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Angelo Gilardino

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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino

  1. Consciamente, nel comporre la "Sonata di Lagonegro" non ho pensato all'Umbria. Santa Maria degli Angeli, oltre che ad Assisi, si trova anche a Lagonegro - è un ex-convento ora adibito a "oasi spirituale", in pratica un albergo che, per essere isolato nel mezzo di una boscaglia, non ha molti clienti, se non i chitarristi che frequentano il festival di Lagonegro durante l'estate. La grande austerità e la semplice bellezza del luogo mi hanno spinto a comporre una Lauda, che ho trattato polifonicamente, evitando però l'elaborazione madrigalistica. Comunque, i conventi si assomigliano tutti - una chiesa, un chiosto, le celle, il refettorio, etc., e quindi non mi sorprende, e mi sta benissimo, che il pezzo possa evocare anche il misticismo umbro. E poi, infine, che ne sa il compositore di quello che sta facendo? Se sa il fatto suo, controlla "come" lavora, non "che cosa" fa... dralig
  2. Avevano dei punti in comune - per esempio, il rendimento ondivago nei concerti, con serate in cui erano nel pieno controllo della situazione e altre in cui non lo erano per niente. Però Bream era molto più musicale: molto più intenso nell'espressione, infinitamente più ricco nella tavolozza timbrica e comunque capace, anche nel concerto più deragliante, di momenti straordinari (anzi, proprio nelle occasioni in cui andava spesso in confusione era poi capace di flash straordinari). Però, nel Concierto de Aranjuez le registrazioni di Yepes sono migliori di quelle di Bream. dralig
  3. Studiò con chitarristi locali, murciani e valenciani (a Valencia specialmente con Estanislao Marco). Fu allievo di Vicente Asencio a Valencia, non a Madrid, privatamente. Dalla Boulanger e da Gieseking ebbe lezioni, ma solo occasionalmente. Era un bravissimo esecutore, nella sua epoca certamente uno dei migliori, non era un grande interprete. Come persona era intelligente, umano e umile. Una bella figura. dralig
  4. Nella musica antica gli abbellimenti si suonano in battere, cioè togliendo il loro valore alla nota che li segue, mentre nella musica romantica si suonano in levare, cioè togliendo valore alla nota che li precede. Il Nocturnal è una composizione moderna in cui affluiscono stili diversi, e nella Passacaglia si trova un esempio di stile fugato neoclassico, severo, nella prima parte, seguito una cadenza di raccordo con il tema. Nella parte fugata è appropriato suonare gli abbellimenti in battere, mentre nella cadenza gli abbellimenti arpeggiati si suonano liberamente. dralig
  5. Firenze - Ci sono voluti molti mesi ai residenti di un grosso condominio di via Castelnuovo Tedesco, a Firenze, per ottenere l'allaccio del telefono. Un problema denunciato dall'Associazione degli utenti e dei consumatori ADUC e che ha riguardato un complesso di 400 appartamenti. ------- Questa notizia, pubblicata da Punto Informatico ieri, riferisce en passant che la città di Firenze si è ricordata del suo illustre figlio esiliato. Anche se (solo) intitolandogli una via periferica. dralig
  6. Si, certo, nei rasgueados il mignolo è utilissimo, e si usa sistematicamente. L'uso "attivo" della fase di estensione delle dita della md è di grande importanza per l'equilibrio e la piena funzionalità della mano, e una buona dose di rasgueados aggiunta alla tecnica ordinaria degli arpeggi e degli accordi ribattuti è un mezzo sicuro per mantenere la md in buona salute. Diversamente dai chitarristi classici, i maestri del flamenco mantengono fino alla tarda età una completa efficienza della mano, e ciò è dovuto principalmente al fatto che la loro tecnica ordinaria include un uso abbondante dei movimenti di estensione in fase "attiva". dralig
  7. L'uso "obbligato" del mignolo della m.d. è contemplato in alcuni passi dei "Ten Studies" di Jonathan Preiss (Edizioni Bèrben), insieme ad altre tecniche liminari- dralig
