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Angelo Gilardino

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Tutti i contenuti di Angelo Gilardino

  1. Carlos Guastavino faceva della tonalità, non una scelta, ma una religione. La musica atonale o seriale era per lui figlia del diavolo. Uguale e contrario ad Adorno. dralig
  2. Sempre a guardare il pelo nell'uovo eh... Tu quando lo scrivi il quintetto per chitarra e archi? Cioè, se non lo scrivi tu, chi dovrebbe farlo? Non so chi, ma so "come". Allora, grosso modo, qual è il guaio? Il guaio è che la chitarra e il violoncello sono praticamente omologhi (come registro). Per far suonare la chitarra bene, bisogna evitare di mandarla insieme al cello nello stesso registro: guarda il lavoro che ho fatto con la Sonata Romantica di Ponce, che ho trasformato per violoncello e chitarra, e vedrai che ho tenuto il cello nel registro medio-grave, sacrificandolo un po', ma in compenso ho fatto respirare la chitarra, lavorandola parecchio nel registro medio-acuto, così il suono che ne esce è, nell'insieme, piuttosto aperto e abbastanza trasparente. Il punto è: come fare per mantenere la stessa chiarezza se nel gioco entrano anche due violini - saputelli come sono - e una viola, che s'intrufola in mezzo? La risposta è: il dialogo, molto dialogo, in modo da poter usare tutti e quattro gli archi in tutti i loro registr, senza appendere i due violini al soffitto ed evitando le congestioni chitarra-cello o, peggio ancora, chitarra-viola-cello. Mi domanderai: ma gli altri, come hanno fatto? Ti sembrerò presuntuoso, ma ti rispondo: secondo me, bisogna fare meglio, molto meglio. Quando me la sentirò, lo farò. dralig
  3. Ah si...un bel lavoro, nonostante qualcuno guardi a Guastavino con malcelata sufficienza. Nemmeno lui era tenero con chi scriveva fuori dal sistema tonale. Altro che sufficienza! Diventava una iena. dralig
  4. Angelo Gilardino

    Flauto e chitarra

    Bruno Giuffredi mi segnala questi link, che portano a registrazioni dal vivo effettuate durante uno dei suoi recenti concerti con la flautista Gaia Scabbia:
  5. Lo credo anch'io, ma ho qualche riserva sul trattamento che egli fa degli archi: parti difficili e poco sonore. Il timore di soverchiare la chitarra... dralig
  6. M° posso mandarLe la trasposizione della Burgalesa che feci qualche mese fa? Mi farebbe molto piacere ricevere una Sua opinione. Certo. La confronterò con la mia, vecchissima. dralig
  7. E' un lavoro un po' meno fantasioso e un po' più accademico della "Serenata", ma comunque sempre condotto con mano magistrale. Ha persino qualche momento elegiaco. I musicisti francesi sono tutti molto francesi, non hanno mai avuto bisogno di rivolgersi altrove. dralig
  8. Gran bel lavoro. E' divisa in cinque movimenti: Preludio - Canto d'amore - Epigramma - Sogno - Fanfara al regno lilipuziano. Titoli in italiano. Scrittura semplice, robusta, per un bel suonare dritto, aperto, scanzonato, senza fare storie. Atmosfera solita del compositore: umorismo, sensualità velata, gioco... Se a 15 anni ti puoi permettere di dare del tu a musica di questo livello, vai male: la chitarra per te ha i giorni contati. dralig
  9. Il numero appena uscito della rivista "La Guitarra" contiene un DVDche mi sembra doveroso segnalare per la sua straordinaria utilità. Due concertisti, Luigi Attademo e Philippe Villa, suonano un brano (Canco del lladre di Llobet per Attademo, un brano di Sergej Rudnev per Villa) per sei volte, adoperando ogni volta una chitarra diversa. E' un ascolto eccezionalmente interessante. Un plauso alla rivista per questa iniziativa. dralig
  10. Grazie, M° Bonaguri, è proprio questo il mio scopo: invitare i maestri di questo forum a confrontarsi su un programma generalmente accettato di V livello. Vediamo se inizia la discussione e il confronto. Provo a dire la mia... vediamo cosa succede (ma sento che non finirà bene, sigh... ) Per ciò che riguarda Poulenc, Smith Brindle, Rodrigo, Sojo, mi trovi sostanzialmente d'accordo. Mi astengo per Peyrot che non conosco ancora (anzi, se ti va di mandarmi, please, un file pdf te ne sarei grato). Meno d'accordo sarei invece su autori come Sauguet, Torroba, Tansman ed aggiungo anche i preludi di Ponce. Qui ci troviamo a dover risolvere problemi interpretativi non indifferenti. Sauguet in particolare, anche se da un punto di vista strettamente tecnico non presenta particolari difficoltà (che comunque sono presenti), da un punto di vista musicale richiede all'interprete una maturità espressiva che di solito al V° corso ancora non si possiede (ed aggiungo forse neppure all'ottavo o decimo). Per quanto riguarda la "Burgalesa" di Moreno-Torroba c'è un problema: affrontata così com'è nel testo pubblicato, cioè nel tono di fa diesis, è un pezzo tutt'altro che facile. Diventa più abbordabile se lo si trasporta - come ha fatto Segovia nella sua registrazione - un tono sotto, ma non si tratta di una trasposizione letterale: bisogna aggiustare qualche armonia. dralig
