-
Numero contenuti
2241 -
Iscritto
-
Ultima visita
-
Giorni Vinti
38
Tipo di contenuto
Profili
CD della collana CGWC
Forum
Tutti i contenuti di Angelo Gilardino
-
studio e analisi Elegia di Marzo, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Ne sono lieto. Normalmente, i brani diatonico-modali sono preferiti, sia dagli esecutori che dagli ascoltatori, rispetto a quelli cromatico-atonali, ma io sono sicuro che si tratta sempre della stessa matrice poetica e stilistica, cambia solo la meteorologia: come dire, il luogo è sempre lo stesso, ma a giorni c'è il sole, a giorni la pioggia o la tormenta. dralig -
pubblicazione Sonetti Giuliani, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Equisoni tra corde diverse, con diteggiatura d'arpeggio a campanella. Pubblicazione imminente (edizioni Curci). Ascoltabili online, al momento, due dei sette pezzi: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=307443128 dralig -
studio e analisi Elegia di Marzo, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Non che sia importante per l'ascolto, ma "Elegia di marzo" è un brano diatonico-modale, non atonale. dralig -
studio e analisi Elegia di Marzo, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Paolo_ nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il pezzo deriva da una lettura (reiterata cento volte negli anni) della lirica di Jiménez intitolata "Oberon a marzo", due versi della quale sono citati nell'epigrafe che segue il titolo della composizione. Tradotti in italiano: "Marzo triste, le tue rose nuove/Come marciscono in fondo alla mia anima!" Precisamente, l'immagine d'avvio del brano musicale è stata quella del fantoccio di neve che si dissolve nello stillicidio della pioggia di marzo: struggente metafora dell'amore e della sua caducità. dralig -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Io non Le ho chiesto nessun conto di quello che Lei pensa, signor Zema, ho risposto a un Suo messaggio, che ne commentava uno mio, con il quale si è aperto il thread. Se Lei ritiene di non dover esporre le Sue affermazioni alle mie risposte (o a quelle di qualsiasi altro partecipante al forum), eviti di scrivere pubblicamente e di rispondere ai messaggi altrui. Non pretenderà, spero, di poter commentare i messaggi altrui senza che altri possano commentare i Suoi. Il rischio di essere fraintesi è sempre presente: c'è chi non sa leggere e chi non sa scrivere. dralig -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Se il far musica consistesse solo nel suonare la chitarra, le enciclopedie della musica pubblicherebbero i nomi dei compositori chiamandoli "teorici". Questo, per fortuna, non accade, signor Zema: i maggiori dizionari di musica contengono i nomi di migliaia di compositori e, di chitarristi, ne menzionano, dal Seicento a oggi, poche decine, con ben scarso rilievo. dralig -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
si maestro zema,è evidente che chiunque ottenga successo,con concerti,festivals,blog e quant'altro, viene criticato per i motivi che hai scritto in questo loco!!! tu a fiuggi hai fatto un concerto incredibile in duo e vedi che si scrive che fiuggi non è credibile,l'uomo ragno....è un offesa ufficiale anche a te,ma sei adulto e vaccinato e so che come me te ne fotti (scusate la parolina poco elegante) ... e qualsiasi modo di scrivere è buono per detrarre,ma siamo vaccinati una piccola previsione: vogliamo scommettere che il festival di madrid andrès segovia è come fiuggi? magari meno credibile o forse più credibile o meglio......... Andrés si scrive con l'accento acuto, maestro. Quanto al più o meno credibile, faccia Lei: scommetterà da solo e solo con se stesso. dralig -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
si maestro zema,è evidente che chiunque ottenga successo,con concerti,festivals,blog e quant'altro, viene criticato per i motivi che hai scritto in questo loco!!! tu a fiuggi hai fatto un concerto incredibile in duo e vedi che si scrive che fiuggi non è credibile,l'uomo ragno....è un offesa ufficiale anche a te,ma sei adulto e vaccinato ... e qualsiasi modo di scrivere è buono per detrarre a quello che si ritiene avversario,ma siamo vaccinati Io non ho detto una sola parola a carico del festival di Fiuggi, né di altri festival, né dei concerti " incredibili " che vi si sono svolti. Di offese al maestro Zema (che vorrà dire, poi, "offesa ufficiale"? rivolta attraverso un notaio o per vie diplomatiche?) rivolte in questo thread si può solo, non parlare, ma farneticare: evidentemente, non è stato inoculato, nel caso, il vaccino anti-allucinazioni. dralig -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non mi è nemmeno passato per la mente: io non ho mai interrotto i discorsi altrui, e non ho mai detto che parlare è facile. La lettura di molti messaggi di questo forum dimostra invece che è facile sparlare. ag -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha risposto a Angelo Gilardino nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Basta leggere le parole scritte e i nomi dei rispettivi autori, per sapere chi sono. Si può andare ben al di là dell'impressione, constatando senza margine di dubbio chi ha parlato e che cosa ha detto (anzi scritto). -
