Vai al contenuto
Novità discografiche:

Alfredo Franco

Membri
  • Numero contenuti

    1188
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    17

Tutti i contenuti di Alfredo Franco

  1. no dai, aiuuuuuuuuuuuuuuutoooooooooooooooooooo
  2. http://www.musikserver.at/dietmarkres/ era lui? questo era il cd che avevo e persi...
  3. Uhm, bella definizione, effettivamente è un lavoro che all'ascolto risulta estremamente appetibile, ma come dici, per l'interprete il lavoro è enorme! Certo, il testo shakespiriano che gli sta dietro (e suoi fantasmi) invoglia ad immergersi nella musica. Che lavorone.
  4. Mah, io ho un paio di dischi di Christensen (Llobet e Sarenko) e li trovo molto belli. Certo che il lavoro di Henze è di una difficoltà notevole, anche nella lettura, se lo stesso Bream che ne fece richiesta si arrese in fase di registrazione è tutto detto. Ps. mi piace molto come inizia, quel maestoso FA sulla sesta corda...è già un'idea notevole, altri avrebbero più scopertamente usato il MI...
  5. Mi potete suggerire una buona registrazione delle 2 sonate di Henze? Avevo un cd suonato da un chitarrista tedesco ma l'ho perso in qualche trasloco... Bream le incise o no?
  6. Vedi, io credo che Mozart, in alcune sue composizioni, sia la dimostrazione più evidente dell'incomprensibilità della musica. Una serie dodecafonica di Schoenberg e il suo sviluppo, mi risultano molto più comprensibili di certe melodie mozartiane che, se lette sul pentagramma mi fanno dubitare di ogni tentativo di classificazione storica o stilistica...non mi basterebbe una quantità di volumi di analisi musicale equivalente al peso dell'enciclopedia britannica per spiegarne il senso ultimo. Ma devo anche dire che da piccolo mi appropriavo frequentemente dei dischi mozartiani che i miei genitori tentavano di nascondere negli armadi per salvarli dalle mie manine inesperte nel maneggiare il giradischi.
  7. Forse stiamo parlando di due aspetti differenti che riguardano lo stesso problema. E' un fatto appurato che parte del pubblico rifiuti o accetti di ascoltare le composizioni in base alla loro collocazione temporale, sulla musica contemporanea il rifiuto è a priori, scatta automaticamente l'equivalenza contemporaneo-difficile. Ho citato il quintetto mozartiano come esempio della stupidità di un simile ragionamento, io non ho nessuna certezza che sia stato scritto alla fine del '700 se non per la sua datazione che però, a mio modo di sentire quel quintetto diventa un dato marginale.
  8. Avevo letto che si trattava di una composizione per liuto ed archi, evidentemente i biografi hanno preso una cantonata...mi sembrava oltremodo strano che con quell'organico nessuno avesse fatto una trascrizione per chitarra...
  9. Ha fatto capolino nel 3d su de Falla...le sue opere per chitarra, benchè esigue quantitativamente, sono esemplari dal punto di vista stilistico...mi pare che nella scrittura per chitarra abbia colto la possibilità di essere essenziale senza risultare banale...i modelli impiegati si rincorrono, semplici ma efficaci. Se da Falla è la notte Turina è il mezzogiorno assolato? Non conosco il quartetto per archi e liuto...
  10. Si, è vero. Classificare l'arte in base al tempo è una stupidaggine. Fermo restando che ogni tempo ha il suo (o i suoi) stile, è evidente che le forme di espressione artistica lo rappresentano solo in parte e sono invece a volte sorprendentemente atemporali. Chi dice, ad esempio, che il Quintetto in sol minore di Mozart è un lavoro di fine '700, non solo dice qualcosa di banale, dimostra anche di non essere in grado di trascendere il dato sensibile attraverso la musica.
  11. Sta di fatto che quel trio sembra scritto non nel primo novecento, ma direi dopodomani.
  12. Ma tu te li vedi i chitarristi dell'epoca alle prese con la scrittura schoenberghiana? Non voglio dire idiozie ma ho l'impressione ci fosse un baratro tale tra il linguaggio dodecafonico e le capacità di lettura e interpretazione dei chitarristi da rendere il tutto impossibile. Magari Schoenberg e Webern hanno fatto un esperienza poco felice in questo ambito e non hanno rituenuto opportuno ripeterla...non hanno avuto voglia di scrivere per un ipotetico chitarrista del futuro... Forse il solo Segovia avrebbe letto una pagina per chitarra sola di Schoenberg in maniera convincente...lo penso in relazione a quei rari momenti nei quali i suoi amati compositori si sono avventurati nei pressi dell'atonalità...
