprecisato di concerti, almeno tre. Orchestrava benissimo, con molto colore. Tra le partiture che ho letto, la migliore mi sembra "Homenaje a la Seguidilla": ha una lunga introduzione orchestrale dai tono stravinskiani davvero sorprendente. L'elenco dei Concerti sepolti è sterminato, e non lo incomincio perché non so quando potrei terminarlo. dralig
  5. Certo che ho letto il Concerto di Denisov. E' eccellente, così come la sua Sonata per chitarra sola e quella per flauto e chitarra. dralig
  6. I concerti per chitarra e orchestra scritti nel Novecento e fino a oggi sono più di 500. Nel mondo, si tengono grosso modo 400 concerti di chitarra e orchestra l'anno. La ripartizione - sempre grosso modo - è la seguente: 300 volte, Aranjuez; dieci volte ciascuno i concerti di: Giuliani (solo il primo), Rodrigo (Fantasia), Castelnuovo-Tedesco (solo il primo), Ponce, Villa-Lobos; il rimanente ( cinquanta concerti ) divisi tra pochi altri nomi, eseguiti al massimo due o tre volte, e le prime esecuzioni. I Concerti mai o quasi mai eseguiti sono non decine, ma centinaia, e non sono soltanto quelli di illustri (e magari degnissimi) sconosciuti, ma anche quelli di autori famosi, come Ennio Morricone. dralig
  7. Il titolo dell'opera è Rondo. La mano di un maestro si riconosce dopo pochissime battute: Hindemith era un compositore di immensa bravura, uno di quegli "artigiani" capaci di imbastire un discorso musicale compiuto a partire da qualunque materiale, anche il più grezzo e inerte. E' un peccato che, nei riguardi della chitarra, si sia fermato lì - se i chitarristi lo avessero stimolato, oggi potremmo avere Ludus Tonalis anche per chitarra... dralig
  8. Chi li esegue non li deve ascoltare nella condizione di un amateur che ha comprato un CD - e che quindi avrebbe motivo di annoiarsi - ma fissando l'ascolto su aspetti molto più specifici, per esempio l'uguaglianza (tendenziale) dei suoni, la precisione del ritmo, etc. Se si accetta il principio che costituiscano errore i picchi e i mancamenti di intensità e le imprecisioni nella scansione dei ritmi, e che la bravuta dell'esecutore aumenti con la correzione di tali errori, allora si apre un altro campo di studio. Poi, è chiaro, non si programmano i 120 arpeggi per un recital... dralig
  9. "Alla faccia del bicarbonato di Sodio!" Caro Francesco, Alfredo è di nuovo in Piemonte, e prima di pranzo si fa un bicchierino che gli alza la pressione. Poi, con gli agnolotti assorbe la botta, e torna a ragionare. dralig
  10. Sono d'accordo, ma sarebbe davvero bello, se il Maestro Gilardino rielaborasse almeno alcune delle sue composizioni per orchestra, e non per chitarra. Sarebbe veramente eccitante, per esempio, ascoltare studi come l'"Omaggio a Sergej Prokof'ev", o l'"Omaggio a Béla Bartòk", eseguiti dall'orchestra (senza chitarra ovviamente). Non funzionerebbero. I materiali di base e i trattamenti dei medesimi sono motivati nelle peculiarità della "lingua" chitarristica. Dovendo scrivere per orchestra, il compositore si darebbe materiali diversi e, soprattutto, li svilupperebbe diversamente, molto diversamente. dralig
  11. Il programma di esame non richiede un numero definito di Preludi, ne può bastare anche uno. Ponce scrisse originariamente 24 Preludi. Segovia ne scelse e ne pubblicò 12, con modifiche sue. Successivamente, Miguel Alcazar pubblicò un'edizione contenente tutti e 24 i Preludi, ritornando al testo originale, senza le modifiche segoviane. Poiché il programma d'esame non richiede specificamente l'una o l'altra edizione, può scegliere il Preludio, o i Preludi, da eseguire affidandosi all'edizione Schott-Segovia o all'edizione Tecla-Alcazar: nessuna commissione potrà legittimamente sollevare obiezioni. dralig