Chitarristi e pistoleri
Angelo Gilardino ha pubblicato una discussione in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Nei film western, l'eroe-tipo incarnato tipicamente da John Wayne o da un suo clone, a un certo punto interrompe la discussione e mette mano alla fondina, dove pende la sua Colt 45: "Basta con le chiacchiere!", ammonisce gli astanti - ben consci del fatto che lui è il più veloce nell'estrarre e il più bravo nello sparare. E tutti tacciono, con la coda tra le gambe. L'eroe ha ristabilito il primato dell'azione sulla parola, vile strumento di ciarlatani incapaci e di oziosi perditempo: di tanto in tanto, bisogna ricordare loro qual è la vera forza, e chi la detiene. Anche nei forum di chitarra - non escluso il presente - non di rado irrompe il pistolero, che getta sul piatto della bilancia (guai ai vinti!) la sua (presunta) bravura nel maneggiare "il nostro strumento" e sospende il vano trastullo della chiacchiera annunciando che "parlare è facile, ma suonare è difficile". Quindi, bando alle ciance, e si passi all'unico fatto che conta: il saper suonare. La parola, rispetto al "nostro strumento", non conta nulla. Si potrebbe far osservare a John Wayne, nel momento in cui minaccia di metter mano alla Ramirez-Colt 45 che, delle sue parole, i forum di chitarra sono inondati, e che ne spende non meno generosamente dei chiacchieroni ai quali si rivolge con il suo monito; che il parlare sarà anche facile, ma non per lui, dal momento che i suoi messaggi sono infarciti di strafalcioni ortografici e grammaticali, tanti e tali da far dubitare che abbia terminato la scuola dell'obbligo; che minaccia di estrarre "il nostro strumento" non dopo lunghi e meditati silenzi, ma solo quando le sue stesse parole lo hanno esposto in situazioni insostenibili e ridicole; che la sua presunzione, di essere lui quello che sa suonare, mentre gli astanti sono degli inetti tremebondi, è tutta da provare (nel forum ci sono centinaia di maestri che non hanno nulla da imparare da John Wayne, e che, sia con la chitarra che con la parola, non hanno il minimo imbarazzo); che, se il suonare è difficile, il comporre, ad esempio, è ancora più difficile, e che molti egregi compositori non sono stati, e non sono, esecutori provetti, ma che, ciò nonostante, nella scala dei valori musicali non sono certo secondi a nessun virtuoso (specialmente a quelli della cui virtuosità si può opinare con largo margine di dissenso). Si potrebbe, e non sarebbe fuori luogo. Tuttavia, si può anche spendere qualche considerazione più utile. Alla base di un comportamento del genere, c'è la convinzione intima che il saper suonare conferisca a chi ne è capace il primato in una sorta di gerarchia sociale (o chissà, antropologica) su chi non suona, ma sa "solo parlare". Calma, maestro, calma: nel panorama della storia, e nell'evidenza dell'attualità, il saper suonare la chitarra non insignisce di nessun merito particolare. Nella vita artistica, culturale, sociale, un chitarrista "classico", oggi, per bravo che sia, è figura decisamente comprimaria, conta appena un poco più di niente, e chi non è davvero molto bravo non conta proprio nulla. Ne fanno a meno le società musicali, il pubblico dei concerti di musica "colta" e quelli dei concerti rock, le case discografiche, le istituzioni culturali, le università, i mezzi d'informazione, etc. Se il virtuoso conta qualcosa - ma appena un po' - è principalmente perché, oltre a saper suonare, sa anche parlare in modo misurato e intelligente, perché sa scrivere senza ingiuriare la lingua, e perché ha abbastanza buon gusto da evitare sparate cialtronesche, divertenti solo nei film di John Wayne. In questi giorni, si svolge a Modena il festival della filosofia. Forse, a qualche chitarrista non farebbe male affacciarvisi: è quasi certo che non capirebbe nulla, ma perlomeno si renderebbe conto del fatto che, dove la parola è assoggettata al pensiero e al sapere, i punti segnati a favore dell'umanità, delle sue prospettive e delle sue speranze, sono incomparabilmente maggiori di quelli che si registrano nei festival di chitarra. dralig -
Procedere da soli. Come?