  8. Sta piuttosto male. Basta osservare lo stato delle ricerche nei confronti dei maggiori autori italiani dell'Ottocento. L'unico che ha beneficiato di uno studio biografico e della catalogazione completa delle opere è Mauro Giuliani, e ad occuparsene è stato un musicologo statunitense, Thomas F. Heck. Mentre Mario Torta ha catalogato le opere edite di Ferdinando Carulli, non esiste al momento uno studio musicologico sulla sua opera. Lo stesso dicasi di Matteo Carcassi e di Luigi Legnani. E' andata meglio a Regondi, del quale si sono occupati non soltanto studiosi stranieri come Wymberg e Ophee, ma anche l'italiano Boris Amisich. Questo per fermarci agli autori più importanti, ma i chitarristi italiani che hanno scritto musica nell'Ottocento sono pleiade immensa, e di molti non si ricorda nemmeno il nome... In Italia, la musicologia è tuttora sospettata, dagli strumentisti, di essere un rifugio per virtuosi mancati. Signori baroni" - domanda l'arcivescovo Thomas Beckett ai suoi futuri carnefici - "ma voi non pensate mai?". E quelli in coro rispondono "Pensare? Abbiamo altro da fare, noi". dralig
  9. Studio n.XIII di Napoleon Coste. ... Studio n.XXII di Coste! Secondo la numerazione delle edizioni Chanterelle, reprint delle originali Richault Edition (Paris, 1873 e 1880). Nell'edizione Bèrben, curata da Gilardino (1969), è spostato al n° XXV. Saluti Piero Viti La numerazione giusta è quella dell'edizione Richault, caro Piero. Il revisore dell'edizione italiana che tu nomini, allora venticinquenne, non aveva osato contraddire la numerazione dell'edizione corrente, quella di Schott (la ristampa in facsimile dell'edizione d'epoca era di là da venire). In seguito, l'interessato non avrebbe più nutrito quel genere di timori. Anzi... dralig
  10. Caro Fabio, è stato principalmente a causa dell'egualitarismo propugnato e difeso dalle organizzazioni di categoria dei docenti che è diventato problematico, per non dire impossibile, attuare nei conservatori una qualunque selezione che distingua l'eccellenza dalla mediocrità, il merito dall'inerzia. Chi poteva, ha fatto fagotto e se n'è andato. Tra coloro che sono rimasti, ci sono persone di grande valore, che si salvano dall'appiattimento non solo grazie alla qualità del loro lavoro di docenti, ma anche mantenendo ed espandendo la loro attività concertistica, compositiva, musicologica. Lei crede che siano pagati troppo? Secondo me, no. E di certo pagare meglio, olto meglio, quelli che, tra di loro, si distinguono per il loro valore e per il loro impegno, aiuterebbe il conservatorio a migliorare. dralig
  11. Ma certo, che imbecille sono! In reltà non vedo altro che docenti che seguono queste linee guida. Come mai mi sarà venuta questa assurda idea!? Ma davvero in nell'eventualità citata si commette un reato? Casco letteralmente dalle nuvole! E scommetto che ci sono tutti gli strumenti, soprattutto la volontà, per scoprire e punire una remotissima eventuale eccezione! Rimango in attesa della prossima santificazione. Non credo che il tentativo di estendere a un'intera categoria di docenti l'esecrazione per le malefatte di alcuni suoi membri possa contribuire a migliorare la situazione. Se Le fa piacere scrivere discorsi a effetto, proceda pure, ma così facendo non smuoverà un granello di sabbia e conseguirà, come unico risultato certo, quello di ingiuriare (se pur impersonalmente) ottimi musicisti che lavorano in conservatorio con passione e con serietà. Chi ha proposto una cosa del genere? Il problema della categoria, come questo thread dimostra ampiamente, è che non c'è la minima volontà di fare sana e costruttiva autocritica, sempre con le dovute eccezioni s'intende, nè tantomeno di mettersi minimamente in discussione sotto qualsiasi punto di vista. Non sono un giurista, ma mi basta il semplice buon senso per constatare che chi accusa pubblicamente una categoria di persone di comportarsi in modo illecito implica - anche se non lo propone - che contro i suoi membri si possa e si debba procedere come la legge prescrive. Non si chiede ai ladri di fare autocritica: li si denuncia e li si manda in galera. Quindi, se