  11. Per pura curiosità, Piero: Sojo ho scritto pezzi originali per chitarra? Ciao. dralig
  12. Che altro potrà fare ai conservatori, la riforma? Bombardarli? dralig
  13. Perlomeno, lasceranno trascorrere serenamente le feste natalizie e di fine anno. Qual è la calamità in arrivo? L'insegnamento di chitarra verrà affidato ai bidelli? dralig
  14. Julio S. Sagreras scriveva musica per chitarra a prevalente - anzi, pressoché esclusivo - orientamento melodico nello stile di un autore tardo romantico interessato principalmente alla musica popolare della sua terra, l'Argentina. Non vedo come tale impostazione, culturale prima ancora che musicale e chitarristica, possa essere presa come base per la formazione di allievi che studiano, 80 anni più tardi, nelle scuole musicali europee. Sagreras fa suonare melodie accompagnate nel modo armonicamente più ovvio e, in quanto a idioma, non aggiunge una parola a quanto già detto, in modo musicalmente assai più appropriato, dai classici dell'Ottocento, e certo Sor, con le sue raccolte più facili, lo sovrasta dall'alto di una cultura polifonica infinitamente superiore. Senza contare gli errori di armonia in cui Sagreras talvolta incorre. Un ragazzo che si forma oggi avrà diritto di sapere, fin dai primi studi, che cos'è la modalità, no? Come può cambiare, nello stesso esercizio, la metrica? Qual è la differenza, anche a livello elementare, tra melodia accompagnata e le voci di una polifonia? Sagreras è un vecchio arnese per futuri suonatori di vidale, gatos e zambas: Dio ce ne scampi e liberi. dralig
  15. Si, i metodi si vendono ancora. E in misura abbastanza indipendente dalla loro qualità, sia musicale che didattica. Le "prime lezioni" del Sagreras hanno fruttato, agli eredi del compositore, una fortuna, e non v'è chi, conoscendo l'armonia e le problematiche relative alla formazione del gusto musicale dei principianti, non veda le pecche del lavoro, davvero modesto e, per certi versi, diseducativo. dralig
  16. Questo tipo di calcolo - indipendentemente dall'attenzione che io posso prestargli - è, oggi, del tutto superato per quanto riguarda la musica destinata alla pubblica esecuzione in concerto, e rimane valido solamente per le pubblicazioni a carattere didattico. Mi spiego. Con l'avvento delle fotocopiatrici, si è verificato un calo drastico nella vendita della musica stampata. E' un fatto che solo uno studio interdisciplinare potrebbe spiegare, ma è innegabile che non soltanto mariuoli e profittatori fotocopiano invece di comperare: lo fanno anche persone per ogni altro verso correttissime, e lo fanno senza addurre spiegazioni, né agli altri né a se stessi. Se a ciò si aggiungono altri fattori, quali l'endemica incapacità di orientamento dei chitarristi (che non sanno valutare la qualità di un brano e quindi non sono in grado di operare delle scelte), la sovraproduzione di musica offerta dagli editori (incrementata grazie anche alle pubblicazioni autofinanziate), la non sempre agevole reperibilità, etc., si fa presto a concludere che, oggi, e ancor più in futuro, i compositori e i loro editori sanno di non poter fare affidamento sugli introiti della vendita di copie stampate. E' ovvio che se ne vendano tuttora, ma non in misura paragonabile a quella dell'epoca pre-fotocopie. E allora, perché stampare e pubblicare? Perché, se pur fotocopiata e piratata su Internet, la musica seguita a produrre introiti - a volte anche ragguardevoli - provenienti dalle esecuzioni pubbliche e dalla registrazioni: introiti rispetto ai quali quelli della carta stampata sono relativamente poca cosa. Gli autori che sanno di poter puntare sulla qualità della loro musica, ormai sono disposti a rinunciare ai diritti cartacei pur di avere la certezza che le loro opere stampate giungono nelle mani degli esecutori potenzialmente in grado di interpretarle. E, in questo senso, il lavoro svolto da un editore che abbia un indirizzario clienti ricco e aggiornato e un servizio di spedizioni efficiente, cioè ramificato in tutto il mondo, è fondamentale. Personalmente, alimento una partita di giro: tutto quello che incasso in diritti cartacei, lo spendo per mandare la musica a quei chitarristi che stimo e che so capaci di comprendere e di far comprendere ai loro allievi quello che scrivo. Non potrei mai fare una cosa del genere da solo: non ne ho la capacità, l'attrezzatura, la voglia e il tempo. Credo che molti altri autori facciano suppergiù la stessa cosa. Naturalmente, tutto ciò è basato su un rapporto fiduciario con l'editore, e sulla certezza che, nello stesso modo in cui io mi scanno per dare il meglio di me nelle mie composizioni, lo stesso fa l'editore per la parte che lo riguarda. E' il caso di precisare che le vendite cartacee degli "Studi di virtuosità e di trascendenza" superano di 20 volte quelle delle partiture dei miei Concerti per chitarra e orchestra? Mi pare ovvio. Il fatto è che io non ho scritto i Concerti per guadagnare, ma perché avvertivo l'imperativa esigenza di scriverli, e perché ritenevo di poter fare qualcosa di diverso da "Aranjuez" e dai concerti di repertorio. Altro è il discorso riguardante le edizioni di metodi, esercizi e studi, i cui contenuti non sono destinati alle esecuzioni pubbliche e alle registrazioni, e che quindi non producono royalties, ma solo diritti provenienti dalla vendita delle copie stampate. Lì, tocca agli editori darsi d'attorno con la distribuzione e con la pubblicità, altrimenti è partita persa in partenza, e senza appello. dralig