  13. Ma, io credo che la chitarra veicoli una memoria storica che le appartiene. Che questa memoria sia, per quanto riguarda il novecento, maggiormente figlia dell'Impressionismo piuttosto che dell'Espresssionismo, è un dato di fatto che probabilmente dice qualcosa sulla natura dello strumento. L'homenaje di de Falla, allora, è un traguardo ma anche il cominciamento di un cammino. L'apporto più significativo nell'ambito dodecafonico, per quanto mi riguarda, è quello di Santorsola, ma si tratta di una dodecafonia decisamente più materica e sanguigna di quella tedesca.
  14. Potresti (o potrebbe qualcuno) delucidare questo aspetto? Lo trovo estremamente interessante, anche in relazione alle parole cho ho speso (grazie inconscio), parlando della fantasia di Sor.
  15. Quel che non ha senso è fare di Arnold ed Igor un duo di idioti.
  16. Ho comprato un cd dove David Starobin interpreta la Fantasie Villageoise op. 52 di Sor. Io penso che questo compositore sia stato francamente bistrattato e che considerarlo un semplice emulo di Mozart, cosa che purtroppo si sente ripetere spesso, equivalga a rendere stupida e banale la sua opera. Questa Fantasia presenta degli aspetti decisamente molto moderni, non solo rispetto alla produzione media chitarristica dell'800 ma anche in relazione all'estetica dei grandi compositori del tempo. La struttura formale episodica, che si dipana attraverso un vero e proprio atto narrativo (e non descrittivo...), presenta degli aspetti sorprendenti: la campana che Sor evoca con l'uso degli armonici, l'omofonia della linea melodica simboleggiante un canto all'unisono di una comunità in preghiera, contrastano in maniera francamente inquietante con l'episodio di festa di paese che li precede e che ad un certo punto riappare in maniera impertinente per essere subitamente azzittito. Io credo che un compositore in grado di portare a termine con successo un'idea di questo tipo, debba essere tenuto nella giusta considerazione, storica ed estetica. Non sarà poi un caso che la Fantasia in questione sia una delle più misconosciute... Scusate l' OT ma non volevo farmi scappare questa riflessione.
  17. Hai scritto della parole bellissime. Un giorno, qualcuno si prenderà la briga di raccogliere tue riflessioni, cartacee e digitali.
  18. Su Martin non ci sono certezze, e comunque lascerei fuori il suo lavoro che si muove nella stessa direzione, pur con un estetica diversa, di quello di de Falla.
  19. L'attenzione dei compositori non chitarristi per la chitarra la si deve a Segovia, non a de Falla. La sua è stata una lezione rimasta unica per molto tempo: se escludiamo Villa-Lobos (che con l'estetica segoviana ebbe a che fare in senso molto lato), i compositori segoviani scrissero per chitarra utilizzando grandi risorse musicali ma scarse o scarsissime risorse specifiche dello strumento chitarra. Ciò che di questa composizione è esemplare e nuovo è la coesione dell'idea musicale che si forgia attraverso lo specifico chitarristico, principalmente l'accordatura per quarte, de Falla lo fa in maniera geniale e scopertamente semplice al tempo stesso.
  20. Guarda, se sei un compositore i libri ti possono anche, volendo, servire...ma non dicono niente sulla composizione, enunciano una serie di regole armoniche...poi, cosa farne sono affari e problemi tutti tuoi...avvertire dentro di sè la necessità di usare delle "combinazioni di note" piuttosto che altre è una roba talmente inafferrabile...non può essere spiegata attraverso un libro...
  21. Mia moglie, che è ormai alla fine della gravidanza, è diventata bravissima a fare strudel alle mele e torte al cioccolato.
×
×
  • Aggiungi...

Informazioni importanti

Usando il Forum dichiari di essere d'accordo con i nostri Terms of Use.