Lei ha elementi fondati per provare quello che afferma - e cioè che i docenti del conservatorio obbligano gli aspiranti all'ammissione a ricevere lezioni private a pagamento, e altre ciurmerie - li deve denunciare. Rivolgere loro delle accuse generiche in un forum non serve a nulla, ed è insensato affermare che, a causa del malcostume invalso nei conservatori, questi dovrebbero retribuire in misura inferiore all'attuale anche gli insegnanti con lavorano con competenza, passione e serietà. Un'istituzione che decurtasse le paghe dei suoi dipendenti a motivo del fatto che alcuni di loro lavorano poco e male e profittano illecitamente del loro ruolo - oltre a cadere nel ridicolo - si rivelerebbe anche peggiore dei malandrini che stipendia. Quindi, il ministero dovrebbe creare un sistema di controllo per verificare che i docenti del conservatorio svolgano diligentemente la mansioni per le quali sono stati assunti e vengono retribuiti. Se questo controllo non esiste o non funziona, è inevitabile che si verifichino abusi e negligenze. Tollerare tutto ciò è segno di debolezza e di cattiva organizzazione, ma il rimedio a questo male non è l'ulteriore impoverimento di una categoria di musicisti che, al momento attuale, ha ben poco da scialare. dralig
  12. Un docente non può impartire lezioni private a pagamento agli allievi iscritti alla sua classe in conservatorio. Se lo fa, commette un reato. Nel 2004 io mi ritirai dall'insegnamento in conservatorio a metà anno scolastico. Per non danneggiare gli allievi che dovevano. nello stesso anno, sostenere esami di compimento e di diploma, misi a loro disposizione le mie lezioni private gratuite, fino alla data in cui le avrei tenute in conservatorio, se non mi fossi dimesso: questo per evitare che gli allievi si sentissero abbandonati o obbligati a sostenere costi aggiuntivi, anche se, essendo cessato il mio servizio, non si sarebbe più configurata a mio carico alcuna ipotesi di reato qualora io avessi percepito, per le mie lezioni private, un compenso. Se un docente di conservatorio favorisce agli esami di ammissione suoi allievi privati, che lo hanno retribuito, commette un reato ed è un farabutto: comportamenti del genere esulano da una discussione sulla misura della retribuzione della categoria per il servizio che i suoi esponenti onestamente e correttamente svolgono. Nello stabilire i compensi per i proprii dipendenti, un datore di lavoro (in questo caso lo stato) non può e non deve tenere conto del fatto che una parte di essi si comporterà in modo illecito. Questo genere di azioni non si punisce con la decurtazione della busta paga, ma con l'azione giudiziaria, che è diretta non contro una categoria, ma contro il singolo individuo. dralig
  13. Nessuna modifica di sostanza - non si torna sulle proprie opere giovanili alla luce del senno di poi - ma solo una più accurata stesura della metrica (della quale, da giovane, non mi curavo troppo, preferendo l'eleganza alla precisione) e la correzione di alcuni errori di stampa (ho lavorato per 40 anni come editor, ma non avevo un editor per le mie composizioni, delle quali un giorno qualche musicologo si occuperà, ristampandole con maggior cura di quanta non ne abbia spesa l'autore). dralig
  14. Il problema, caro Piero, è nell'atteggiamento di alcune forze sindacali, che pretendono di traghettare tutto il personale docente nell'area universitaria senza un minimo di verifiche e di controlli. Il governo in scadenza ha nicchiato senza dire di no, e così faranno anche i prossimi governi. dralig
  15. Spattini veniva ogni estate in visita amichevole ai corsi di Trivero. Aveva - se ben ricordo - una casa di vacanze non lontano, e ogni mattina, per raggiungere la sede dove sbitavano i chitarristi, che era situata a 1100 metri, doveva procedere a tappe, fermandosi e sostando tre o quattro volte ad altezze progressive, a causa della sua cardiopatia. Aveva bisogno di adattarsi all'altezza procedendo per gradi, il salire di colpo gli avrebbe causato problemi. Un'estate non lo vedemmo arrivare e, ben sapendo quanto ci teneva, pensammo al peggio, e purtroppo eravamo nel giusto. Io lo seppi da sua moglie, una sera a Torino, alla sala del conservatorio, alla fine di un concerto, lei si presentò e mi disse che era mancato. dralig