Angelo Gilardino ha risposto a Gianmattia Loretti nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Ma l'arte si fa comunque da soli, non è un lavoro di squadra. Certi artisti (un compositore, un autore di teatro o di cinema, etc) hanno bisogno dell'apporto di altri artisti (interpreti, tecnici, etc.) per poter "comunicare" la loro opera al pubblico, ma la creazione è comunque un atto altamente personale. Ed è personale anche la ricerca dell'artista-interprete che lavora su un'opera altrui. Poiché il realizzare la propria opera non è un atto prometeico, ma il normale compimento della propria aspirazione, fa appello più alla volontà che al coraggio. In fondo, per un artista, l'unico modo di vivere è creare: se lo fa, ha solo il coraggio di vivere. dralig -
pubblicazione Sonetti Giuliani, Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a Cristiano Porqueddu nella discussione Altre discussioni sul repertorio
I "Sonetti" sono stati eseguiti dal Quartetto Santorsola al Museo Archeologico di Taranto il 23 agosto scorso. Ho ascoltato l'ottima esecuzione in un file inviatomi da Antonio Rugolo. La composizione sarà presto disponibile in un CD del medesimo Quartetto. dralig -
Chitarra inserita nell'organico orchestrale ma non solista
Angelo Gilardino ha risposto a sidespin nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
La chitarra è stata impiegata in funzione complementare negli organici di centinaia di composizioni orchestrali e cameristiche del Novecento. Le ha elencate provvidenzialmente Vincenzo Pocci nel suo catalogo, non ha che da consultarlo e, come si dice, si leverà la voglia. dralig -
Come si sceglie senza comprare la musica?
Angelo Gilardino ha risposto a Taltomar nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non si può dare una risposta che risolva tutti i dubbi del lettore ma, per quanto riguarda la casa editrice citata e gli autori che essa propone, si può osservare che il curatore delle edizioni, il maestro Bruno Giuffredi (anch'egli membro di questo forum) ha optato esplicitamente per compositori che hanno abbandonato il percorso delle "avanguardie" posteweberniane, o meglio , che (essendo giovani) non l'hanno mai imboccato, e che scrivono musica tonale o comunque assimilabile al linguaggio tonale, con un deliberato proposito espressivo. La scelta si esercita dunque tra le diverse personalità dei compositori citati: non li conosco tutti, ma sono sicuro che il filtro di Giuffredi non lascia passare musica scritta da dilettanti. In ogni caso, come si dice, "casca bene". dralig -
info Variazioni o fantasie su temi di Giacomo Puccini
Angelo Gilardino ha risposto a Andrea De Vitis nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Nei miei piani di lavoro per il prossimo futuro rientra una versione - inevitabilmente riduttiva ma, credo, di grande efficacia espressiva - di una splendida pagina strumentale di Puccini: "Crisantemi", per quartetto d'archi. Me ne occuperò, spero, entro l'anno. dralig -
Il filo logico che lega un programma.
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Se il nesso fosse "il solo e unico repertorio prediletto dell'esecutore" avremmo certamente e perlomeno il beneficio della sua convinzione nel proporci quel programma. Critica costruttiva: non è un programmino un po' breve per un recital? E poi, dopo il pieno Barocco e due aspetti significativi dell'Ottocento chitarristico, che ci sta a fare, isolata, la "Fantasia sobre fantasia" di Tomas Marco, un pezzo breve, che rappresenta al massimo un momento nella produzione del compositore madrileno? Sfido anche il più esperto frequentatore di concerti di chitarra a cavarne qualcosa, senza un minimo di contesto. Perlomeno, le accosti il brano al quale Marco fa riferimento, parafrasandolo, altrimenti è proprio una seggiola in mezzo al deserto... dralig -
Il filo logico che lega un programma.