  12. La libertà si esercita - come certamente tu sai - nell'operare le proprie scelte senza subire le pressioni del mondo. E' proprio per evitarle, cioè per rimanere libero nell'essere e nel manifestarmi, che io ho scelto di scrivere la musica che scrivo, nel modo in cui la scrivo. Non ho rinunciato a qualcosa che faceva parte delle mie aspirazioni, evitando di scrivere un'opera, una sinfonia o una colonna sonora, o delle canzoni: ho valutato le implicazioni che tali scelte avrebbero comportato nella mia vita artistica e professionale, e ho concluso che non ero disposto a negoziarmi nella situazioni che ne sarebbero seguite. Lo scrivere "soltanto" per e con chitarra mi permette invece di rimanere estraneo a tali situazioni e, d'altra parte, non mi impedisce in alcun modo di esprimermi: in altre parole, non patisco limitazioni, e mi sento libero. Questo intendevo dire a MD nel dialogo, spiegandogli come e perché non ritenevo attuabile la scelta che lui mi indicava. Ho pensato che, al di là di un caso personale, una scelta del genere potesse risultare degna di conoscenza da parte di coloro che le loro scelte devono ancora effettuare. dralig
  13. Vedremo. Grazie dell'attenzione. dralig
  14. Copia e incolla del testo di una conversazione tra Mark Delpriora, chitarrista-compositore di New York, docente alla Manhattan School of Music, e il sottoscritto, svoltasi nella newsgroup rec.music.classical.guitar Reputo il dialogo significativo perché riferisce una condizione che, al di là del caso personale di cui si tratta, riguarda parecchi musicisti. dralig > Angelo, you have outdone yourself. This piece is gorgeous, especially > the second movement, a very tender and affecting elegy. The beauty and > sadness is really remarkable. The Santorsola Quartet does a wonderful > job of it, too! > > Thanks for your generosity towards the guitar world...it's amazing > that you favor us with your efforts and haven't migrated to > exclusively piano,orchestral, chamber etc. music! > > Mark Just commonsense, Mark: the art of cooperating with the unavoidable. In the field of orchestral and piano music, after Penderecki, Berio, Carter, Ligeti, Boulez, etc., it has become extremely difficult to tell something new and fresh: everything you do, has already been made by someone else, and at a very high level. But none of these masters could do what I can do with a guitar - and some of them acknowledged such an evidence after looking at my guitar music. So, I prefer dealing with something which I can dominate like only a few fellows all over the world, whom I do not compete with. Besides, in the world of contemporary music I am accepted by the establishment because I write "only" for and with guitar. A poet who writes only in a local language is not suspicious at all, his targets are limited and peculiar...If I would take a step outside, my life would become much more complicated. Also in the academies where I taught I used to give lessons to chamber music groups (with no guitarist), but unofficially: the great men who were perpetually in tour were very glad to have their students working a Brahms trio or a Bartok quartet with me, provided this made no evidence in the printed programs, where only their names were officially mentioned. Life is strange: it often happens to me reading biographies of guitarists who "studied" with me - and whom I cannot recall neither a face nor a sound - and of other players whom I gave thorough lessons of interpretation, and who prefer to declare they have been students of a pianist, a violinist, a cellist they met for 30 minutes, but whose policy career suggests not to mention that a guitarist amended their misreadings, addressed their bowings, shaped their phrasing, the very same way you can listen in their recordings... ag
  15. Reputo la prima Sonata il capolavoro di Gilardino: la studierò, appena avrò il tempo di farlo. Concordo pienamente. Ho iniziato a studiare la sonata da alcuni mesi. Lo ritengo, nella sua estrema complessità - ovviamente non soltanto digitale - un'opera d incredibile capacità comunicativa ed evocativa. E', a mio avviso, la sonata tenebrista. "La bela Maria/Tuti la voelu/E gnun la pia" (antico detto piemontese). dralig