  16. Si, ho conosciuto il maestro Bruno Spattini e lo ricordo con stima e affetto. dralig
  17. Grazie della segnalazione, Lucio, non sapevo di questo volume. E' un testo di analisi musicale o un testo storico? ag
  18. E' uno di quei compositori - come lo furono prima di lui Ponce e Santorsola - che, pur senza suonare la chitarra, le hanno dedicato la maggior parte della loro opera. Non esiste, ch'io sappia, uno studio monografico su di lui, e nemmeno in occasione del suo ottantesimo compleanno - pur essendosi svolta una celebrazione dell'autore al Royal College of Music di Londra - è stato pubblicato un volume. L'editore che ha raccolto e pubblicato il maggior numero di opere sue è Cadenza Music (http://www.cadenza-music.com/Scripts/default.asp). In generale, si può dire che è un ottimo musicista, con un profilo stilistico molto ben definito, legato alla tradizione, in continuità con i maggiori musicisti del suo paese. Il carattere della maggior parte dei suoi brani, tutt'altro che "piacevoli" e spesso rabbrividenti, lo colloca tra gli autori poco commerciabili e ancor meno candidati alla popolarità, ma questo è, nel presente, destino comune alla miglior parte del repertorio contemporaneo della chitarra. Nemmeno il sostegno di un chitarrista famoso come John Williams, che ha inciso in modo egregio i suoi due Concerti e alcuni suoi pezzi per chitarra sola, è bastato a renderlo "famoso" tra chitarristi. So però che il giovane e prode Mesirca si appresta a eseguire a Vienna, con un partner di adeguata caratura musicale, il "Duo Concertante" per chitarra e clavicembalo. Insomma, su Dodgson gravano le tenebre ma, in lontananza, si intravvede un lumicino. dralig
  19. Non ci fu un motivo particolare. Il compositore e io ci accordammo per pubblicarla senza diteggiatura, a lui piaceva la pagina di musica senza numeri e io fui pienamente d'accordo. dralig
  20. Non conosco la "Passione" diretta da Leonhardt, conosco invece bene la sua arte clavicembalistica, e naturalmente il suo Bach. E' un interprete alto e rigoroso, e la sua lettura è coerente in ogni momento. Ovviamente, con un clavicembalo non si può fare alcun "diminuendo", e questo è indubbiamente, per i chitarristi, una risorsa in più, da adoperare con parsimonia. Per quanto riguarda la Sua esecuzione, Le ho inviato alcuni giorni fa un buon modello: un'esecuzione al Lautenwerke, che può, in una prima fase orientativa, copiare, salvo poi modificarla in alcuni dettagli, per motivi puramente strumentali e anche per scelte soggettive, sempre valide, dopo che si è acquisita una consapevolezza. dralig
  21. La prassi esecutiva è un sussidio da incorporare all'operazione della lettura del testo, né più né meno del solfeggio: ignorarla significa suonare in modo naif, pensare che l'adottarla - anche scrupolosamente - risolva il problema interpretativo nella sua totalità è altrettanto ingenuo. Si tratta quindi, per ciascun interprete, a partire dalla propria lettura del testo (che comporta anche una precisa cognizione delle prassi esecutive, altrimenti non è una lettura completa), di mettere a punto un'interpretazione che sia, al tempo stesso, rispettosa e creativa. Come? La risposta può essere soltanto individuale. Ascoltare gli interpreti che ci hanno preceduto è importante, ma non deve diventare un vincolo. Personalmente, preferisco ascoltare Bach da un interprete del profilo di Leonhardt piuttosto che da un interprete come Karajan - che ascolto più convintamente quando dirige il repertorio romantico -, ma questa è una preferenza individuale, e sicuramente il Bach di Karajan è accurato, trasparente e levigato come qualunque altro autore diretto dal maestro tedesco. Se Le piace, non si freni nell'apprezzarlo: era - indipendentemente dall'aura divistica che ne ha circonfuso l'immagine - un ottimo musicista e un direttore sicuro e autorevole. dralig