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Le case discografiche di oggi sembrano preferire i programmi monografici: un CD dedicato a un compositore, oppure a un'area culturale ben definita, o a un periodo storico altrettanto chiaramente omogeneo. Sta sempre più declinando il favore nei confronti del recital imperniato sulla figura dell'interprete che spazia attraverso i secoli. I programmi dei concerti chitarristici sono invece tuttora piuttosto spezzettati: lo stesso esecutore, che magari ha appena pubblicato un CD dedicato a un autore, in un recital ne include cinque o sei, senza preoccuparsi troppo degli sbalzi di qualità e delle incoerenze di linguaggi...Lo possiamo comprendere: chi acquista un CD con un determinato programma lo fa perché gli interessano quell'autore e quelle musiche, mentre chi va ad ascoltare un concerto non ha in genere una predisposizione giù determinata verso il programma, e il rischio di stancare, con un solo autore, una platea eterogenea, è molto alto. Da lì, la tendenza ad accontentare diverse categorie di ascoltatori. Personalmente, sono a favore di programmi centrati su ambienti culturalmente omogenei, ma con più autori. Ad esempio, a un intero CD dedicato a Giuliani, preferisco un CD dedicato alle musiche composte da Giuliani a Vienna, accostate a quelle coeve di Diabelli, di Matiegka, di Molitor: c'è un clima culturale comune, e vi appaiono chiare le differenze stilistiche tra i vari autori. Mi piace anche l'idea di programmi transepocali con un filo conduttore comune, per esempio quello che incise Attademo adunando compositori che avevano scritto brani ispirati alla Follia...In questo settore, si possono inventare programmi interessantissimi - per esempio un programma dedicato alla forma sonata italiana nel Novecento. dralig -
studio e analisi Una limosna por el amor de Dios, Agustín Barrios Mangoré
Angelo Gilardino ha risposto a Giovanni Doria nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il fatto è che i curatori delle principali edizioni di Barrios (Richard Stover, Jesus Benitez) hanno attinto a fonti non accessibili ai lettori, quindi non esiste una possibilità di verifica. A questo punto, le fonti più sicure sono le registrazioni dello stesso Barrios - che però coprono solo una parte della sua opera conosciuta. Va bene quindi una qualsiasi delle edizioni pubblicate, da mettere a punto derivando dai dischi le modifiche apportate dallo stesso autore. dralig -
Mi date una mano a capire questo passaggio?
una discussione ha risposto a Angelo Gilardino in Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
E' meglio leggere che "spulciare". Un conto è lo staccato - interruzione deliberata del suono ordinario -, un altro conto è l'etouffé, che fin dall'inizio non è un suono ordinario, ma un suono filtrato, affine al "pizzicato". Nel suo metodo, Sor spiega che preferisce filtrare le note collocando le dita della mano sinistra sulle barrette, e non vicino alle medesime. Che questa tecnica possa risultare efficace sulle chitarre moderne, è ipotesi da verificare caso per caso. Comunque l'esempio da Lei posto non ha nulla che vedere né con lo staccato né con l'etouffé. Nella notazione dell'epoca, infatti, i segni di staccato posti su una o due note dopo una sequenza di note da eseguire con le legature della mano sinistra, non prescrivono lo staccato vero e proprio, ma solo il ritorno alla normale articolazione senza legature. In sostanza, vogliono dire: "non più legati". dralig -
Pascual Roch
Angelo Gilardino ha risposto a Gaetano Balzano nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Pascual Roch (1860-1921) era un medico valenciano che abbandonò la sua professione per dedicarsi alla chitarra. Per motivi di salute (pare), emigrò a Cuba, dove creò un'accademia di chitarra e una fabbrica di strumenti. Scrisse anche il Metodo, pubblicato da Schirmer, di cui si tratta. Si professò allievo e seguace di Tarrega e, nel metodo, erede della sua scuola. Nel Diccionario di Domingo Prat si legge una critica abbastanza severa al riguardo, ma ben si sa che Prat usava somministrare pozioni acide abbastanza spesso... Storicamente, non sembra una figura rilevante, questo non toglie che il suo Metodo possa essere letto con interesse anche oggi. dralig -