  17. Amiamo pensare che sia così, e io lo credo, ma so che, per farsi conoscere e apprezzare nella giusta misura, l'arte prende molto tempo. Se si tratta di composizioni, il loro autore non deve avere fretta e farà bene a preventivare di assistere al riconoscimento della sua opera dall'alto dei cieli (se li raggiungerà). Per quanto riguarda invece gli interpreti, che la musica se la portano addosso, intus et in cute, i tempi sono più stretti, bisogna essere riconosciuti in vita, nonostante il fatto che le registrazioni garantiscano ormai una forma di sopravvivenza anche dell'arte di chi suona. Gli editori oggi sono piuttosto disorientati. Tendono a rinchiudersi nei loto gusci, dove sopravvivono senza troppe illusioni e, soprattutto, con scarsissime prospettive per il futuro. I continui passaggi di proprietà di alcune grandi case editrici, verificatisi in tempi recenti, testimoniano chiaramente la tendenza, da parte dei proprietari, a convertire i pacchetti azionari di maggioranza in capitali da investire altrove... dralig
  18. A seconda dell'anzianità di servizio, tra i 1500 e i 2000 euro netti. No comment. dralig
  19. Il DEUMM della Utet alla voce musica riporta le varie etimologie. Troppo trafficato il riportarle qui nella grafia originaria, e troppo difficile, per un musicista, tentare una traslitterazione. Meglio consultare il dizionario in questione. dralig
  20. Se si usano strumenti moderni (chitarra esacorde), la parte di "viola" si fa con un violoncello. dralig
  21. Esiste uno stato, al quale si può pervenire, che gli psicoanalisti di scuola freudiana definirebbero di "introiezione" della chitarra. Giunta a tale stato, la mente del chitarrista è in grado di "vivere" tutta la fenomenologia di un'esecuzione reale - diteggiatura, timbri, etc. - senza alcun bisogno di imbracciare effettivamente lo strumento. Basta vedere il testo, e la mente musical-chitarristica si mette in moto, "eseguendolo" perfettamente in tutti i suoi aspetti. Tale capacità è spendibile in altre operazioni, come ad esempio quella di poter scrivere la musica ascoltata in registrazione riconoscendo non soltanto le note, ma anche le corde sulle quali vengono prodotte. dralig
  22. L'importante è rendersi conto di quel che c'è nel testo musicale: qualunque metodo di lettura è buono, se permette di immaginare - o addirittura di eseguire a vista - un nuovo brano. C'è chi legge senza chitarra e riesce all'istante, o quasi, a immaginare il pezzo come effettivamente il compositore l'ha scritto; c'è chi legge con la chitarra - forse perché non si fida della propria immaginazione astratta - e lo fa magnificamente bene: Gabriel Estarellas riesce a leggere all'istante qualunque pezzo in tempo reale, e spesso le sue esecuzioni migliori sono quelle che dà a prima vista -; c'è chi legge ascoltando un disco; c'è chi leggiucchia, con o senza strumento, e ha bisogno di molte letture per cominciare a inquadrare il pezzo; e c'è, infine, chi, con la propria lettura, non riesce a venire a capo di niente, toglie il pezzo dal leggio ed esclama soddisfatto: questo pezzo non mi piace, e magari manda un messaggio a un forum, biasimandone l'autore. L'idea di visitare i negozi di musica con la chitarra e di leggere seduta stante i brani da comprare o no, è musicalmente ineccepibile. Immagino però che i negozianti cerchino di non estendere la pratica ai professori di corno, tromba, trombone, basso tuba, oficleide, contrabbasso, timpani, etc. ; e sperino di non veder capitare, nello stesso negozio, sei chitarristi contemporaneamente. dralig
  23. Abbastanza fragili, rispetto alla musica coeva. Posso dirlo? Sembra musica scritta da un dilettante. dralig
  24. Quella registrazione non si trova nel disco pubblicato da "Seicorde" nella collana "I maestri della chitarra" (dove sono incluse opere di autori dell'Ottocento), ma nel disco EMI che MdS registrò poco prima di abbandonare la sua carriera di concertista. Il CD non è più in circolazione. Quando Ginastera fu commemorato ufficialmente in Germania - credo a Koln - con un concerto al quale presero parte i suoi migliori interpreti, a eseguire la Sonata per chitarra fu chiamato de Santi. dralig
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