  22. "Appunti" è un titolo generico, burocratico-studentesco, si riferisce a qualcosa scritto rapidamente e provvisoriamente. E non ha niente di musicale. Altro albero. dralig
  23. Carissimo Magister, a parte il lavoro di Castelnuovo Tedesco, gli appunti, ahimè non completati nell'idea del progetto iniziale, io credo che uno dei problemi che ci affliggono (a noi insegnanti) e "usare" la musica in campo didattico..(e non le le "scuse" musicali camuffate da valori didattici), ora sai meglio di me che le opere didattiche del primo ottocento e oltre traboccano di ottimi studi ma il punto rimane, che ogni volta che si cerca di avvicinare i "giovani" musici al linguaggio musicale più moderno senza essere costretti a utilizzare brani "già" di repertorio con le varie conseguenze che essi comportano di non ancora maturità sia tecnica che musicale..che si prende? ecco io uso appunto Castelnuvo Tedesco e Smith Brindle ma ahimè tranne il primo quaderno degli intervalli (di MCT) che è già "avanzato" per la maggior parte degli allievi del periodo inferiore non ci sono cosi tante opere di valore musicale e didattico cosa che invece, appunto nel secolo precedente abbiamo l'imbarazzo della scelta... si, io onestamente penso che sarebbe decisamente una bellissima cosa avere degli "studi minori" (si fa per dire..tali) perchè non è certo necessariamente più facile scrivere in questo modo ...giusto? in effetti il progetto di castelnuovo era simpatico nella sua globalità... magari una cosa cosi..no? mettici il tuo linguaggio e.... una micro-serie di studi di "virtuosità" musicale m Dato e non concesso che io riesca a scrivere - che so - 36 studi facili, come potrò mai intitolarli? Studi facili? E' un titolo che esorta alì'auto-disistima e predispone all'autocommiserazione. Forse, anche all'emicrania. Le modeste proposte di affinità bartokiane, già largamente frequentate - cioè i titoli che finiscono con "kosmos" - mi ricordano "La rana e il bove". Un titolo austero, in latino, del tipo "Si parva magnis", con copertina in stile assiro-milanese, sarebbe dignitoso, ma fallimentare dal punto di vista economico. Un titolo esortativo? "Studiate", seguito da un dissuasivo "Non diventate cretini anche voi", potrebbe andare bene? O assomiglierebbe troppo a una sorta di recensione mascherata di altri, celebri lavori dello stesso genere? Sono aperto ai suggerimenti. Bertoldo aveva accettato tranquillamente la condanna al patibolo, ma aveva manifestato, come ultimo desiderio - con la promessa del re di esaudirlo - quello di essere impiccato all'albero che gli fosse piaciuto. Pressapoco, è la stessa situazione, solo che qui l'albero è un titolo. dralig
  24. Non è che io non voglia, è che non so. Cioè, non so come procedere. Io non so niente di insegnamento ai principianti in tenera età. Se avessi le falsarighe, cioè delle indicazioni sulle linee da seguire, gli obiettivi da mettere a fuoco e da trattare negli studietti, e un controllo esterno che mi impedisse di tracimare, credo che potrei scrivere una sorta di Microkosmos per chitarra. Ma poi, servirebbe? dralig
  25. Non è sopravvissuta una copia del programma che Segovia eseguì nel suo primo concerto (data imprecisata alla fine del 1909) al Centro Artistico di Granada, e la recensione - molto elogiativa - apparsa sul "Noticiero Granadino" non ne permette la ricostruzione. Tuttavia, da una serie di dati contestuali elaborati dal biografo di Segovia, Alberto Lopez Poveda, si sa che fu un programma breve e lo stesso Poveda ritiene che fosse il seguente: Tarrega: Capricho arabe, Estudio brillante, Preludio Sor: Studio in si minore Malats: Serenata Chopin: Mazurka Albéniz: Granada Segovia: Tres Preludios, Tonadilla Personalmente, ritengo che Poveda abbia ragione per tutti i pezzi del programma, eccettuate le tre composizioni dello stesso Segovia che, a mio parere, a quell'epoca non aveva ancora composto nulla. I pezzi in questione e la Tonadilla furono scritti, secondo me, non prima del 1915. dralig
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