Le Sonatine-Lied di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a gigi nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
Non sapevo che il tecnico che ha registrato Colone e il suo flautista e il "Gigi" di questo forum fossero la stessa persona. Ne approfitto per ringraziare per l'ottimo lavoro svolto a favore della mia musica. Credo che Angelo Colone registrerà altri lavori miei, ancora più impegnativi dal punto di vista della presa del suono, e ringrazio in anticipo per l'impegno che dovrà essere profuso nel lavoro. Il titolo "Sonatina-Lied" è impiegato in modo obliquo. Adoperare la forma-sonata quando si compone musica atonale può sembrare un non-senso, ma può anche - come mi auguro di aver dimostrato - funzionare, se la forma è solo "evocata" e non rimessa in gioco come fattore vitale. L'aggiunta del termine "Lied" si riferisce al modo con cui i temi sono concepiti (sono melodie, ancorché atonali, assai più che temi) e sviluppati, con attenzione quasi esclusiva all'aspetto motivico. dralig -
Le Sonatine-Lied di Angelo Gilardino
Angelo Gilardino ha risposto a gigi nella discussione Quattro chiacchiere e voci di corridoio.
So che il mio carattere mi ha guadagnato una reputazione orrenda - credo solo in parte meritata - ma, anche così, mi sorprendo per la suscettibilità - invero mostruosa - che mi viene attribuita: perché mai dovrei volerGliene? Ignorare il numero delle mie Sonatine-Lied non è davvero una lacuna culturale, specialmente in un mondo in cui, tra studenti di conservatorio, ben pochi sanno a memoria - che so - quante sonate per violino e pianoforte ha composto Beethoven, o quante ne ha scritte - per pianoforte e violino - Mozart. Insomma, sono un vecchio ragionevole, e per niente stizzoso. Non credo. Al violoncello - che fu il mio secondo strumento quando iniziai gli studi musicali - ho dedicato due lavori molto impegnativi, sia per me che li ho scritti, che per gli esecutori: 1) Il Concerto per violoncello, chitarra e orchestra "Star of the Morning"; 2) La versione della "Sonata Romantica" di Ponce che, dall'originale per chitarra sola, ho ampliato e riscritto per violoncello e chitarra. Credo che, per il momento, possano bastare, ma naturalmente prendo buona nota del suggerimento, e ringrazio. dralig -
A.Ramirez: Gloria from Misa Criolla-A.Ruggiero-GQ LIVE
Angelo Gilardino ha risposto a GuitArt Intern. Group nella discussione Interpretazioni
-
studio e analisi Suite Valenciana, Vicente Asencio
Angelo Gilardino ha risposto a mistake89 nella discussione Altre discussioni sul repertorio
Il titolo della composizione suggerisce che si tratta di musica a ispirazione regionale. Tuttavia, il compositore non ha fatto ricorso a canzoni o danze esistenti, ma ha creato musica propria, evocando gli aspetti che rendono riconoscibile la musica valenciana. Le melodie del primo e del secondo pezzo e il ritmo del terzo sono quindi simili a quelli delle musiche popolari della regione, ma sono stati inventati di sana pianta. L'armonia è quella dei compositori francesi del primo Novecento, e dei compositori spagnoli che avevano preso a modello i compositori francesi. Asencio era pianista, quindi è inevitabile che la sua scrittura presenti aspetti pianistici, però resi perfettamente compatibili con l'idioma della chitarra. Ascoltando le esecuzioni pianistiche dei brani di Albéniz e di Granados dei pianisti come Alicia de Larrocha, si può forgiare un buon modello generico di gusto e di stile. Poi, naturalmente, occorre comprendere bene i caratteri specifici della Suite ed escogitare le soluzioni di fraseggio, di colore e di dinamica adatte a rendere con chiarezza i valori della composizione: se ci si arriva con le proprie forze, bene, altrimenti occorre farsi aiutare da maestri in grado di analizzare la musica e di spiegarne tutti i dettagli. dralig