  16. Reputo la prima Sonata il capolavoro di Gilardino: la studierò, appena avrò il tempo di farlo. Che cosa devo leggere! Questo Vladimir, diciassettenne notoriamente dedito alle gozzoviglie e alla più sfrenata lussuria, stenta a trovare il tempo per studiare quelli che considera capolavori! Cuneo, vituperio de le genti! Sodoma e Gomorra al confronto erano due luoghi di pellegrinaggio! dralig
  17. Ricordo che ascoltai la Sonata n.1 in un concerto di Marco de Santi, mi pare ad Orbassano...fu il mio primo incontro "live" con la musica del Maestro, del quale ammiravo, oltre alla musica, la prosa fluida che ero solito leggere sul Fronimo. Fu anche la prima volta che lo vidi in carne ed ossa, ma non osai rivolgergli la parola. D'altronde cosa avrei potuto dirgli? Che ero uno studente di chitarra? Lo ricordo seduto su una panchetta, mentre sbuffava, immerso in altri pensieri. Tantò bastò per tenermi alla larga. Bastava portarmi un sontuoso gelato, e avrei subito smesso di pensare. dralig
  18. Esattamente. Fu composta a Palma nella primavera del 1986, in omaggio all'arte di uno dei grandi maestri della pittura dell'isola di Mallorca. Ramon Nadal mi onorò con la sua amicizia, e mi fece trascorrere ore indimenticabili nel suo studio. dralig
  19. Confermo la risposta di Vladimir. Auguri per il concorso. ag
  20. Mi scusi, Francesco, ma assegnarLe un compito - in vista di qualunque obiettivo (saggio o altro) - non è un atto didattico? Secondo me, è una delle azioni tipiche e caratterizzanti dell'insegnamento, e il fatto che, a chiamarLa a tale impegno, non sia stato uno dei suoi docenti ordinari, non cambia proprio nulla. Vada dal docente che Le ha assegnato il lavoro, gli domandi qual è lo scopo e gli chieda precise istruzioni su come svolgerlo: se si prende le sue responsabilità, e Le spiega quel che deve fare e come farlo, è un docente responsabile, altrimenti non lo è, e in tal caso non si tratterà di "dare buca", ma di rifiutarsi risolutamente di fronte a un impegno insensato. In ogni caso, non faccia una cosa che non vuol fare. Io, alle scuole medie, mi rifiutai di imparare a memoria "La leggenda di Teodorico" di Giosuè Carducci, e quando l'insegnante mi chiamò a recitarla, Le dissi che non l'avevo imparata perché era una poesia brutta, tronfia e stupida. Potrà sembrare strano, ma non mi rimproverò: mi impose di imparare a memoria, per la lezione seguente, un'altra poesia, ugualmente lunga, che non mi sembrasse stupida. Alla memoria di quell'insegnante, due anni or sono ho dedicato una delle mie composizioni. dralig
  21. Quando si abbandona l'aula dopo aver ricevuto una lezione, è indispensabile porsi le seguenti domande: 1) ho imparato qualcosa che, prima di entrare, un'ora fa, non sapevo? 2) So che cosa devo fare adesso? 3) So come farlo? Se la risposta a queste domande è affermativa, si è trattato di una lezione, altrimenti è stata una perdita di tempo. Non importa se, rispondendo affermativamente, si pensa anche che il docente è antipatico e se, rispondendo negativamente, si pensa che però il docente è simpatico e la lezione è stata divertente. Se non si può dire, alla fine di una lezione, tre volte "si", bisognerà trovare altre soluzioni. I compiti della cui utilità non si è convinti vanno rifiutati: "Professore, io non ho capito perché devo fare questo lavoro. Me lo spieghi e mi istruisca sul modo di svolgerlo, altrimenti io non lo farò". Chiaro e tondo, senza fronzoli. Se il professore spiega e convince, bene, se non spiega e si appella alla gerarchia, ha fallito, e il fallimento è solo suo. dralig
  22. Evitando la versione primaria, che armonicamente è la più statica, e scegliendo di adottare una delle altre, armonicamente più varie, si può rispondere, come amava fare MCT, intonando un'aria operistica. In questo caso: "Questa o quella per me pari sono". dralig
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